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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: I libri di Maxpullo 2009 ¬ęprec succ¬Ľ
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  Autore  Discussione: I libri di Maxpullo 2009  (letto 63919 volte)
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #75 data: 23 Aprile 2009, 12:14:30 »
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Il capolavoro ritrovato

Nello stesso giorno in cui il mio amico collezionista mi tolse dalle mani il numero 2, riuscii comunque ad acquistare, assieme agli altri Urania, un numero che per l'epoca e per lo stato della mia collezione era "molto basso" e mi consentiva addirittura di "sbirciare" i primi numeri pubblicati.
Il romanzo in questione, "L'occhio gigante" dell'omonimo Max Ehrlich, Urania 39, fu, infatti, per lunghi anni il mio pi√Ļ antico cimelio ed il suo primato sopravvisse finch√® in un negozio di fumetti di Roma riuscii ad impossessarmi di copie disastrate dei numeri 3, 5 e 15...
Ricordo che inizialmente mi colpì la sua copertina (sebbene presentasse qualche scarabocchio) e che la lettura mi appassionò al punto che divorai il volume in pochissimo tempo, conservando il vago ricordo di un libro davvero molto bello.
Un numero così importante non poteva mancare in questa mia rubrica ed è così che, in meno di un giorno, l'ho riletto, ben cosciente del fatto che i miei gusti potevano essere cambiati dopo quasi 20 anni. Ma il buon libro non mi ha deluso ed è con grande gioia che, dopo averlo "ritrovato", mi permetto di proporvelo in tutta la sua bellezza assieme al commento scritto di getto.

     Un capolavoro che sono davvero lieto di aver ritrovato.
Qua e l√† traspare l'effetto del tempo trascorso, ma solo per via di alcune "lacune tecnologiche" nell'ambiente in cui si muovono i personaggi (cellulari ed Internet, ad esempio) e per diversi riferimenti alla cosidetta "guerra fredda"; a parte questo √® un libro in grado di emozionare, stupire e commuovere anche dopo pi√Ļ di 50 anni, un libro che mi azzarderei a definire "senza et√†" proprio perch√®, anzich√® far leva su scoperte scientifiche, incentra tutta la vicenda sull'uomo e sulla precariet√† del suo rapporto con il cosmo.
I valori di umanit√† che traspirano da tutta la vicenda sono universali ed atemporali ed oggi, come sempre, credo che se l'uomo imparasse ad alzare gli occhi al cielo ed a guardare le stelle un po' pi√Ļ spesso di quanto non guardi i propri preziosi confini, forse tutto andrebbe meglio.
Un capolavoro che lascia commossi e stupefatti per la sua attualità e la sua bellezza.

Vi consiglio di leggerlo: vi ruberà poco tempo ma vi assicuro che, a parte qualche ingenuità, ne varrà la pena.
« Ultima modifica: 23 Aprile 2009, 15:27:04 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #76 data: 23 Aprile 2009, 12:18:23 »
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Ci tenevo che "L'occhio gigante" avesse la sua bella collocazione all'interno del forum e ci sono riuscito: ho calcolato che in ogni pagina trovano posto esattamente 15 post... forse ho sacrificato un po' i principi demoni e qualche vampiretto, ma è giusto che un libro così bello ed a me tanto caro abbia la sua giusta vetrina di "inizio pagina".
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #77 data: 23 Aprile 2009, 13:38:22 »
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Citazione da: maxpullo il 23 Aprile 2009, 12:18:23

Ci tenevo che "L'occhio gigante" avesse la sua bella collocazione all'interno del forum e ci sono riuscito: ho calcolato che in ogni pagina trovano posto esattamente 15 post... forse ho sacrificato un po' i principi demoni e qualche vampiretto, ma è giusto che un libro così bello ed a me tanto caro abbia la sua giusta vetrina di "inizio pagina".



diabolico...

E se qualcuno avesse sentito la necessità di intervenire prima? Occorreva attendere una nuova congiunzione forumale favorevole? che rischio abbiamo corso...
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #78 data: 24 Aprile 2009, 18:46:33 »
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(pare che per qualche motivo lui non sia pi√Ļ autorizzato a farlo)


Non ho capito. Viene Fox al posto tuo?
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #79 data: 24 Aprile 2009, 19:33:54 »
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Citazione da: gretana il 24 Aprile 2009, 18:46:33

(pare che per qualche motivo lui non sia pi√Ļ autorizzato a farlo)


Non ho capito. Viene Fox al posto tuo?


