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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: I libri di Maxpullo 2009 «prec succ»
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  Autore  Discussione: I libri di Maxpullo 2009  (letto 63929 volte)
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #240 data: 12 Novembre 2009, 22:48:41 »
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Ogni promessa...

Non so se qualcuno se lo ricorda ma proprio all'inizio della rubrica di quest'anno, il nostro amato sire, il Trifidone tentacoluto, leggendo le parole con cui aprivo la scheda multipla "Piante che uccidono" ebbe la reminiscenza di un racconto di cui non ricordava il titolo ed io promisi (in questo post) che se qualcuno lo avesse ritrovato lo avrei letto e recensito... e, poichè il nostro prode Erberto, indovinò subito il titolo del racconto, io, dopo aver debitamente letto l'antologia che lo contiene, sono pronto a rispettare la promessa, presentandovi in questa scheda la raccolta "Terra incognita", Urania 690, che ospita il racconto "Hunati", certamente una delle storie migliori lette durante l'anno.

     Alti e bassi in questa variegata antologia che propone una raccolta di racconti ambientati sulla Terra e, sorprendentemente, le note più stonate arrivano proprio dai nomi più altisonanti.
Tra questi regge solo Asimov ma con una storia, "Oggi si volta", abbastanza anonima che ci descrive stancamente e noiosamente un mondo in cui il supercalcolatore Multivac gestisce le elezioni politiche, mentre lasciano veramente di stucco gli "scivoloni" di Clarke e Simak. Il primo, con "Ritmo assoluto", tiene bene inizialmente presentandoci una storia interessante, ma non riesce a mantenere le premesse sino in fondo e delude proprio nel finale, mentre il buon Simak, con "La macchina di Pascal", ci racconta la solita favoletta di viaggi nel tempo che lascia davvero il tempo che trova.
Praticamente illeggibile, invece, il racconto dell'ultimo "grande", Van Vogt, che, con il suo "Automi", ci dimostra come la grammatica e la sintassi siano superflui quando la storia da raccontare non ha nè un capo e nè una coda.
Per fortuna ci sono Hamilton e Bloch, con i due racconti di apertura, a tenere alte le sorti dell'antologia.
Hamilton con il suo indimenticabile "Hunati" ci fa vivere il mondo vegetale come non lo abbiamo mai visto e ce lo presenta in un modo assolutamente originale e inquietante, anche perchè quello che racconta appare improbabile ma non impossibile.

Robert Bloch, invece, dal canto suo, ci presenta un raccontino, "UFO temporale", che è un vero capolavoro, riprendendo il tema dei paradossi temporali tanto caro al suo maestro Fredric Brown.
Se la cavano, infine, con la sufficienza piena sia l'oustider Gardner, che con il suo "Il mondo di Kk-kk" ci presenta una storia avventurosa e ricca di fascino, che il bravo Bradbury, il quale con il suo divertente e imprevedibile "La bottega del cosaio", conclude l'antologia in piena ripresa.
Non è proprio la miglior raccolta pubblicata da Urania, ma i primi due racconti meritano e allora mi sento di dire un bel grazie al Trifidone e ad Erberto che in qualche modo me l'hanno "suggerita".
« Ultima modifica: 12 Novembre 2009, 22:49:27 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #241 data: 20 Novembre 2009, 10:58:36 »
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Letture d'evasione

Il giovane Maxpullo, reo di aver fomentato l'ira trifidica con inopportuni apprezzamenti alla prosa del Malaguti, langue in carcere da ormai più di 12 ore. Non potendo proseguire la stesura della sua rubrica, mi ha pregato di recensire in sua vece uno dei libri che più gli sembrano appropriati all'infelice circostanza.
Si tratta di "Sette chiavi per l'ignoto", antologia di "evasione" pubblicata al numero 466 della collana Mondadori che nel vostro universo si chiama "Urania" (da noi anche, ma ci tenevo a precisarlo perchè non in tutti gli universi è così). Attendendo la lima che Gretana si è gentilmente offerta di procurargli, riporto qui le sue precise parole a commento del volume.

