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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Autori di Fantascienza | Discussione: DAN SIMMONS «prec succ»
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  Autore  Discussione: DAN SIMMONS  (letto 8394 volte)
DarkHorseman


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DAN SIMMONS
« data: 29 Dicembre 2010, 20:51:17 »
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Apro il mio secondo topic in quest'area come da contratto

L'autore di cui mi piacerebbe discutere come avrete intuito è Dan Simmons.....Non ho una buona conoscenza di ciò che ha scritto (sopratutto per mancanza di tempo data la mole dei sui libri e dei suoi cicli) e mi piacerebbe sapere cosa ne pensano le persone che lo conoscono bene o che hanno letto anche solo alcuni dei suoi libri....

Ho notato che stranamente se ne parla poco pur essendo uno degli scrittori che vendono di più e sono più ricercati nel mercato dell'usato tanto che i suoi libri già dopo pochi mesi dall'uscita diventato rarità.....l'esempio più calzante è olympos

Magari questo topic può essere anche di aiuto a chi vuole essere rassicurato prima di sborsare 50 sacchi per comprare un "Danza macabra" oppure chi vuole informarsi prima di leggere un mattone di certe dimensioni....in fondo quest'aria serve anche a questo
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #1 data: 29 Dicembre 2010, 21:13:53 »
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Per il ciclo di "Olympos" lascio parlare Darkyo, che ha cercato come un forsennato i volumi del ciclo .
Io posso parlare di quello che sto leggendo in questi giorni: "La scomparsa dell'Erebus".
Era da anni che non mi capitava di leggere un romanzo così avvincente. E' una bella mole di pagine, ma scorrono via senza che il lettore se ne accorga.
Posso dire che il protagonista assoluto di questo meravigioso romanzo è il freddo.
Esso accompagna il lettore dalle prime righe e torna ossessivamente, penetra nelle ossa e rende la disperazione dell'equipaggio ancora più tangibile.
Se ottima è la descrizione dell'ambiente, non è da meno l'accuratezza della ricerca storica, oserei dire quasi maniacale fin nei minimi dettagli.
Simmons si sofferma a descrivere la vita marinaresca, ma anche la situazione sociale dei personaggi. Ognuno di questi ultimi è caratterizzato alla perfezione e, senza un solo aggettivo che li definisca, il lettore è in grado (grazie all'attenta scelta degli atteggiamenti fatta dall'autore), di formarsi un proprio giudizio su ognuno di loro.
Faccio un esempio: sul capitano John Franklin non ci sono personaggi che lo definiscano buono o cattivo, bello o brutto; ma dalla sequenza delle decisioni e dallo stile di vita del capitano il lettore capisce dopo poco tempo di che razza di personaggio si tratta.
Passiamo ora all'Avventura, che per me in questo caso va scritta con l'iniziale maiuscola.
Non era sufficiente far disperdere in mezzo ai ghiacci più desolati a -45 °C gli equipaggi di due navi, per tre anni dal 1847 al 1850.
Non era sufficiente renderli preda dello scorbuto e della malnutrizione.
Simmons ci doveva inserire una creatura enorme, misteriosa e malvagia che, come nella migliore tradizione portata avanti da Alien, decimasse gli uomini dei due equipaggi, con un'intelligenza e una ferocia incredibili.
Non sono ancora giunto alla fine del romanzo, ma lasciatemi dire che un'opera come questa, che fa venire i brividi dal freddo e dalla paura anche se si è comodamente sdraiati sotto le coperte, me la ricorderò a lungo.

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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #2 data: 29 Dicembre 2010, 21:15:19 »
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Che dire?

Dan Simmons lo considero uno dei miei autori preferiti.
al mio attivo posso annoverare solo poche letture, ma tutte di eccezionale livello, quali Hyperion e La caduta di Hyperion.
Devo ancora leggere i due volumi seguenti Endimion e Il risveglio di Endimion.

Ho letto anche tutti e 2 (4 in italia) i libri di Ilium e Olympos. Nuovamente STUPENDO! Ho provato quasi dolore quando ho finito la saga, a causa del senso di perdita e abbandono di una cosi' bella compagnia.