Preferiresti, eh?
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #80 data: 24 Aprile 2009, 21:34:42 »
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Pesce d'Aprile

Proprio quest'anno la redazione di Urania si √® adoperata per la realizzazione di un bel pescione d'Aprile, annunciando l'uscita in Urania Collezione di "Watchmen: 25 anni dopo", con tanto di editoriale finto e stupenda copertina di Franco Brambilla; la cosa √® passata purtroppo inosservata ma l'idea era molto carina e ben sviluppata. Non tutti sanno per√≤ che il Pesce d'Aprile migliore che Urania ha fatto ai suoi lettori √® stato l'aver pubblicato davvero, esattamente il 1¬į Aprile 1999, al numero 1359, il romanzo "Punto di convergenza" di Charles Sheffield. Perch√® dico questo? Perch√® solo pensando ad un colossale scherzo riesco ad immaginare i motivi di questa paradossale scelta editoriale che penalizza un bel ciclo di romanzi e lascia i lettori con la curiosit√† di sapere come sarebbe finita la storia. Di seguito il mio seccatissimo commento al libro.

     Davvero un peccato che questo bel libro non possa essere altro che un luminoso esempio di come in passato, a volte, la collana Urania sia stata poco corretta con i suoi lettori (vedi ad esempio il ciclo di Jack Chalker sul "Mondo del pozzo" e la serie degli "Area 51").
Se di un ciclo di 5 romanzi si sceglie arbitrariamente di pubblicare solo il primo ed il quarto, a distanza di ben 3 anni l'uno dall'altro, vuol dire avere in scarsa considerazione l'intelligenza dei lettori oppure quantomeno una idea un po' bizzarra delle loro abitudini di lettura.
Se aggiungiamo che in questo "quarto" romanzo del ciclo "Heritage universe", la traduzione è stata condotta in modo alquanto dilettantesco ecco che lo scempio è completo: si può passare sul fatto che il manufatto denominato "umbilicale" sia stato qui tradotto con "cordone" e su altre bizzarre traduzioni non proprio indispensabili, ma quando ho letto il nome del pianeta "Terremoto" mi sono cadute le braccia... era troppo difficile lasciare il nome originale "Quake", che riprendeva anche il titolo del primo libro? No, la risposta è un'altra: quando questo libro è stato pubblicato quasi certamente nessuno aveva in mente il fatto che fosse un "seguito" e che quindi le vicende narrate risultassero irrimediabilmente collegate agli altri 5 libri.

La valutazione corretta sarebbe "inclassificabile", ma cos√¨ verrebbe penalizzato un bel libro la cui unica pecca √® quella di essere un "intermezzo" senza un vero e proprio inizio e senza una vera e propria conclusione: l'esplorazione dei manufatti dei fantomatici "costruttori", come gi√† in "Quake, pianeta proibito" fa da sfondo alla vicenda e rappresenta un mistero affascinante destinato a non essere mai rivelato, visto che dal 1999 ad oggi sono passati ben pi√Ļ di 3 anni e della pubblicazione dei romanzi rimanenti non se ne parla neppure di striscio. Per farvi un'idea della mia arrabbiatura provate ad immaginare quella dei fan di Star wars se George Lucas avesse deciso di produrre solo "La minaccia fantasma" e "L'impero colpisce ancora"... aaargh!
Per puro dovere di cronaca e di completezza, scrivo i titoli dei 5 romanzi che compongono la saga:

    * Summertide (1990) - Quake, pianeta proibito, Urania 1274
    * Divergence (1991)
    * Transcendence (1992)
    * Convergence (1997) - Punto di convergenza, Urania 1359
    * Resurgence (2002)

Non c'è davvero altro da dire.
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #81 data: 24 Aprile 2009, 22:22:46 »
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Citazione da: maxpullo il 23 Aprile 2009, 12:14:30