     Una delle limitazioni più grandi della mente umana è quella di riuscire pensare per categorie e per stereotipi, ricavando astrazioni dalla realtà. Se, infatti, questo, da un lato, rappresenta un vantaggio, consentendoci una analisi razionale e scientifica della realtà che ci circonda, da un altro, tuttavia, rappresenta uno svantaggio perchè spesso queste categorie e stereotipi si sostituiscono alla realtà vera e propria. Di qui la necessità di un qualcosa, di una chiave, per aprire la porta della nostra mente e consentirci di evadere e di esplorare realtà sconosciute.
Il tema dominante di questa antologia è proprio quello della "evasione" verso l'ignoto: la capacità cioè di aggirare gli ostacoli percettivi creati dalla nostra mente e dal nostro sentire per addentrarci in un universo incognito.
Ognuno dei sette grandi maestri della fantascienza presenti in questa antologia ci fornisce la sua personale ed originale interpretazione tanto dell'ignoto, quanto dell'evasione, costruendo, racconto dopo racconto, una raccolta unica ed affascinante, che ci insegna forse a guardare la realtà con altri occhi.

Dalla città (con tanto di golem) costruita ad arte da entità extraterrestri per fini misteriosi di "Evasione nell'assurdo" di Keith Laumer, alla bizzarra anomalia temporale de "Il sobborgo dimenticato" di Philip Kendred Dick; dalle fantasie giovanili del piccolo protagonista di "Evasione e ritorno" di Theodore Sturgeon, all'ansia di libertà dei giovani protagonisti di "La prigione di cristallo" di Fritz Leiber; dai misteriosi mondi esplorabili solo con l'ausilio di sostanze allucinogene di "Evasione nella droga" di Norman Spinrad, alla affascinante opportunità di tornare dall'aldilà del bellissimo e struggente "Viaggio sul fiume" di Robert Young, sino a terminare con lo sterminato, misterioso oceano popolato da creature spaventose che Robert Silverberg ci presenta in "Evasione tra i mostri", ogni racconto ci consegna una chiave ideale per aprire una porta altrimenti chiusa e sbirciare, senza pericolo alcuno, in un mondo incognito ed affascinante.
Tutti i racconti sono sicuramente belli e godibili, ma personalmente ho apprezzato moltissimo il fantastico "fiume" nato dalla fantasia di Young e l'atmosfera dell'oceano infestato da mostri raccontato da Silverberg e che ha anche ispirato la stupenda copertina di Karel Thole: quest'ultimo, tra l'altro, era anche l'unico racconto che mi era rimasto in mente dalla prima lettura e che mi ha fatto riprendere in mano questa antologia letta tanti anni fa. Vale la lettura.

Ho testè ricordato al giovane Maxpullo che non mi è sempre possibile interagire in modo completo ed efficiente con questo universo e che ogni flusso di byte scambiato richiede un notevole dispendio di energia (il conto però è a carico dell'FBI del nostro universo) ed un transfer equivalente di materia dal vostro universo al nostro secondo la nota legge E=mc^2. Per questa volta, su suggerimento del Maxpullo, abbiamo utilizzato alcuni volumi presenti nella libreria di un suo amico residente a Casale sul Sile, di cui tacciamo il nome.
Stiamo attrezzando uno strumento telepatico in grado di tradurre i pensieri della Pecora Gialla e di tramutarli in byte da utilizzare nei post e nella chat, in questo modo eviteremo in futuro questo fastidiosi effetti collaterali delle comunicazioni inter-universo.
Il giovane Maxpullo, mi ha testè avvertito che la parola "inter" potrebbe scatenare nelle vostre menti associazioni atte a rivelare l'identità del suo amico, ma purtroppo una volta scritto non si può più cancellare.
Un saluto a tutti
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #242 data: 25 Novembre 2009, 12:03:14 »
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Fantapecore

