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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: I libri di Maxpullo 2009 ¬ęprec succ¬Ľ
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  Autore  Discussione: I libri di Maxpullo 2009  (letto 63376 volte)
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #45 data: 20 Marzo 2009, 17:01:45 »
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Le parentesi: introduzione

In passato ho fatto finta di nulla ed in alcune circostanze ho infilato in questa rubrica dei romanzi al di fuori della collana Urania: l'ho fatto senza riflettere troppo perch√® mi piaceva parlare di alcuni libri che mi avevano colpito, ma in effetti non mi ero soffermato a riflettere che la sezione del forum che ospita le mie schede si intitola "Urania Mondadori"... diciamo che l'ho fatto senza accorgermene perch√®, in fondo, libri come "It" o come il tenebroso "Orrore ad Amityville" ben si accostano ai generi di romanzo pubblicati da "Urania" nel corso degli anni e poi perch√® queste schede, pi√Ļ che la regola, rappresentano di fatto l'eccezione all'interno di questa rubrica.
A voler essere puristi, inoltre, avrei dovuto trattare in altre sezioni del forum anche i Classici di Urania, i Collezione, i Millemondi e qualsivoglia libro che non appartenga alla collana principale, ma riflettendoci ritengo che tutto questo sarebbe un po' dispersivo e la rubrica perderebbe quel tocco di unicità e quel pizzico di estro che gli deriva dall'esser fatta come è fatta attualmente.
Ed ecco allora che ho pensato ad una soluzione veloce e pratica per accomodare al meglio queste "intrusioni": lasciando inalterata la struttura delle schede per tutto ciò che attiene alla collana "Urania" ed alle collane parallele, ho deciso di dedicare una unica scheda multipla a tutto ciò che non ne fa parte; in questo modo la rubrica conserverà la sua "univocità" e chi non è interessato ai libri "extra" potra evitarli facilmente individuando le schede con la dicitura "parentesi".
Diciamo che queste parentesi rappresenteranno delle brevi digressioni dal filone uranifero principale, in cui presenterò dei libri non di urania e di genere "misto" la cui lettura mi abbia particolarmente colpito oppure che siano in qualche modo legati ad altre letture.
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #46 data: 20 Marzo 2009, 17:21:40 »
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Le parentesi: a volte è giallo...

La vita è spesso piena di coincidenze ed a volte non è neppure necessario farci caso perchè i fatti si legano tra di loro in modo inaspettato e sorprendente: già è strano che qualcuno, prendendo spunto dalla mia rubrica, decida di leggere "Area 51: minaccia dal cosmo" lo stesso giorno in cui lo metto sul comodino per iniziarne la lettura, ma come definireste voi il fatto che abbia terminato la lettura del primo giallo della mia vita proprio il giorno prima che il nostro segretario terminasse l'inserimento delle schede di "Segretissimo" nel database?
Erano anni che mia madre mi parlava di "Niente orchidee per Miss Blandish" di James Hadley Chase e, per farle una sorpresa, ho preso su ebay il numero 206 della collana "I capolavori dei Gialli" della Mondadori; quando gliel'ho portato lei non l'ha voluto subito, mi ha detto: "prima leggilo tu"... ed è così che, dopo "I creatori di Mostri" e prima del seguito di "Area 51", ho avuto modo di leggere il primo giallo della mia carriera di lettore ed ho potuto così familiarizzare con un tipo di storia cui non ero abituato.
Di seguito il commento inserito "a caldo" dopo la lettura.

    Avvincente e coinvolgente questo giallo con i caratteri del "noir" si caratterizza per l'ottimo ritmo e per lo sconvolgente finale che rimane impresso per la sua crudele semplicit√†.
I personaggi danno l'impressione di essere un po' "caricati" o meglio "stereotipati", ma risultano ugualmente convincenti e ben caratterizzati.
La trama è interessante e assolutamente non banale ed il taglio cinematografico che l'autore è riuscito ad infondere alla narrazione rendono la lettura assai scorrevole: proprio il genere di libro che ti tiene impegnato per due/tre serate.
Un classico del genere che si può leggere anche a distanza di anni dall'epoca dei gangster.