Il capolavoro ritrovato

Nello stesso giorno in cui il mio amico collezionista mi tolse dalle mani il numero 2, riuscii comunque ad acquistare, assieme agli altri Urania, un numero che per l'epoca e per lo stato della mia collezione era "molto basso" e mi consentiva addirittura di "sbirciare" i primi numeri pubblicati.
Il romanzo in questione, "L'occhio gigante" dell'omonimo Max Ehrlich, Urania 39, fu, infatti, per lunghi anni il mio pi√Ļ antico cimelio ed il suo primato sopravvisse finch√® in un negozio di fumetti di Roma riuscii ad impossessarmi di copie disastrate dei numeri 3, 5 e 15...
Ricordo che inizialmente mi colpì la sua copertina (sebbene presentasse qualche scarabocchio) e che la lettura mi appassionò al punto che divorai il volume in pochissimo tempo, conservando il vago ricordo di un libro davvero molto bello.
Un numero così importante non poteva mancare in questa mia rubrica ed è così che, in meno di un giorno, l'ho riletto, ben cosciente del fatto che i miei gusti potevano essere cambiati dopo quasi 20 anni. Ma il buon libro non mi ha deluso ed è con grande gioia che, dopo averlo "ritrovato", mi permetto di proporvelo in tutta la sua bellezza assieme al commento scritto di getto.

     Un capolavoro che sono davvero lieto di aver ritrovato.
Qua e l√† traspare l'effetto del tempo trascorso, ma solo per via di alcune "lacune tecnologiche" nell'ambiente in cui si muovono i personaggi (cellulari ed Internet, ad esempio) e per diversi riferimenti alla cosidetta "guerra fredda"; a parte questo √® un libro in grado di emozionare, stupire e commuovere anche dopo pi√Ļ di 50 anni, un libro che mi azzarderei a definire "senza et√†" proprio perch√®, anzich√® far leva su scoperte scientifiche, incentra tutta la vicenda sull'uomo e sulla precariet√† del suo rapporto con il cosmo.
I valori di umanit√† che traspirano da tutta la vicenda sono universali ed atemporali ed oggi, come sempre, credo che se l'uomo imparasse ad alzare gli occhi al cielo ed a guardare le stelle un po' pi√Ļ spesso di quanto non guardi i propri preziosi confini, forse tutto andrebbe meglio.
Un capolavoro che lascia commossi e stupefatti per la sua attualità e la sua bellezza.


Vi consiglio di leggerlo: vi ruberà poco tempo ma vi assicuro che, a parte qualche ingenuità, ne varrà la pena.


Tra tagli, censure ed errori di traduzione, mi chiedo QUANTO, in questi primi Urania, resti davvero delle varie opere originali...
Io proporrei di considerare Monicelli co-autore di questi romanzi, visto la quantit√† industriale di cambiamenti apportati nell'edizione italiana  
« Ultima modifica: 24 Aprile 2009, 22:25:51 di lolinhozzo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #82 data: 07 Maggio 2009, 14:16:59 »
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"Impressionismo" fantascientifico

A volte ci sono libri che rimangono impressi nella memoria, anche a distanza di anni, senza che ci si ricordi assolutamente nulla della loro lettura: ci resta solo una vaga impressione positiva che il pi√Ļ delle volte non si riesce a spiegare in modo compiuto. Con il trascorrere del tempo poi pu√≤ addirittura accadere di ricordare quasi un capolavoro e cos√¨, magari, ci si trova a difendere il libro a spada tratta (magari senza neanche sapere perch√®) quando qualcuno ce ne parla male. Pu√≤ essere un particolare della storia che ha stimolato la fantasia del lettore, altre volte pu√≤ essere un personaggio che lo ha colpito oppure addirittura, ancora pi√Ļ semplicisticamente, questa sensazione pu√≤ essere legata al titolo o alla copertina del libro stesso.
Nel mio caso un esempio di questo tipo di libro è rappresentato da "La valle condannata" di Leslie Purnell Davies, Urania 579, riletto di recente e del quale, nonostante diversi evidentissimi difetti, continuo ad essere innamorato.

      Davvero insolito questo romanzo che, partendo da premesse vaghe e senza realmente mai decollare, riesce comunque ad intrattenere il lettore ed a fargli passare qualche ora di piacevole e mai noiosa lettura.
A me ha ricordato vagamente "il tunnel" di Murray Leinster perchè i principi che consentono alla vallata che ospita la cittadina di Kirdale di vivere la sua straordinaria avventura nel tempo sono altrettanto vaghi e misteriosi di quelli che consentono ai viaggiatori di spostarsi in diverse epoche attraverso il tunnel.
I protagonisti ed i personaggi sono appena abbozzati, descritti quindi solo quanto basta per giustificare i loro comportamenti, ed anche l'ambiente, in cui si ritrovano giocoforza a dover coesistere, si riesce appena ad "intravedere" prima che il libro sia terminato; alcune descrizioni sulla terra del futuro risultano poi volutamente carenti ed il racconto si limita a lasciare all'immaginazione del lettore buona parte della trama e delle spiegazioni. L'impressione è pressappoco quella di guardare una tela con un quadro appena abbozzato, una visione un po' miope in cui non manca proprio nulla, ma della quale, in effetti, non si riesce a focalizzare l'attenzione sui singoli dettagli.