Invece proprio non mi e' andato giu' Gli uomini vuoti, comparso proprio su Urania qualche anno fa.

Ho inoltre letto i 3 libri Hard case, Hard Freeze e Hard as nail, tutti pubblicati su Giallo mondadori e che mi hanno fatto una buona impressione.

Ancora da leggere:
Recentemente ho comprato l'ultimissimo Drood, appena pubblicato dalla Elliott e a settembre, durante la mia gita a Londra, ho comprato Black Hills. Prima o poi li leggero'.
Drood, non ha ricevuto buone critiche.

Phase of gravity (credo mai pubblicato in Italia). Libretto degli anni '80.

Il canto di Kali. Nuovamente disponibile in Urania.

L'estate della paura.
I figli della Paura.
La scomparsa dell'Erebus.
Danza Macabra.

Mi manca: Il grande amante / Vulcano, disponibile in I massimi della fantascienza. Pero' non ne ho sentito parlar cosi' bene.

Buone letture.
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #3 data: 30 Dicembre 2010, 12:36:44 »
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Dopo le fatiche asimoviane cercherò di essere più sintetico parlando di Simmons, anche se è un autore che mi intriga assai di più del Good Doctor..
Anzitutto vorrei osservare che Simmons non è uno scrittore banale, non è cioè uno dei tanti dignitosi professionisti della FS che sfornano romanzi più o meno carini e leggibili ma non hanno grande spessore letterario. Simmons è uno scrittore vero: ha uno stile magnifico ed una base culturale impressionante. Ha spaziato in tutti i generi del fantastico e ha anche scritto dei gialli. Spesso questi generi sono anche mescolati all'interno dei singoli romanzi, per cui talvolta è problematico classificarli. Se ha un difetto è quello di scrivere, talvolta, libri un po' troppo lunghi dove si alternano parti magnifiche, come invenzione e come stile, ad altre più fiacche. D'altra parte questo è un difetto comune a molti autori contemporanei; il mercato chiede dei romanzi fiume e loro sono costretti ad allungare un po' la minestra.
Se marco.kapp sottolinea, a proposito de "La scomparsa dell'Erebus", il ruolo centrale del freddo, che quasi ti sembra di sentirlo, ne "Il canto di Kali" quasi senti la puzza e la miseria di Calcutta. Questo romanzo può essere un buon punto d'ingresso nel mondo di Simmons per chi propende di più verso il fantasy-horror (meno massiccio di "Danza Macabra"). Per chi fosse più sul versante fantascientifico l'inizio obbligatorio è Hyperion (premio Hugo 1989), con l'avvertenza che anche qui ci sono elementi fantastico-orrorifici. Insomma Simmons non si lascia etichettare tanto facilmente..
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #4 data: 30 Dicembre 2010, 15:52:16 »
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Citazione da: marben il 30 Dicembre 2010, 12:36:44

... Se marco.kapp sottolinea, a proposito de "La scomparsa dell'Erebus", il ruolo centrale del freddo, che quasi ti sembra di sentirlo, ne "Il canto di Kali" quasi senti la puzza e la miseria di Calcutta ...


Mi hai tolto le parole dalla tastiera. "Il canto di Kali" è stato il primo e unico libro da me letto di Simmons, anche perché era in Urania.
Confermo che la descrizione della miseria e della derelitta umanità di Calcutta rimane impressa come un orrore superiore a quello descritto a scopo romanzesco.
Quel romanzo mi ha fatto innamorare dello stile di Simmons.
In libreria ho in attesa del "nostro" I primi due "Hyperion" e gli "Uomini vuoti".
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #5 data: 30 Dicembre 2010, 17:56:50 »
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Citazione da: marco.kapp il 30 Dicembre 2010, 15:52:16


Citazione da: marben il 30 Dicembre 2010, 12:36:44

... Se marco.kapp sottolinea, a proposito de "La scomparsa dell'Erebus", il ruolo centrale del freddo, che quasi ti sembra di sentirlo, ne "Il canto di Kali" quasi senti la puzza e la miseria di Calcutta ...