Da segnalare inoltre che dal romanzo, nel 1971, è stato tratto il film "Grissom Gang, niente orchidee per Miss Blandish" per la regia di Robert Aldrich.
La lettura è stata davvero gradevole e avvincente e mi sento di consigliarvela.
« Ultima modifica: 21 Marzo 2009, 09:10:53 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #47 data: 21 Marzo 2009, 11:22:09 »
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Ai confini della realtà

Esistono temi, argomenti, immagini, a volte suoni o parole in grado di farci sussultare perch√® sembrano sconvolgere la realt√† cui siamo abituati: potremmo definirli quasi dei "pattern sensoriali" a cui il nostro cervello reagisce con stupore perch√® sono in grado di spostare il nostro limitato punto di vista forzandoci a guardare nell'altrove, in una dimensione diversa in cui le cose non sono come siamo abituati a conoscerle. E la cosa bella √® che non sempre √® necessario invocare il soprannaturale o gli alieni: la linea che separa la realt√† dall'assurdo, la ragione dalla follia, √® molto pi√Ļ sottile di quanto non si creda e per valicarla a volte basta davvero molto poco.
Tra tutti gli scrittori di genere "fantastico", Richard Matheson è sicuramente quello che, assieme a Lovecraft, Brown e pochissimi altri, è riuscito ad intuire questa semplice verità ed i suoi racconti, le sue sceneggiature, sono altrettante porte che conducono in realtà misteriose e differenti da quello che siamo abituati a vedere: leggendoli vi convincerete che sbagliare una strada, tagliarsi con il rasoio mentre ci si rade, rispondere al telefono e non udire nulla, incontrare una persona che è inspiegabilmente convinta di conoscerci o anche semplicemente uscire da un cinema in una notte d'estate con la gola un po' secca sono tutti modi efficacissimi per scoprire come la nostra realtà quotidiana possa d'improvviso essere irrimediabilmente incrinata facendoci scivolare in un vero e proprio incubo, senza alcun ricorso a vampiri, fantasmi o marziani.
In questa scheda voglio raccogliere tre stupende antologie di Matheson che mi è capitato di leggere nel corso degli anni e che sono accumunate dalla straordinaria capacità dell'autore di materializzare l'assurdo sotto forma di parola scritta.