Ciao a tutti! Mio amico-be Max teme che dopo partite-be di champions league di ieri sera-be, lui non esce presto da carcere-be. Allora visto che io-be ora traduce mio pensiero grazie ad apparecchio-be di amico Fox, anche se con fastidioso postfisso-be, amico-be Max prega me di mettere nuova recensione-be in sua rubrica-be.
Lui detto di mettere libro-be assai interessante, molto ristampato, che parla di astronave-be che viaggia nel cosmo-be e incontra pericolose creature-be, ma che riesce sempre salva, grazie a connettivista-be nome "Grosvenor". Io piace questa storia-be, ma io preferisce raccontare storia-be dove c'è pecore-be. Anche se io non pecora-be, io molto somiglia e così scelto di presentare antologia-be "Creature note e ignote", Urania-be 658, dove c'è racconto-be che parla di pecore-be, anche se pecore-be cattive peggio che lupo-be. Ecco commento-be di amico Max

  
   Antologia molto gradevole e interessante che propone una serie di racconti in grado di colpire l'attenzione e di rimanere impressi nella memoria delle lettore.
Apre le danze un certo Gerald Marcus Glaskin con il suo sconvolgente "Beati i mansueti", cui Thole dedica una delle copertine più raccapriccianti della sua produzione, e che, pur essendo l'unico racconto a sua firma mai apparso nelle pagine della collana, è una storia che difficilmente si riesce a dimenticare, per la sua crudezza e per il senso di minaccia che riesce ad evocare. Nonostante sia costruito come una sorta di cronaca sull'ennesima "catastrofe" fantascientifica e nonostante l'elemento scatenante di questa tragedia sia rappresentato da una delle creature meno sospettabili del creato, la storia riesce a trasmettere un messaggio di orribile, lasciando il lettore con la sensazione che il mondo sia stato sporcato in modo definitivo e che non sarà mai più come prima.
Il racconto successivo è, a mio avviso, il migliore dell'antologia; pur senza avere la carica profetica del racconto di Glaskin, questo "Niente dalla Luna" di Paul Ernst, ha il merito di tenerti incollato alla lettura e di presentare una storia inquietante, con una delle più bizzarre e mostruose creature che la fantascienza ricordi. Il senso di solitudine del protagonista, l'oscura minaccia che grava sulla ba<x>se lunare, l'ottima descrizione del paesagio lunare e la rassegnazione con cui egli prende la sorprendente decisione finale sono tutti elementi che fanno di questo brevissimo racconto una vera perla.

Nel racconto successivo "L'isola delle tartarughe", Sterling Edmund Lanier ci ripropone il suo famoso "brigadiere" Ffellowes, narratore fantastico e avventuroso che intrattiene i suoi ospiti con la storia di un'isola molto particolare, i cui indigeni convivono con ibridi da incubo e praticano un culto abominevole.
Gli ultimi due racconti, nonostante siano firmati dai due nomi più illustri della raccolta e cioè Thomas Michael Disch e Dean Ray Koontz, sono paradossalmente i due che contribuiscono maggiormente a penalizzare la valutazione dell'antologia. Il primo, con il suo "Nada" ci presenta una storia confusa e quasi per nulla esaltante, mentre il secondo, con il suo "Il mistero della sua carne", ci dimostra come anche un grande autore, alle volte, riesca a perdersi strada facendo ed a creare un racconto senza capo nè coda che regala una emozione solo quando la lettura finalmente termina. Il racconto contiene in embrione alcune idee che poi si ritroveranno in "Phantoms!", ma senza essere assolutamente all'altezza di quel capolavoro.

Credo vale forse pena di leggere solo primi due racconti-be.
Forse amico-Fox-di-altro-universo ha pronto apparecchio-be release 3.1 che forse può elimina postfisso-be e magari anche migliora grammatica-be e sintassi-be. Io spera. Voi credo anche.
Saluti ad amico Max, io stasera porta arance-be.
« Ultima modifica: 25 Novembre 2009, 12:04:30 di Pecora Gialla » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #243 data: 25 Novembre 2009, 12:22:07 »
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Cara Pecora Gialla e max e Fox le vostre recensioni sono un vangelo che indica la via.
  