Mi hai tolto le parole dalla tastiera. "Il canto di Kali" è stato il primo e unico libro da me letto di Simmons, anche perché era in Urania.
Confermo che la descrizione della miseria e della derelitta umanità di Calcutta rimane impressa come un orrore superiore a quello descritto a scopo romanzesco.
Quel romanzo mi ha fatto innamorare dello stile di Simmons.
In libreria ho in attesa del "nostro" I primi due "Hyperion" e gli "Uomini vuoti".


Lo stile di Simmons è al tempo stesso colto e pieno di riferimenti letterari, più o meno mascherati, ma anche molto vivido e descrittivo. Quasi ti pare di vedere e toccare i mondi che descrive.
Molti romanzi di Simmons uscirono per la prima volta nelle bellissima (e ormai defunta, ) collana Hyperfiction, roba ormai da mercato collezionistico. Anche molte delle successive ristampe in altre collane (tipo Oscar) sono ormai fuori catalogo. Non trascurate Simmons come autore horror; a parte "Il canto di Kali" ci sono "Danza macabra", "L'estate della paura" e altri. Il primo si può trovare in libreria in edizione Gargoyle a soli 19,50 euri, il secondo è al momento fuori catalogo. "L'estate della paura" era stato criticato per una presunta somiglianza con "It" di S. King, ma, anche se la trama in effetti ricorda "It", l'approccio è diverso. L'altro grande ciclo fantascientifico dopo Hyperion, cioè quello di Ilyum/Olympos, è anch'esso purtroppo fuori catalogo, forse qualcosa si trova al Remainder. Tanto per non farsi mancare nulla il nostro è anche un giallista niente male ed ha scritto pure qualche libro tipo "Lungo una strada pericolosa" che non rientra facilmente in nessuna etichetta.
Cari amici UMini che avete scoperto da poco Simmons, temo proprio che se volete leggere tutti i libri del nostro dovrete sborsare una piccola fortuna sul mercato collezionistico, oppure sperare che S. Giuseppe (Lippi) ristampi qualcosa, magari in qualche Millemondi.
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #6 data: 30 Dicembre 2010, 21:26:13 »
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Citazione da: marco.kapp il 29 Dicembre 2010, 21:13:53

Per il ciclo di "Olympos" lascio parlare Darkyo, che ha cercato come un forsennato i volumi del ciclo .




Dopo esser stato chiamato in causa, non posso non rispondere, anche perché Simmons è uno dei miei autori preferiti nonché quello che mi ha avvicinato alla fantascienza grazie al celeberrimo ciclo dei Canti di Hyperion, la sua opera più importante e, forse, la più bella. Un successo mondiale che, evidentemente, porta i suoi romanzi a scomparire precocemente dalle librerie (e dai cataloghi degli editori...) e a comparire sulle bancarelle (soprattutto quelle virtuali) con prezzi... astronomici. Li ho cercati e guardati con cupidigia per anni, ma non ho mai ceduto, ho aspettato e sono stato fortunato: Gli uomini vuoti è stato ripubblicato da Urania qualche anno fa, Danza macabra (valutato fino a 50 euro) dalla Gargoyle per pochi euro (19,50...), i due volumi di Olympos acquistati su IBS a metà prezzo.

Tutti i suoi romanzi sono avvincenti, ben scritti e ricchi di idee originali che vanno dalla space opera all'horror, dalla fantascienza al thriller. Il suo capolavoro assoluto è sicuramente il Ciclo di Hyperion (che va letto e considerato come un unicum); anche Ilium è un ottimo romanzo, mediocre ed evitabile il seguito Olympos. Altro bel romanzo che mi sento di consigliare è Gli uomini vuoti, crudo e violento ma a tratti poetico.
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #7 data: 30 Dicembre 2010, 21:31:50 »
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Intevengo per sottolineare, dato che nessuno lo ha citato, che la gargoyle oltre all'estate della paura ha pubblicato anche l'inedito seguito "l'inverno della paura"....forse è passato un pò inosservato ma non sono riuscito a parlare con nessuno che l'abbia letto per darmi un giudizio

