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Galassia - La Tribuna - Scritta Galassia nel riquadro colorato

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Codice:2940
 
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Media: 6.75
 
N.:   125
Notte di luce
Philip José FARMER
     Traduzione: Riccardo VALLA
     Copertina: Ferruccio ALESSANDRI
 
Data:   1 Settembre 1970 ISBN:    non presente
Tit.Orig.:   Night of Light, 1966
Note:  
 
Genere:   Libri->Fantascienza
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura
Tipologia:   Principali Dimensioni:   124 x 184
Contenuto:   Romanzo  Nr pagg.:   176
 
 
  Ultima modifica scheda: Tony Lee 20/11/2015-12:37:32
 
   
 

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I grandi temi religiosi, la fede, il peccato, la dannazione, l'eternità, sono piuttosto trascurati dagli autori di fantascienza. C'è il filone della mitologia di Lovecraft e dei suoi continuatori, ci sono vari racconti con protagonisti gli dei nordici o greci, ma questo tipo di opere non giunge mai a sviluppare i veri temi religiosi e appartiene più propriamente al filone avventuroso o a quello dell'orrore, senza tentare una fantateologia in cui si esamini l'essenza del divino e dell'umano. Le poche opere veramente fantateologiche sono quei classici che occasionalmente ci sono stati forniti da un autore come Blish (Guerra al Grande Nulla), o W. Miller (Un cantico per Leibowitz), o del Rey (For I am a Jealous People); l'unico autore che ha svolto con continuità un'indagine su tutti gli aspetti della religione è Philip José Farmer. Farmer ha esplorato gli effetti di una tecnocrazia opprimente nel suo ciclo dei Lovers (Un amore a Siddo, Gli anni del Precursore); il tema della resurrezione fisica nell'Inferno a Rovescio e nella serie del Riverworld (ancora inedita in Italia); il rapporto tra creatore e creatura nel Creatore di universi e in Father (anche questo inedito). Da queste opere in cui si discutono gli aspetti materiali della divinità, la logica continuazione era una sola: che Farmer passasse a un grandioso romanzo come Notte di Luce, in cui affrontare il tema religioso fondamentale: la conversione, la Presenza che, se gli offre prove della sua esistenza, può essere creduta solo attraverso un atto di fede. John Carmody, il personaggio di Farmer che qui vediamo e che compare anche in altri tre racconti, è già sul punto di credere quando lo vediamo comparire, e le sue esperienze della Notte di Luce sono il tragitto psicologico che di un grande peccatore fa un grande credente. Come c'era da aspettarsi da Farmer, il suo romanzo "funziona" come un perfetto meccanismo e rispetta tutti i canoni della fantascienza: il punto di partenza è un pianeta dove avvengono straordinari (ma spiegabili!) fenomeni psichici e fisici, e di qui la speculazione si svolge nella più assoluta correttezza del cosa accadrebbe se... ricavandone le conseguenze più logiche e ardite. Al lettore che cerca nuove idee, Notte di Luce offre alcuni spunti tra i più stimolanti: l'idea dell'evoluzione della dottrina; quella della Rivelazione che avviene per gradi, in tempi e pianeti diversi; la possibilità di conciliare le fedi terrestri con le extraterrestri; lo stesso pianeta Dante's Joy, che presenta all'uomo la possibilità di diventare onnipotente e di creare il suo dio, o di offrirsi un sonno (anzi, il Sonno) col rischio di trovare al suo risveglio un pianeta in cui il bene e il male si sono rovesciati. Ma soprattutto Farmer è un narratore, e come narratore ci da un personaggio che ha una sua esperienza da comunicarci, un'esperienza profondamente umana e vissuta, e in complesso un'opera completa. «Notte di Luce, — diceva Damon Knight, il più incontentabile e il più letterario dei critici specializzati — è un libro stimolante, potente, e Philip José Farmer è uno dei più grandi fantascientisti viventi. Questa è la sua opera più affascinante. »