Eppure, nonostante la vacuit√† delle premesse, nonostante la teoria sui viaggi nel tempo sia appena abbozzata e davvero poco credibile, e nonostante tutta l'avventura risulti alquanto rocambolesca, proprio non riesco a "stroncare" questo libro, perch√® leggendolo mi √® sembrato di stare l√¨, in mezzo ad una giungla primieva i cui unici abitanti, oltre agli ex abitanti di Kirdale e ai due intrusi villeggianti, sono dei misteriosi ed incomprensibili vegetali, animati da scopi e logiche ancor pi√Ļ misteriose ed incomprensibili, a vivere le ansie e le paure di chi √® chiamato, improvvisamente, ad essere l'ultimo rappresentante di una razza.
L'atmosfera di meraviglia e di sospensione che l'autore riesce a creare in pochissime pagine fa si che questo strano romanzo rimanga impresso anche a distanza di anni, pur senza essere davvero nulla di speciale e la mia valutazione non può che essere positiva.
Da leggere per passare il tempo.
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #83 data: 07 Maggio 2009, 20:14:03 »
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Rieccomi

Per chi ha sentito la mia mancanza c'è una buona notizia: come avrete visto se avete già sbirciato sopra questo post sono tornato... per chi invece aveva tirato un sospiro di sollievo c'è una cattiva notizia: la stessa
Non mi va di parlare dei motivi che mi hanno costretto "quasi al silenzio" da Domenica 26 Aprile ad oggi, ma una cosa ve la voglio proprio dire: i brutti momenti per fortuna sono passati, con il tempo il ricordo della paura sparirà e tutto tornerà come prima, ma prima che questo avvenga mi sento di ringraziare un grande grandissimo autore di fantascienza che ha saputo intrattenermi in queste tristi giornate di incertezza, che è stato in grado con il suo cosmo surreale e con i suoi folli personaggi di darmi dei brevi momenti di distrazione che hanno accelerato il trascorrere del periodo e che, con il suo occhio bonario, mi ha incoraggiato a sperare per il meglio.
Perchè è bello credere che l'universo che ha saputo così magistralmente descrivere in tutti i suoi romanzi sia proprio quello in cui viviamo, in cui anche una minima probabilità a favore, ancorchè piccolissima, può bastare a sovvertire un pronostico.
Magari domani andrà peggio, ma oggi mi sento proprio di dire un bel grazie allo "zio Doug" e di annunciarvi che, per la gioia di accaniti fan e acerrimi detrattori, sto raccogliendo le idee per una nuova scheda che mi piacerebbe fosse proprio speciale... di chi sto parlando???
Se vi dico che la risposta è "42" vi basta?
Nooo?  
E allora sappiate aspettare... appena possibile saprete
A presto
Maxpullo
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #84 data: 07 Maggio 2009, 20:33:38 »
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #85 data: 08 Maggio 2009, 22:57:17 »
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Mostri per tutti i gusti

Senza andare troppo in giro a cercare facili brividi in rarità librarie (e mi riferisco in particolare all'antologia curata da Ellen Datlow "Estate Horror 1993", la cui unica fonte di terrore è il prezzo a cui ve la vendono), mi permetto di consigliare a tutti gli amanti dell'horror la ricca, variopinta e godibilissima schiera di "mostruosità" che Urania ha presentato nell'antologia "Mostra di mostri" a cura di Roger Elwood, al numero 795 della collana, un libro niente affatto raro e assai economico.

      Nonostante il "calembour" del titolo la faccia apparire un po' banale, √® in realt√† una antologia abbastanza buona che spazia nell'ambito dei clich√® horror pi√Ļ diffusi: dai mostri che abitano dentro l'uomo e che l'uomo stesso, a volte, utilizza per giustificare le sue azioni pi√Ļ orribili, fino ai mostri veri, quelli che si nascondono nei luoghi bui e che attendono la notte per venire fuori.