P.S arance anche da parte mia.
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #244 data: 25 Novembre 2009, 12:43:03 »
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Batte "Orizzonti perduti" di Frank Capra
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #245 data: 30 Novembre 2009, 17:29:16 »
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La quinta ristampa

Questo atipico Novembre 2009, con il suo clima forse un po' troppo caldo rispetto alle medie stagionali, ha visto il realizzarsi di un record abbastanza bizzarro per la collana Urania: per la prima volta nella sua lunga storia, un singolo romanzo è stato ristampato per la quinta volta.
Fece scalpore la povera Helen Driscoll quando lacera e sanguinante si presentò alla porta de "I classici di Urania" per la sua seconda (spettrale) apparizione nella collana, la quarta in assoluto su tutte le serie e quasi certamente qualcuno mugugnò tra i denti quando per inaugurare la collana "Le grandi saghe" fu riproposto per la quarta volta il glorioso ciclo di Tschai del grande Jack Vance, già presentato su "Urania", "Urania biblioteca" e "I classici di Urania". Ad onor del vero va detto che diversi romanzi hanno avuto l'onore della quarta ristampa: così sui due piedi mi vengono in mente anche "Assurdo universo", "Il vagabondo dello spazio" e "Il pianeta proibito", e certamente ce ne sono altri che non ricordo. Ma, come il Brasile è diventato la prima squadra "pentacampione" del Mondo, così questo Novembre atipico ci ha portato l'Urania "pentaristampa" che, ci piaccia oppure no, viene immediatamente ascritto nell'albo d'oro delle curiosità della collana e si candida per essere, speriamo non prima di qualche decina d'anni, il primo romanzo ad avere sei ristampe...
Sto parlando di "Crociera nell'infinito", di Alfred Elton Van Vogt che, oltre alle cinque ristampe, è anche uno dei pochi volumi, se non l'unico, a poter vantare una copertina dei tre più grandi disegnatori che Urania abbia mai avuto: Kurt Caesar, Karel Thole e Franco Brambilla. A proposito di copertine va osservato che la prima edizione del romanzo, pubblicata al numero 27 della collana rappresenta l'unico altro caso di un volume della serie Urania ad avere la copertina invertita con un altro numero, il 28 che presentava il romanzo "Sconfitta dei semidei" (l'altro caso è quello degli urania 983, 984 con le copertine di Giuseppe Festino, già presentato in una precedente scheda). Ed ecco quindi la galleria delle copertine apparse sulle varie serie ed il commento al libro.

1953 - copertina di Kurt Caesar per il numero 27, erroneamente pubblicata nel numero 281963 - copertina di Karel Thole per il numero 312bis1979 - copertina di Karel Thole per il classico Urania numero 22
      
1999 - illustrazione di Marco Patrito per il Millemondi numero 192009 - copertina di Franco Brambilla per l'Urania Collezione numero 0821953 - copertina di Kurt Caesar per il numero 28, erroneamente pubblicata al numero 27

Sinceramente da questo ristampatissimo classico mi aspettavo qualcosa di più, ma non c'è nulla da fare: lo stile di Van Vogt, per me, riesce ad affossare qualsiasi storia ed a renderla di difficile lettura.
Nonostante, infatti, l'idea dell'esplorazione del cosmo da parte dell'astronave "Argus" e dell'incontro con alcune delle creature più misteriose e pericolose di tutta la fantascienza sia davvero suggestiva e nonostante gli spunti "sociologici" nel descrivere le dinamiche dell'interazione tra i membri dell'equipaggio e le teorie del "connettivismo" siano ottimi, il romanzo soffre di una eccessiva lunghezza e prolissità che alla lunga finiscono per renderlo meno affascinante di quanto non sembrasse al suo inizio.
I personaggi, inoltre, nonostante le quasi 200 pagine a disposizione per la presentazione, risultano scarsamente caratterizzati e l'impressione che si ricava dalla lettura è che tutta la spedizione si regga di fatto sulle spalle del "connettivista" Elliot Grosvenor che, come un egocentrico Sherlok Holmes siderale, si incarica di risolvere autonomamente tutte le situazioni di difficoltà, come se il resto dell'equipaggio contasse meno di zero.
Non si può però rimanere indifferenti di fronte al variegato "bestiario" che solo un autore di razza poteva immaginare e proporre: dall'insidioso "felino" Coeurl, capace di manipolare i flussi di energia nonchè vorace consumatore di energia vitale, ai maldestri e alati Riim, in grado di produrre tremende allucinazioni e di causare morte e distruzione nonostante le buone intenzioni; dal mostruoso e vermiglio Ixtl, lontanamente imparentato con l'Alien di Ridley Scott con cui condivide malvagità, modlità riproduttive e destino finale, sino al misterioso e "immanente" Anabis che incarna il principio distruttivo stesso dell'universo e si nutre di morte, la fantasia di Van Vogt vola davvero alta e ci consegna quattro delle creature più originali e spaventose della fantascienza di tutti i tempi. Un classico della fantascienza che si legge un po' faticosamente, ma che per originalità e spunti rimane insuperato ed insuperabile, rappresentando un "must" per tutti gli appassionati del genere.