     L'antologia "Regola per Sopravvivere", Urania Classici 2, pu√≤ essere considerato "il bignami" di Richard Matheson, il compendio fondamentale per entrare in contatto con questo grande scrittore.
I 12 racconti che vi sono racchiusi rappresentano, a mio avviso, il meglio della sua produzione e sono tutti davvero di ottima fattura, in grado di colpire e di rimanere impressi nella mente anche a distanza di molti anni.
Spiccano su tutti lo pseudo horror "Una chiamata per Miss Keene", lo sconvolgente "Qualcosa che non va?", il raccapricciante "Nato d'uomo e di donna", la sorprendente e malinconica "Regola per sopravvivere" e la divertentissima avventura narrata in "C...", ma è davvero difficile fare una selezione perchè parliamo di veri e propri capolavori.
Chi ha la fortuna di averne una copia se la tenga stretta perchè di libri così ce ne sono pochi.
L'introvabile Millemondi 27, intitolato "Shock. Prima parte" rappresenta il tentativo della Mondadori di riassumere in una cospicua doppia pubblicazione il meglio della produzione di Matheson, riproponendo in due volumi l'esauritissima antologia già pubblicata negli oscar. Il tentativo, lodevole nelle intenzioni, è parzialmente fallito perchè il tomo in questione è pressochè introvabile e se avete la fortuna di incapparci su ebay (a parte "botte di classe" ovviamente) vi tolgono la pelle (personalmente ho dovuto fare un auto-trapianto di cute dopo l'acquisto).
Nonostante la rarità, mi sento di dire che dei tre è forse quello meno interessante, anche perchè alcuni dei racconti migliori furono già pubblicati in "Regola per sopravvivere". Da segnalare, oltre a questi, la divertente satira sociale de "Il dispensatore", lo sconvolgente "Il fratello della macchina", l'angosciante "Lazzaro II" ed il fantastico "Dissolvenza e fuga".
Molto meno raro (e caro) è la seconda parte dell'antologia, "Shock. Seconda parte", apparso come Millemondi 32 che contiene moltissimi inediti davvero belli e coinvolgenti.
Tra fantascienza, horror e semplice quotidianità, Matheson da probabilmente il meglio di se per quantità e qualità e non a caso molte delle trame qui proposte sono state sfruttate per riduzioni cinematografiche o per gli episodi della celebre serie "Ai confini della realtà".
I racconti, sono tutti ottimi, ma su tutti ho apprezzato la sconvolgente cronaca futura de "La stagione dei pappemolle" e "Quando chi è sveglio si addormenterà", lo stranissimo "Vibrazione", lo sconvolgente "Guerra stregata" che mi ha richiamato alla mente alcune visioni dello sconvolgente futuro immaginato da Valerio Evangelisti, "Incubo a 6000" metri che avevo già visto come episodio nel film "Ai confini della realtà" (Joe Dante 1983) e "Preda", che è apparso come episodio del film "Trilogia del Terrore" (Dan Curtis, 1975).

In conclusione, se davvero volete vivere una esperienza di irrealtà e comprendere come delle semplici frasi e parole che compongono un racconto possano trasportarvi in un mondo parallelo, non avete che accomodarvi su una potrona ed aprire uno di questi tre libri.
Buona lettura!
« Ultima modifica: 21 Marzo 2009, 11:25:44 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #48 data: 24 Marzo 2009, 22:56:34 »
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Le parentesi: a volte è nero...

Lo so, lo so, se comincio così queste parentesi rischiano di diventare la regola anzichè l'eccezione, ma lasciatemi prima spiegare che stavolta non divagherò troppo, perchè il libro che voglio presentare è nientemeno che un Robert Bloch originale! Ma si, Robert Bloch, proprio quello de "Le escrescenze della Luna" cui la rubrica deve la sua genesi...
Ebbene, da qualche tempo, senza eccessivo sforzo sto raccogliendo degli insulsi libercoli della serie "I capolavori della serie KKK", pseudo horror senza troppe pretese da leggere di volta in volta all'unico scopo di apprezzare di pi√Ļ gli altri libri, ma tra questi, con mia grande sorpresa ho scovato una vera e propria "perla", il numero 42 della serie, che si intitola "La cosa" ed √® una preziosissima antologia di racconti di Bloch che ancora non conoscevo, riporto qui il commento appena inserito dopo una lettura febbrile di neanche mezza giornata.

     E' quasi incredibile che un autore come Bloch compaia in una collana di questo tipo, eppure, leggendo i quattro racconti di questa mini-antologia che porta il suo nome si vedono benissimo la sua firma ed il suo stile inconfondibile...
Il racconto meno interessante è il secondo: "Colui che apre la via"; questa storia rappresenta a mio avviso il tentativo bizzarro e riuscito solo in parte di far rivivere le angosciose paure dei primi egittologi alla scoperta delle tombe di faraoni e sacerdoti.
Gli altri tre racconti sono veramente eccellenti: "Enoch" √® la terrificante storia di un serial killer le cui azioni sono dettate da una entit√† abominevole che abita nella sua testa, la storia ricorda un po' il racconto "Chi √® Silvia, ce cos'√®?" di Chelsea Quinn Yarbro (apparso in "Mostra di Mostri", Urania 795) ma √® sviluppata in modo molto pi√Ļ efficace e macabro sino allo sconcertante finale.
"Ritorno a Sabbath" è un racconto di puro orrore che verte sulla pratica nascosta di un culto infernale che per errore viene rivelata attraverso le immagini di un film amatoriale: mi ha ricordato un po' il film "L'ombra del Vampiro" con la troupe cinematografica che deve girare un film in compagnia di un mostro vero, ma solo per idea, non certo per trama, personaggi ed ambientazione.

