Area Sito

 
Urania

Cambia Area DB:

» HELP HomePage «
» Forum
» Cerca
 
  

Database

 
» Database Collane UM
» Autori
» Novità
» Wanted !!!
» Scambio/Vendita
» La Compagnia del Ciclo
» Giudizi/Commenti
» Libreria Virtuale
 
  

Utenti OnLine

 
Algernon Algernon 
Fedmahn Kassad69 Fedmahn Kassad69 
pajarovejo pajarovejo 
Visitatore Visitatori(29)
 
  

Classifiche

 


 
  

URANIA Mondadori

 

 
  

Le figlie di URANIA

 

 
  

Ricerca Libri

 
Inserisci i dati:
Numero:
Titolo:
Tit.Orig.:
Autore:
Editore:
Trama:
Relazione:
 
  

Links Urania

 

 
  

Contatti

 
Amici di UraniaMania
Lo Staff di
Urania Mania
 
  
 

Urania - Mondadori - Bianchi cerchio rosso

Vai in fondo alla pagina
 
 
Codice:725    
 
Piace a 5 utenti
Non piace a 1 utente
Media: 6.17
 
N. Volume:   717
Titolo:   La civiltà del vento
Autore:   J. G. BALLARD (ps. di James Graham BALLARD)
   Traduzione: Maria Benedetta DE CASTIGLIONE e Mario GALLI
   Copertina: Karel THOLE
 
Data Pubbl.:   27 Febbraio 1977 ISBN:    non presente
Titolo Orig.:   Low-flying Aircraft and Other Stories, 1976
Note:  
 
Genere:   Libri->Fantascienza
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura
Tipologia:   Principali Dimensioni:   130 x 190
Contenuto:   Antologia  N. pagine:   168
 
 
  Ultima modifica scheda: Lucky 10/09/2018-15:59:24
 
   
 

Vai in fondo alla pagina
 
 
Un tema caro a Ballard, che ricorre in quasi tutta la sua ormai vasta produzione, torna in questa antologia, e soprattutto nel romanzo breve che le dà il titolo. È il tema della rovina della nostra civiltà, non tanto descritta spettacolarmente quanto subita da pochi personaggi che si sono in qualche modo adattati alla desolazione, all'abbandono, alla decadenza. Nessuno come Ballard ha saputo creare l'atmosfera di una metropoli spopolata, dove ancora qualche albergo funziona, qualche semaforo scatta, e dove per esempio un giovane, allevato in una delle nuove Città Giardino, ritorna per una affascinante ricognizione. Nella Città Giardino non c'è smog, non ci sono motori, il vento e il sole forniscono tutta l'energia; ma quel mite e ordinato mondo pastorale è ben presto dimenticato da Halloway. In lui, e nei pochi altri superstiti che vivono tra i bui grattacieli e le rugginose carcasse di automobili, nasce un sogno grandioso, delirante: ridare la luce, il traffico, il rumore, la violenza, la vita, a quel drago addormentato che è la metropoli.