Dopo il ghoul di apertura (il demone divoratore di cadaveri), facciamo la conoscenza con i tormenti e le incertezze degli sfortunati lupi mannari, costretti, loro malgrado, ad assecondare la loro natura selvaggia ed a compiere inconsapevolmente gesti abominevoli: ben 4 racconti su 12, infatti, trattano l'argomento licantropia, ma lo fanno in modo originale e soprattutto senza eccessiva violenza.

I due racconti pi√Ļ inquietanti sono senza dubbio l'inconcepibile "Chi √® Silvia, che cos'√®?" di Thomas N. Scortia e Chelsea Quinn Yarbro ed il tenebroso "Grimjank" dello sconosciuto W.T. Webb, una delle migliori storie di vampiri che ricordi di aver mai letto in vita mia.
Il primo si lascia un po' andare in descrizioni di torture e perversioni varie, ma affronta il tema della possessione in maniera alquanto insolita, ricordando moltissimo il racconto "Enoch" di Robert Bloch: questo demone/femmina assetato di sangue che si nutre della paura e del dolore delle sue vittime è davvero inquietante ed il racconto guadagna diversi punti per i cenni alla vicenda storica di Gilles De Rais (utilizzata anche da Valerio Evangelisti in "Mater Terribilis").
Quello che colpisce nel racconto di Grimjank, invece, è come, in pochissime pagine, si riesca a produrre una così stupefacente sensazione di paura: sembra quasi di vederselo davanti questo vampiro gocciolante che barcolla con lo sguardo vitreo, le lunghe zanne e i capelli incrostati di alghe. In modo molto lovecraftiano, nulla viene svelato sul mistero della sua esistenza e nessuna spiegazione viene data della misteriosa scritta impressa nel suo sudario o della tremenda maledizione che esso porta con se, ma il mare che lo accoglie, suo silenzioso e terribile sarcofago, non ha bisogno di spiegazioni e forse, come ci insegna il grande maestro di Providence, a volte è meglio non averne. Un racconto memorabile.

Purtroppo, come in tutte le antologie horror che si rispettino non mancano le note stonate: i due disgustosi racconti di Barry N. Malzberg, infatti, hanno il potere, da soli, di rovinare la valutazione complessiva di quella che poteva essere davvero una ottima antologia.
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #86 data: 08 Maggio 2009, 23:59:29 »
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Rispondo al riguardo delle domande circa "Punto di convergenza" di Sheffield, che giustamente il mitico maxpullo si pone, proprio come avevo fatto io a suo tempo. E lui giustamente fa notare le stesse castronerie che avevo notato io, finendo per essere costretto a gettare via dal disgusto un romanzo che avevo preso con tanto entusiasmo dopo la piacevole lettura di "Quake". Beh, che dire? Certe volte, a essere sincero, mi sembra che alcuni Urania non siano stati scelti da Lippi!! E' possibile? Dico un'eresia? Ma allora com'è possibile che accadano eventi così strani? Davvero una persona fantascientificamente colta come il nostro curatore può commettere errori così marchiani? Eppure Sheffield è un autore abbastanza famoso... E poi nessuno RI-legge or RIleggeva le traduzioni? A nessuno viene in mente di dare delle linee guida ai traduttori quando si tratta di romanzi appartenenti a un ciclo? Negli anni '90 Urania è stata spesso fatta coi piedi, diciamocelo (anzi, per parafrase il mitico Fiorello, digetevelo).

Bah... domande che mi pongo da anni, sempre senza risposta. Qualcuno che conosce l'ambiente può aiutarmi a capire cosa è successo dentro Urania in quel periodo orrendo? Erano tutti impazziti?
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #87 data: 09 Maggio 2009, 10:19:23 »
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Caccia all'alieno