L'ultimo racconto √® quello che mi √® piaciuto di pi√Ļ: "Il segreto di Sebek"√® la storia di uno sfortunato straniero che si trova a vivere una singolarissima e orribile avventura in terra di Luoisiana; qui, nel bel mezzo delle festivit√† creole, sar√† testimone della comparsa nientemeno che del dio egizio Sebek, la divinit√† dalla testa di coccodrillo.
L'atmosfera√® al 100% degna del migliore Lovecraft e non sarei sincero con me stesso se non ammettessi che i molti elementi propri delle storie del solitario di Providence qui presenti hanno contribuito a farmi piacere questa storia ancora di pi√Ļ. I libri maledetti, i personaggi quali Randolph Carter, le divinit√† della sua cosmogonia "privata" come Nyarlatothep e la suggestione dei culti egizi che pare mutuata dal racconto "Sotto le piramidi" danno una veste di deja-vu a questo racconto e per un appassionato di Lovecraft questa cosa non pu√≤ che piacere.
Se vi capita una copia prendetela (perchè a differenza delle altre ciofeche pubblicate nella collana merita attenzione) e leggetevela... tutta d'un fiato.

PS
Vista la piega che sta prendendo l'altro mio post di questi giorni mi sa che le prossime schede le vedrete affisse sulle mura del carcere trifidico
« Ultima modifica: 24 Marzo 2009, 23:00:10 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #49 data: 25 Marzo 2009, 09:05:44 »
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Non ci crederai mai  ,ma proprio ieri ho trovato una copia invenduta di Shock seconda parte in una sperduta edicola delle mie parti.
Peccato che non c'era la prima parte....
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #50 data: 25 Marzo 2009, 12:46:31 »
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Citazione da: Han Solo Guerriero Stellare il 25 Marzo 2009, 09:05:44

Non ci crederai mai  ,ma proprio ieri ho trovato una copia invenduta di Shock seconda parte in una sperduta edicola delle mie parti.
Peccato che non c'era la prima parte....


Il vero problema, infatti, è proprio quella... credo che nel 2000 la Mondadori abbia diminuito un po' la tiratura perchè un po' tutti i "codice a barre" (Urania, Millemondi e Classici) soffrono di una carenza cronica di copie... è da notare poi che "Shock. Prima parte" è quasi contemporaneo de "Le escrescenze della Luna" di Bloch, altro volume di non facile reperibilità... forse verso Ottobre/Novembre hanno toccato il minimo storico della tiratura
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #51 data: 28 Marzo 2009, 17:25:50 »
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Il calo "fisiologico"

E' quasi una legge matematica: con pochissime eccezioni i sequel deludono. Si tratti di film, di serie TV o di libri, i secondi capitoli di una saga sono quasi sempre inferiori al primo ed il romanzo "Area 51. Minaccia dal Cosmo", di Robert Doherty, Urania 1364, non sfugge a questa regola.
Mi limito a riportare il mio commento a caldo perchè abbastanza esauriente.