Mi piacerebbe anche approfondire un pò il discorso danza macabra...
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #8 data: 31 Dicembre 2010, 10:27:31 »
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Anche per me Simmons è uno dei massimi, cerco di leggere tutto, il capolavoro comunque secondo me rimane Hyperion. Sul suo eccelso eclettismo hanno già detto altri, io vorrei sottolineare ancora una caratteristica: molte sue opere acquistano valore e risonanza perchè si "appoggiano" ad altri capolavori o figure letterari, come accade al ciclo di Hyperion (i racconti di Canterbury, Keats), il duetto di Ilium, oppure riprendono clichè di consolidati generi per reinventarli e aggiungergli spessore (es. il trio di Joe Kurtz).
A questi aggiungo "The Crook Factory" (purtroppo inedito in Italia), romanzo storico-spionistico in cui uno dei personaggi è Ernest Hemingway, e Drood, recentemente pubblicato, che prende spunto dalle figure di Wilkie Collins e Charles Dickens.
Questi riferimenti aggiungono, per chi ama la letteratura, una dimensione in più, senza tagliare fuori chi non ha presente le opere originarie.

Decisamente un fuoriclasse, che qualche casa editrice dovrebbe decidersi a valorizzare nonostante la difficoltà di "incasellamento" della sua opera.
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AgenteD


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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #9 data: 31 Dicembre 2010, 11:49:52 »
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Innanzitutto mi complimento per la nuova sezione del Forum e, data la giornata rivolgo gli Auguri di Buon Anno a tutti.
Anche per me Dan Simmons è innanzitutto Scrittore (come tecnica, padronanza dello stile e quantaltro), ho letto anche i suoi gialli della serie "Hard as..." trovandoli, appunto, scritti molto bene; ho però alcune perplessità, dubbi e curiosità sulla sua diffusione: ho sudato le proverbiali sette camicie per trovare il ciclo di Hyperion/Endymion e a tutt'oggi mi manca l'ultimo. Come mai visto il suo successo? Sarà poi che, per l'appunto non ho letto l'ultimo, ma, soprattuto gli avvenimenti di Hyperion mi sono poco chiari neloro significato ultimo,
è una critica alla o alle religioni? Al solo Cristianesimo?
Magari, con tutti gli avvisi per gli spoiler, qualcuno mi vorrà aiutare?
« Ultima modifica: 31 Dicembre 2010, 11:51:15 di AgenteD » Loggato
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #10 data: 02 Gennaio 2011, 00:07:52 »
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Simmons è un grande scrittore.
Il ciclo di "Hyperion" è la sua vetta più alta. I due seguiti "Ensymion" e il "Risveglio di Endymion" sono una spanna più in basso ma godibilissimi.
"Danza macabra" è un libro particolare, ma troppo lungo. Qualche sforbiciata qua e là avrebbe giovato sicuramente.
"Il canto di Kali" è un altro capolavoro, così come "L'estate della paura". Entrambi a matrice horror, ricordano in alcuni punti il miglior Stephen King di "IT" per l'ambientazione rurale e per i protagonisti bambini.
"I figli della paura" e "Gli uomini vuoti" li ho trovati molto al di sotto delle attese.
"Il grande amante" e "Vulcano" molto piacevoli, si discostano dall'abituale Simmons.
La saga di "Ilium/Olympos" mi ha ricordato per molti versi "Endymion" e anche se non arriva alle stesse vette, è godibilissima.
"L'inverno della paura" è una ca... pazzesca, non sembra nemmeno un Simmons. Mi chiedo se c'era davvero bisogno di aggiungere qualcosa all' "L'estate della paura", tantopiù che questo ritorno non aggiunge nulla al primo libro in termini di personaggi, anzi rende il protagonista principale un insulso di prima categoria. Da evitare...
Degli ultimi lavori ho letto soltanto "La scomparsa dell'Erebus". Se già con "L'inverno" avevo iniziato a percepire un appiattimento della scrittura e una mancanza di verve e di dinamismo come si trovavano nei primi romanzi, "Erebus" ha confermato in pieno che Simmons ha iniziato a discendere la china. Per carità, "Erebus" è scritto bene ma "non prende", a mio avviso. Dal fantastico-fantascientifico siamo passati a romanzi che in qualche modo hanno un background storico, ma questo è un male perchè se ci si vuole attenere ad una sorta di realtà "reale" non si può dar sfogo al genio creativo. "Erebus" non ha spunti che tengano il lettore incollato alle pagine come altri suoi romanzi ed è troppo lungo e ridondante in alcuni punti. L'ho finito a fatica.
"Drood" sembra ancora peggio, in termini di lunghezza e di tensione. Di nuovo un romanzo con un background storico... uff!
Ci facci un piacere, Mr. Simmons: ritorni a scrivere su astronavi o mostri, la realtà non fa per lei...