Come ultima curiosità sul libro, va detto che Van Vogt minacciò di fare causa alla produzione del film Alien di ridley  Scott a causa della somiglianza di Ixtl con Alien, soprattutto riguardo alle macabre tecniche riproduttive dei due mostri. La causa non arrivò mai in tribunale in quanto le parti raggiunsero privatamente un accordo economico.
Dopo la lettura del libro mi sento di dire che questo presunto plagio fosse forse un po' pretestuoso visto che la natura è piena di esempi di creature che si riproducono incubando le loro uova in un organismo ospite, ma, visto che fu trovato un accordo preventivo, qualcosa di vero sicuramente ci sarà stato.
« Ultima modifica: 30 Novembre 2009, 17:35:25 di maxpullo » Loggato
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #246 data: 30 Novembre 2009, 19:05:26 »
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Accidenti, cinque ristampe!


Citazione da: maxpullo il 30 Novembre 2009, 17:29:16

...Sinceramente da questo ristampatissimo classico mi aspettavo qualcosa di più...


Concordo pienamente (vedi il mio commento in database): è sicuramente un classico della fantascienza, ma non così eccezionale come sembra.
Grazie della chicca, Max!  
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #247 data: 30 Novembre 2009, 19:52:01 »
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Ciao, se ti interessa è stato pubblicato anche dalla Newton (la compagnia del fantastico n. 3), ma non so che valore possa avere essendo il libretto moltoooooooo striminzito
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #248 data: 30 Novembre 2009, 20:22:51 »
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Guarda Wafer, sono convinto che a guardare bene ce ne siano molte altre di edizioni, ma, da Uraniamaniaco, preferisco limitarmi agli Urania


Colgo l'occasione per proporre l'elenco dei titoli che vorrei vedere pubblicati in Urania Collezione prima che la collana chiuda:

  1. Il giorno dei Trifidi - John Wyndham
  2. La collina di Hawotak - Samy Fayad
  3. Le montagne della follia - H.P. Lovecraft
  4. 2001 Odissea nello spazio - Arthur C. Clarke
  5. 2010 Odissea due - Arthur C. Clarke
  6. L'occhio gigante - Max Ehrlich
  7. Deserto d'acqua - J.G. Ballard
  8. Pianeta d'acqua - Jack Vance
  9. Fahreneit 451 - Ray Bradbury
  10. Jurassic Park - Michael Crichton
  11. Ingegneri cosmici - C.D. Simak
In grassetto i titoli già apparsi su Urania e derivati...
E voi che ne pensate?
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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #249 data: 30 Novembre 2009, 20:40:19 »
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Citazione da: maxpullo il 30 Novembre 2009, 20:22:51


Colgo l'occasione per proporre l'elenco dei titoli che vorrei vedere pubblicati in Urania Collezione prima che la collana chiuda:

  1. Il giorno dei Trifidi - John Wyndham
  2. La collina di Hawotak - Samy Fayad
  3. Le montagne della follia - H.P. Lovecraft
  4. 2001 Odissea nello spazio - Arthur C. Clarke  
  5. 2010 Odissea due - Arthur C. Clarke
  6. L'occhio gigante - Max Ehrlich
  7. Deserto d'acqua - J.G. Ballard
  8. Pianeta d'acqua - Jack Vance
  9. Fahreneit 451 - Ray Bradbury
  10. Jurassic Park - Michael Crichton  
  11. Ingegneri cosmici - C.D. Simak



Ah, come mi piacciono gli ingegneri!