           Mai fare un sequel di un bel libro... se Area 51 mi aveva appassionato per l'alone di mistero che avvolgeva tutta la storia della scoperta dei manufatti alieni e per la verosimile trama che affondava le sue radici nella preistoria umana sino a dare un senso al mito di Atlantide ed alla teoria "diffusionista" (secondo cui l'origine delle civilt√† umane √® stata localizzata in un unico punto e da questo si √® poi diffusa inaltre zone del pianeta), questo romanzo, invece, mi ha lasciato alquanto perplesso per l'eccessiva ricchezza di contenuti che rendono la storia si avventurosa, ma anche assai poco realistica.
La fitta ragnatela di mistero si estende ora a coprire anche zone nuove come la Cina, l'Africa ed il pianeta Marte: nuove scoperte ed interpretazioni contribuiscono a dare un senso diverso agli eventi del libro precedente e la Terra si trova all'improvviso a dover affrontare nelle peggiori condizioni possibili il primo rendez-vous con una razza aliena.                           

Ma fortunatamente un ex amatissimo e lungimirante presidente degli Stati Uniti d'America ha provveduto a suo tempo a creare una organizzazione segreta finalizzata a sventare possibili minacce di questo tipo... ed altrettanto fortunatamente il bravissimo eroe, il capitano Mike Turcotte, comprende per tempo che, quali che siano le intenzioni degli alieni, al nostro pianeta non ne verrebbe comunque nulla di buono... e prende le sue adeguate contromisure come certamente ognuno di noi (opportunamente addestrato, si intende) saprebbe fare...
La cosa peggiore di questo libro, a mio avviso, consiste proprio l'aver completamente stravolto le premesse del libro precedente, trasformando una vicenda interessante in una sorta di guerriglia strategico-tattica (come scolpito nell'inverosimile sigla RASTA) tra gli umani e gli alieni.
Il libro si chiude con nuovi interrogativi, segno che la saga non √® ancora giunta alla sua conclusione e che nuovi capitoli ci attendono: questo semplice fatto contribuisce ad alzare un po' il tono della vicenda ed a far salire la mia valutazione in virt√Ļ del fatto che, per la mia personale esperienza di lettore, so quasi per certo che i capitoli intermedi di una grande saga possono spesso soffrire di un naturale calo fisiologico.
Un buon ritmo, nonchè il ricordo del volume precedente, aiutano a risollevare ancora di un pelino le sorti di questo romanzo, altrimenti destinato ad entrare di diritto nel cumulo della fanta-spazzatura americano-patriottica con gli Stati Uniti che si ergono a baluardo della razza umana contro i cattivi invasori spaziali.
Vi consiglio di leggerlo solo se mai usciranno i capitoli successivi.
« Ultima modifica: 28 Marzo 2009, 17:30:43 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #52 data: 01 Aprile 2009, 23:05:17 »
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Citazione da: Han Solo Guerriero Stellare il 25 Marzo 2009, 09:05:44

Non ci crederai mai  ,ma proprio ieri ho trovato una copia invenduta di Shock seconda parte in una sperduta edicola delle mie parti.
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Il primo che arriva... gode
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #53 data: 03 Aprile 2009, 13:02:23 »
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Geniale Sheckley - libro primo

Ci sono libri bellissimi, libri che lasciano senza fiato, libri incredibili, libri bruttissimi, libri rari, libri che te li tirano dietro, libri che ti irritano a leggerli, libri, insomma, di tutti i tipi e per tutti i gusti.
E poi ci sono i libri inclassificabili, quelli cioè che ti piacciono, ti divertono, ti appassionano, anche se a volte alla fine della lettura non sai deciderti su quale valutazione dare, su quale fosse il messaggio dell'autore, sempre che ce sia uno, o se per caso non si sia semplicemente voluto divertire alle tue spalle. Libri, insomma, che si leggono piacevolmente ma che esulano dal genere di trama lineare e logica cui siamo abituati.
Un maestro in questo tipo di storie è senza dubbio Robert Sheckley. Scivolare nel surreale, inventare storie assurde e spesso geniali è la sua specialità e, secondo me, ha raggiunto la vetta della sua creatività con "Dramocles, dramma intergalattico", Urania 974, di cui riporto il breve ma entusiastico commento inserito a caldo dopo la rilettura.