Ho un ricordo vividissimo di una mattinata di tanti tanti anni fa in cui, ancora bambino, entrai in quella che era stata la stanza di mio zio a casa dei nonni e, frugando (all'insaputa di tutti) tra le riviste di elettronica, i giornali e qualche vecchio fumetto di Kriminal iniziai a rinvenire dei veri e propri tesori.
Avevo già familiarizzato con quegli straordinari libretti dal magnetico cerchio rosso, e conoscevo già due ricchi giacimenti: quello di casa a Roma e quello di casa al mare, ma il filone scoperto quel giorno fu di un valore incalcolabile perchè molto probabilmente qualcuno (forse magari proprio mio zio) aveva già "selezionato" i titoli e nessuno degli urania che trovai quel giorno era meno di un capolavoro.
Mi innamorai subito de "La porta sull'estate" che ancora oggi è il mio preferito ma non potei mancare di notare, per la straordinaria copertina di Thole e per il titolo particolarmente attraente, il romanzo "Strisciava sulla sabbia" di Harry Stubbs Clement (Hal Clement), urania 600, che, per lunghissimi anni è stato uno dei miei libri preferiti ed ha costituito assieme alle "tre antologie" e al capolavoro di Heinlein il primo importantissimo nucleo della mia collezione.

     E' difficile per me esprimere un giudizio spassionato su questo libro, proprio perch√® i ricordi legati al suo reperimento ed alla sua prima lettura sono dolcissimi ed il valore affettivo √® enorme: √® senza dubbio un ottimo libro che si legge molto piacevolmente e rapidamente, ma dopo la seconda lettura inizia ad evidenziare qualche limite che il mio giovanile entusiasmo non mi aveva fatto notare.
L'inizio del romanzo è senza dubbio la parte migliore: il naufragio dei due alieni ameboidi sulla Terra, i loro primi contatti con le forme di vita del pianeta e poi il senso di libertà e spensieratezza che emana dai giochi dei ragazzi sulla spiaggia danno un sapore davvero unico alla storia e suscitano emozioni in grado di rimanere impresse nella memoria del lettore per tantissimo tempo.
Non a caso nella mia mente l'immagine di questo romanzo è sempre associata alla visione di una immensa spiaggia deserta di fronte all'oceano, con le onde che si susseguono abbattendosi sulla riva e i versi dei gabbiani in lontananza.

L'idea stessa che sottende il racconto e cioè la missione dell'alieno "Cacciatore" di assicurare alla giustizia l'alieno "Assassino" è eccellente e ricca di spunti felici: queste due creature ameboidi, una buona e l'altra perfida, in grado di vivere in simbiosi con le forme di vita terrestre, sono davvero degne di essere considerate tra i migliori esempi di "aliens" mai inventati e descritti nelle pagine di questa collana; a mio avviso, poi, le pagine che descrivono i metodi scelti dal "Cacciatore" per comunicare con il suo inconsapevole ospite sono semplicemente superlative e meriterebbero una menzione d'onore in una ipotetica galleria di metodi di comunicazione uomo-alieno in caso di "incontri ravvicinati".
L'unica pecca del romanzo è, secondo me, la sua ingenuità: dopo aver incentrato tutta la vicenda sulla difficoltà dell'impresa ed aver fatto comprendere che la caccia equivaleva a ricercare il mitico ago disperso nel pagliaio con l'aggravante che stavolta l'ago era anche mascherato da filo di paglia, il finale appare un po' troppo semplicistico e la rivelazione dell'identità dell'ospite dell'"Assassino", ancorchè senza dubbio sorprendente, arriva come un fulmine a ciel sereno, addirittura quasi prima che le ricerche vere e proprie abbiano avuto inizio.
Ma, nonostante questa piccola dèfaillance, il libro è godibilissimo e merita di essere annoverato tra i classici della fantascienza di tutti i tempi.
Come ho gi√† detto la copertina di un Thole davvero sopra le righe merita una menzione speciale e poco importa se l'ameboide appare pi√Ļ grande del ragazzo e sembra lo stia "digerendo" anzich√® entrare dentro di lui: al mitico Karel perdoniamo tutto!
Ve lo consiglio come lettura estiva
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #88 data: 09 Maggio 2009, 10:28:35 »
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Il libro precedente ebbe un seguito, La cura impossibile (mi pare Urania #1017). Anche a me piacquero molto, ma si parla di vent'anni fa...
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #89 data: 13 Maggio 2009, 16:20:38 »
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Citazione da: attiliosfunel il 09 Maggio 2009, 10:28:35

Il libro precedente ebbe un seguito, La cura impossibile (mi pare Urania #1017). Anche a me piacquero molto, ma si parla di vent'anni fa...


Carissimo Attilio resisti... La cura impossibile ovviamente apparirà prossimamente su queste pagine... ma prima....
Beccatevi tutti le prossime schede!!!!
tiè
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