Hawotack, Max...... Fahrenheit, Max

Con affetto

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Re:I libri di Maxpullo 2009
« Rispondi #250 data: 30 Novembre 2009, 20:44:28 »
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Citazione da: maxpullo il 30 Novembre 2009, 20:22:51

Guarda Wafer, sono convinto che a guardare bene ce ne siano molte altre di edizioni, ma, da Uraniamaniaco, preferisco limitarmi agli Urania



ho trovato solo questa pubblicazione, a parte racconti del libro sparsi quà e là:

Biblioteca di Fantascienza 15 della Fanucci (che non ho)

Tanto per la precisione

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« Rispondi #251 data: 01 Dicembre 2009, 11:41:58 »
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Citazione da: waferdi il 30 Novembre 2009, 20:44:28


ho trovato solo questa pubblicazione, a parte racconti del libro sparsi quà e là:

Biblioteca di Fantascienza 15 della Fanucci (che non ho)

Tanto per la precisione

w.


Ma perchè gli altri li hai tutti?

Io ormai ho stipato all'inverosimile anche lo scaffale dei doppi, nonostante alcune "cessioni" illustri temo il tracollo entro l'anno... i Millemondi e gli Epix incalzano... lo spazio già si sta curvando
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« Rispondi #252 data: 01 Dicembre 2009, 19:47:03 »
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Citazione:
Ma perchè gli altri li hai tutti?




Abbastanza, sono oltre i 5.000 e pochissimi di fantasy. Coraggio, se butti gli Armony trovi posto
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« Rispondi #253 data: 02 Dicembre 2009, 19:48:55 »
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Citazione da: maxpullo il 30 Novembre 2009, 20:22:51

Guarda Wafer, sono convinto che a guardare bene ce ne siano molte altre di edizioni, ma, da Uraniamaniaco, preferisco limitarmi agli Urania


Colgo l'occasione per proporre l'elenco dei titoli che vorrei vedere pubblicati in Urania Collezione prima che la collana chiuda:

  1. Il giorno dei Trifidi - John Wyndham
  2. La collina di Hawotak - Samy Fayad
  3. Le montagne della follia - H.P. Lovecraft
  4. 2001 Odissea nello spazio - Arthur C. Clarke
  5. 2010 Odissea due - Arthur C. Clarke
  6. L'occhio gigante - Max Ehrlich
  7. Deserto d'acqua - J.G. Ballard
  8. Pianeta d'acqua - Jack Vance
  9. Fahreneit 451 - Ray Bradbury
  10. Jurassic Park - Michael Crichton
  11. Ingegneri cosmici - C.D. Simak
In grassetto i titoli già apparsi su Urania e derivati...
E voi che ne pensate?


Io ho sempre sostenuto che Urania Collezione avrebbe dovuto essere una collana "unica" che proponesse il meglio del meglio di urania e figlie più grandi capolavori mai apparsi su Urania. Lo sforzo che avrebbero dovuto fare sarebbe secondo me stato quello di "sbattersi" per acquisire i diritti di opere che non hanno e ripubblicare in versioni "non tagliate" le opere mutilate in passato. La collana era partita benissimo, basti pensare nei primi numeri a titoli come Io, Robot, Neuromante, Cronache Marziane, Slan (in edizione riveduta), Mirrorshades etc. Poi col tempo hanno rovinato anche UC: tolto i risvolti dalle copertine, tolto il rilievo in copertina, tolto l'elenco dei titoli sul retro, pubblicate robe di dubbio gusto e dubbio valore artistico etc.

indubbiamente i titoli sono tanti e sono tante le opere che sarebbe bello vedere confezionate con il layout di UC, che rimane sempre decisamente "accattivante" (basterebbe avessero usato le 2 colonne e messo un fumetto finale e sarebbe stato il paradiso! una collana indimenticabile che poteva unire una grafica e un formato moderno con un contenuto squisitamente retrò!); ne cito alcuni:

1. la svastica sul sole - dick
2. i trasfigurati - wyndham
3. straniero in terra straniera - heinlein
4. dune - herbert
5. il terrore dalla sesta luna - heinlein
6. le tre stimmate di palmer eldricth - dick
7. non-a (la trilogia completa) - van vogt
8. il giorno dei trifidi - wyndham
9. piano meccanico - vonnegut
10. la guerra delle salamandre - capek :-)

Per esempio io non ho apprezzato che L'Olimpo dei Classici Moderni sia stato diviso in due parti e pubblicato su due edizioni diverse di urania (extra e millemondi) e che la trilogia di wellington sia stata pubblicata per 1 terzo in urania horror e per 2 terzi su epix.
Non ho apprezzato nemmeno che gli abbiano cambiato titolo, secondo me una raccolta annuale di racconti come quella avrebbe dovuto essere pubblicata in unico volume e unica collana, tutti gli anni, con titolo uguale all'originale.
Ed hanno anche diviso in due tomi Tempesta di Spade quando avevano garantito che avrebbero pubblicato ogni parte della saga di martin in unico volume.
Per quello che mi riguarda non ha senso sentire giustificazioni di tipo commerciale in proposito del tipo: la collana non vende, o cose simili. Se si vuole tendere all'eccellenza bisogna curare il dettaglio perchè è la cura del dettaglio che determina l'eccellenza, non c'è verso. Tutte queste collanine, prove, cambi di numerazione, cambi di layout, sono cazzate. Se vuoi fare una cosa fatta bene la devi fare per farla bene e basta. Forse la SF non merita tanto sforzo o almeno quello sforzo che molte case editrici mettono nel realizzare altre cose. Ad esempio per i meridiani mondadori non mi pare si peritino troppo a chiedere i diritti ad altre case editrici... perchè per UC invece non è così?
Perchè mi devo vedere pubblicato quell'imbecille di Hubbard? O la Rambelli?
Io cazzo voglio leggere Dick, Heinlein, Asimov, Wyndham... non voglio leggere nè Lino Aldani nè Fruttero & Lucentini... e che cazz!
scusate lo sfogo...

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« Rispondi #254 data: 02 Dicembre 2009, 19:58:57 »
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Citazione da: slan il 02 Dicembre 2009, 19:48:55

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Per esempio io non ho apprezzato che L'Olimpo dei Classici Moderni sia stato diviso in due parti e pubblicato su due edizioni diverse di urania (extra e millemondi) e che la trilogia di wellington sia stata pubblicata per 1 terzo in urania horror e per 2 terzi su epix.
Non ho apprezzato nemmeno che gli abbiano cambiato titolo, secondo me una raccolta annuale di racconti come quella avrebbe dovuto essere pubblicata in unico volume e unica collana, tutti gli anni, con titolo uguale all'originale.
Ed hanno anche diviso in due tomi Tempesta di Spade quando avevano garantito che avrebbero pubblicato ogni parte della saga di martin in unico volume.
Per quello che mi riguarda non ha senso sentire giustificazioni di tipo commerciale in proposito del tipo: la collana non vende, o cose simili. Se si vuole tendere all'eccellenza bisogna curare il dettaglio perchè è la cura del dettaglio che determina l'eccellenza, non c'è verso. Tutte queste collanine, prove, cambi di numerazione, cambi di layout, sono cazzate. Se vuoi fare una cosa fatta bene la devi fare per farla bene e basta. Forse la SF non merita tanto sforzo o almeno quello sforzo che molte case editrici mettono nel realizzare altre cose. Ad esempio per i meridiani mondadori non mi pare si peritino troppo a chiedere i diritti ad altre case editrici... perchè per UC invece non è così?
Perchè mi devo vedere pubblicato quell'imbecille di Hubbard? O la Rambelli?
Io cazzo voglio leggere Dick, Heinlein, Asimov, Wyndham... non voglio leggere nè Lino Aldani nè Fruttero & Lucentini... e che cazz!
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I Meridiani Mondadori forse costano diversamente da UC, e pure la tiratura sarà diversa...che ne dici?
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