      Divertente, allucinante, geniale.
Un libro che si presta a molte diverse letture: da un lato lo stile inconfondibile e pazzesco di Sheckley ci guida attraverso una storia assolutamente folle e dagli esiti imprevedibili, non lesinando strada facendo alcune gustose ed esilaranti chicche, dall'altro, imprevedibilmente, nonostante il suo tono leggero, il libro sembra indagare sul mistero dell'uomo, del suo destino, della sua autodeterminazione e del suo libero arbitrio.
Uno degli urania pi√Ļ belli e divertenti che ricordi.

Se è vero che un libro deve stimolare la fantasia e intrattenere, allora non si può negare che il maestoso, fantasmagorico e gustosissimo palcoscenico allestito da Sheckley in questa storia centri in pieno il suo scopo: sin dalle prime pagine si viene rapiti in un vortice di follia, di situazioni assurde, di tracce mnemoniche vere e false su quello che è il "destino" (inteso proprio in senso di "fato") del protagonista che, da un lato sconcertano, ma dall'altro divertono e convincono.

La vera bravura di Sheckley, infatti, ciò che lo distingue da altri maestri del surreale come Goulart, Adams o Sladek, secondo me, non è tanto nell'inventare situazioni e trame paradossali, quanto piuttosto, al contrario, nel riuscire a rendere plausibile e credibile una vicenda ricca di assurdità. Il rischio che si corre in questo genere di storie è quello di cadere nel banale o nel grottesco (vedi ad esempio gli ultimi capitoli del ciclo dei autostoppisti di Adams), ma il buon Robert conosce bene la sua arte e, dosando sapientemente humor, patos, sentimento e avventura, non dilungandosi e facendo leva solo sugli elementi giusti, riesce a non far naufragio ed a consegnarci intatta una perla come ce ne sono poche.
Da segnalare gli efficacissimi interventi "fuori scena", come i personaggi che si ribellano al ruolo imposto loro dalla trama e l'onnipresente riferimento al destino ed all'autodeterminazione, che contribuiscono a creare quell'effetto staniante che permea un po' tutta la storia, senza tuttavia mai scadere nel ridicolo o nella farsa.
Universi paralleli, guerre galattiche, robot sapienti, demoni e divinità, tutto contribuisce ad arricchire la vicenda e nessun elemento risulta fuori posto.
Re Dramocles e tutti i bravissimi "attori" che si muovono palcoscenico cosmico allestito da Sheckley, pur nella loro condizione di "marionette" nelle mani di un fato che sembra pi√Ļ grande di loro, pur nel loro status di "maschere" del dramma pirandelliano che li coinvolge, conservano intatta la loro umanit√† e la loro credibilit√† e, vi giuro, se si fosse davvero dietro un palco verrebbe voglia di applaudirli.
« Ultima modifica: 03 Aprile 2009, 13:06:55 di maxpullo » Loggato
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« Rispondi #54 data: 06 Aprile 2009, 19:55:51 »
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Il genere "minore"

Come amante del genere horror non posso che sentirmi defraudato di qualcosa ogniqualvolta mi accorgo che questo, all'interno della letteratura ufficiale, viene considerato un genere "minore", eppure non posso che essere d'accordo con tutti i detrattori dell'horror quando mi capita di leggere una antologia come "Mostri", a cura di Ellen Datlow, apparsa come "Estate Horror 1993", inutile e discutibile supplemento ad Urania classici 195.
Per puro stoicismo l'ho letta tutta e credo che l'unico commento davvero adatto sia quello che il Rag. Fantozzi diede della "Corazzata Potemkin", ma visto che ho avuto il tempo e la voglia di scrivere qualche riga in pi√Ļ, ve la riporto qui, cos√¨ che non siate troppo incuriositi e corriate a leggere questa nefandezza...