saluti
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #11 data: 02 Gennaio 2011, 10:13:33 »
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Il caso di Simmons è paradigmatico del danno che l'obbligo di dover scrivere romanzi lunghissimi e, spesso, articolati in cicli, procura alla letteratura di FS. I seguiti dei vari romanzi di Simmons sono tutti, senza eccezione, peggiori del primo libro. "Endymiom" è senz'altro inferiore ad "Hyperion", "Olympos" è meno bello di "Ilium". "L'inverno della paura" è molto inferiore a "L'estate della paura".
Non saprei dire se Simmons sia in fase calante come sostiene Mishita, o stia solo cercando di trovare un pubblico più vasto avvicinandosi ad una letteratura meno di "genere". Vedremo la sua evoluzione futura.
Simmons è anche autore di una copiosa produzione di racconti solo in minima parte tradotti in Italia; una bella maxi-antologia in un futuro Millemondi sarebbe cosa gradita.
PS
Ho appena aperto un nuovo topic su John C. Wright; ciò non significa che questo topic su Simmons sia chiuso, e neppure il primo topic su Asimov. I vari topic si intendono perennemente "in progress" in modo da avere il maggior numero di opinioni e informazioni possibile.
« Ultima modifica: 02 Gennaio 2011, 10:24:01 di marben » Loggato
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #12 data: 02 Gennaio 2011, 13:27:14 »
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Una precisazione: Hyperion era, in orgine, un romanzo unico, poi, in seguito al successo e per fornire risposte ad alcune domande lasciate in sospeso (prima tra tutte: che cosa succede ai pellegrini quando raggiungono le Tombe del Tempo?), Simmons scrisse La caduta di Hyperion e, ancora dopo, Endymion, che, invece, era già progettato in due romanzi.

Quanto al valore delle singole opere, credo che il migliore sia Hyperion, subito seguito, però, da Il risveglio di Endymion: ho letteralmente amato la storia di Raul e Aenea!

Certo è che l'intero ciclo rappresenta, nonostante uno stile non certo semplice e immediato, uno dei vertici massimi della fantascienza contemporanea.

Con la saga più recente, speravo che il nostro Autore tornasse a quei livelli, ma se con Ilium l'operazione può considerarsi compiuta (il finale è tra i più emozionanti che io abbia mai letto), Olympos è un terribile, dolorosissimo flop.
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #13 data: 02 Gennaio 2011, 13:58:20 »
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Citazione da: Darkyo il 02 Gennaio 2011, 13:27:14

Una precisazione: Hyperion era, in orgine, un romanzo unico, poi, in seguito al successo e per fornire risposte ad alcune domande lasciate in sospeso (prima tra tutte: che cosa succede ai pellegrini quando raggiungono le Tombe del Tempo?), Simmons scrisse La caduta di Hyperion  


Infatti: che bisogno c'è di spiegare sempre tutto ? Per me Hyperion poteva benissimo finire lì..
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Re:DAN SIMMONS
« Rispondi #14 data: 04 Gennaio 2011, 10:35:13 »
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Citazione da: marben il 02 Gennaio 2011, 13:58:20


Citazione da: Darkyo il 02 Gennaio 2011, 13:27:14

Una precisazione: Hyperion era, in orgine, un romanzo unico, poi, in seguito al successo e per fornire risposte ad alcune domande lasciate in sospeso (prima tra tutte: che cosa succede ai pellegrini quando raggiungono le Tombe del Tempo?), Simmons scrisse La caduta di Hyperion  


Infatti: che bisogno c'è di spiegare sempre tutto ? Per me Hyperion poteva benissimo finire lì..



Ma, io sono un po' perplesso: ma se Hyperion finiva dove "finisce Hyperion" , cosa poteva significare? Veramente, anche dopo la caduta di Hyperion, come già ho scritto sopra, non è che tutto sia chiaro...
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