     Dall'irritante all'insulso, dal disgustoso all'irrimediabilmente stupido, quasi tutti i racconti di questa antologia coprono ogni singola sfumatura di sentimento negativo che si possa provare durante la lettura di un libro e rappresentano un eccellente esempio del perch√® la letteratura horror sia da sempre considerata un genere minore.
La macabra "Colazione" di un opaco James Herbert, lo struggente "Orologi" di uno sconosciuto ma ispiratissimo Darrel Schweitzer, l'interessante spaccato di aldilà di "Agonie infinite" immaginato da James Kisner e il giallo spettrale alla Helen Driscoll de "La donna nel muro"di John Daniel sono gli unici racconti che si salvano, ma non bastano a risollevare le sorti di una antologia tutta da dimenticare: sono solo dei fugaci lampi che non bastano a diradare la pesante tenebra della pochezza, della mancanza di idee e del pressappochismo degli altri 33.
Da menzionare per la sua stupida e gratuita crudeltà il racconto "Buona notte, dolce principe" di D.W. Taylor, che, oltre all'irritante mancanza di senso compiuto e di una qualsiasi trama (ma è un male che accumuna molti altri racconti), utilizza la triste coperta dell'horror per proporci l'invereconda descrizione della crudeltà del piccolo protagonista verso un cagnolino.
Statene alla larga!

Nella quarta di copertina, qualcuno ha avuto l'ardire di scrivere "Una scelta di maestri dell'horror contemporaneo al meglio della loro forma" e penso che chiunque, leggendo questa sorta di epitaffio sulla tomba del buonsenso, dopo la lettura del libro, non possa davvero esimersi dal considerare l'horror un genere minore.
In conclusione, non so se questa collana sarà inserita o meno a fianco delle collane della serie Urania, sono certo però che almeno questo libro meriterebbe di essere inserito esclusivamente in un cassonetto della spazzatura.
« Ultima modifica: 06 Aprile 2009, 20:18:00 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #55 data: 06 Aprile 2009, 20:40:33 »
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Citazione da: maxpullo il 28 Marzo 2009, 17:25:50


E' quasi una legge matematica: con pochissime eccezioni i sequel deludono. Si tratti di film, di serie TV o di libri, i secondi capitoli di una saga sono quasi sempre inferiori al primo ed il romanzo "Area 51. Minaccia dal Cosmo", di Robert Doherty, Urania 1364, non sfugge a questa regola.

Il libro si chiude con nuovi interrogativi, segno che la saga non √® ancora giunta alla sua conclusione e che nuovi capitoli ci attendono: questo semplice fatto contribuisce ad alzare un po' il tono della vicenda ed a far salire la mia valutazione in virt√Ļ del fatto che, per la mia personale esperienza di lettore, so quasi per certo che i capitoli intermedi di una grande saga possono spesso soffrire di un naturale calo fisiologico.


Robert Doherty aka Bob Mayer ha in effetti proseguito la saga, ma temo sia tutt'ora inedita in italia...

Ai primi due ( Area 51 e The Reply ) seguono:
The Mission (1999)
The Sphinx  (2000)
The Grail (2001)
Excalibur (2002)
The Truth (2003)
Nosferatu (2003)
Legend (2004)

Premesso che il primo era piaciuto abbastanza anche a me, pur essendo terribilmente leggera come lettura, mi chiedo: c'era così tanto da scrivere sulla vicenda? mah...
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #56 data: 07 Aprile 2009, 00:14:16 »
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A me già il primo Area 51 aveva fatto schifo dopo poche pagine...
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #57 data: 07 Aprile 2009, 10:14:37 »
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Citazione da: maxpullo il 06 Aprile 2009, 19:55:51

Il genere "minore"

Come amante del genere horror non posso che sentirmi defraudato di qualcosa ogniqualvolta mi accorgo che questo, all'interno della letteratura ufficiale, viene considerato un genere "minore", eppure non posso che essere d'accordo con tutti i detrattori dell'horror quando mi capita di leggere una antologia come "Mostri", a cura di Ellen Datlow, apparsa come "Estate Horror 1993", inutile e discutibile supplemento ad Urania classici 195.
Per puro stoicismo l'ho letta tutta e credo che l'unico commento davvero adatto sia quello che il Rag. Fantozzi diede della "Corazzata Potemkin", ma visto che ho avuto il tempo e la voglia di scrivere qualche riga in pi√Ļ, ve la riporto qui, cos√¨ che non siate troppo incuriositi e corriate a leggere questa nefandezza...

     Dall'irritante all'insulso, dal disgustoso all'irrimediabilmente stupido, quasi tutti i racconti di questa antologia coprono ogni singola sfumatura di sentimento negativo che si possa provare durante la lettura di un libro e rappresentano un eccellente esempio del perch√® la letteratura horror sia da sempre considerata un genere minore.
La macabra "Colazione" di un opaco James Herbert, lo struggente "Orologi" di uno sconosciuto ma ispiratissimo Darrel Schweitzer, l'interessante spaccato di aldilà di "Agonie infinite" immaginato da James Kisner e il giallo spettrale alla Helen Driscoll de "La donna nel muro"di John Daniel sono gli unici racconti che si salvano, ma non bastano a risollevare le sorti di una antologia tutta da dimenticare: sono solo dei fugaci lampi che non bastano a diradare la pesante tenebra della pochezza, della mancanza di idee e del pressappochismo degli altri 33.
Da menzionare per la sua stupida e gratuita crudeltà il racconto "Buona notte, dolce principe" di D.W. Taylor, che, oltre all'irritante mancanza di senso compiuto e di una qualsiasi trama (ma è un male che accumuna molti altri racconti), utilizza la triste coperta dell'horror per proporci l'invereconda descrizione della crudeltà del piccolo protagonista verso un cagnolino.
Statene alla larga!


Nella quarta di copertina, qualcuno ha avuto l'ardire di scrivere "Una scelta di maestri dell'horror contemporaneo al meglio della loro forma" e penso che chiunque, leggendo questa sorta di epitaffio sulla tomba del buonsenso, dopo la lettura del libro, non possa davvero esimersi dal considerare l'horror un genere minore.
In conclusione, non so se questa collana sarà inserita o meno a fianco delle collane della serie Urania, sono certo però che almeno questo libro meriterebbe di essere inserito esclusivamente in un cassonetto della spazzatura.


Molto interessante. Mi dici, per cortesia, perché il fatto che l'ultimo libro che hai letto è una schifezza dovrebbe essere considerato una notizia da pubblicare sulla homepage del sito?
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #58 data: 07 Aprile 2009, 12:26:46 »
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Citazione da: lolinhozzo il 07 Aprile 2009, 10:14:37


Molto interessante. Mi dici, per cortesia, perché il fatto che l'ultimo libro che hai letto è una schifezza dovrebbe essere considerato una notizia da pubblicare sulla homepage del sito?


Ad essere sincero non lo so... forse mi sono fatto prendere un po' la mano dall'atmosfera "goliardica" e volevo avvisare in modo divertente gli amici UMini che non valeva la pena di spendere una cifra blu per acquistare questa "robba"...
In secondo luogo, non so se ci hai fatto caso, avevo già messo in hp i link ad altri commenti nel tentativo di ridare un po' di vita a questa rubrica e la bontà dell'inziativa è testimoniata dal fatto che, dopo tanto tempo, si sono rivisti anche commenti altrui... laconici, magari, ma sempre commenti bene accetti...
Comunque per buona pace di tutti rimuovo la "notizia" senza alcun problema
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #59 data: 07 Aprile 2009, 14:38:23 »
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Citazione da: maxpullo il 07 Aprile 2009, 12:26:46

Comunque per buona pace di tutti rimuovo la "notizia" senza alcun problema


Macch√® per buona pace!!! Non rimuovere!!!!!! Ci mancherebbe, ecchecc*√©¬ß¬į¬ß¬į*¬į¬ß
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