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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Autori di Fantascienza | Discussione: Ian Watson «prec succ»
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  Autore  Discussione: Ian Watson  (letto 1217 volte)
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Ian Watson
« data: 20 Aprile 2013, 12:09:48 »
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Prima o poi avrei voluto iniziare un topic su Ian Watson, autore che mi affascina... o meglio che mi ha affascinato con l'unico suo romanzo che ho letto ovvero "Gli Dei invisibili di Marte".
Lo farò non appena inizio a leggere qualcos'altro di suo....

... ma per il momento

BUON COMPLEANNO IAN !!!!

Compie 70 anni !!  http://netmassimo.com/2013/04/20/buon-compleanno-ian-watson/




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Re:Ian Watson
« Rispondi #1 data: 20 Aprile 2013, 12:16:35 »
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Un autore palloso, ma questo Orgasmachine mi interessa!!
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Re:Ian Watson
« Rispondi #2 data: 20 Aprile 2013, 16:48:05 »
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Presto leggerai qual cos'altro su Urania...
per sapere cosa corri a leggere il nuovo editoriale sul blog di Urania  
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Re:Ian Watson
« Rispondi #3 data: 20 Aprile 2013, 17:42:08 »
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Citazione da: bibliotecario il 20 Aprile 2013, 16:48:05


Presto leggerai qual cos'altro su Urania...
per sapere cosa corri a leggere il nuovo editoriale sul blog di Urania  




Fantastico biblio !
Adesso me lo leggo con calma...
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Re:Ian Watson
« Rispondi #4 data: 20 Aprile 2013, 19:23:22 »
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Di Ian Watson non si trova molto, in giro per la rete.
Anche a livello di critica non c'è molto (come d'altra parte non c'è molto su tanti autori, i critici e le pubblicazioni si focalizzano sui pochi e soliti noti), ultimamente, proprio alla Eaton SF Conference tenutasi un paio di settimane fa, il critico nostrano Umberto Rossi (noto per i suoi lavori/libri su PKD) ha dedicato un panel proprio a Ian Watson.
Sto tentando di estorcergli un po di materiale... ma non so...vedremo.

Intanto ecco qualche info data sul blog di Urania ed i link a wikipedia

Dal Blog Urania:


Ian Watson (n. 1943) è uno tra i maggiori autori inglesi di fantascienza. Notissimo per aver scritto il soggetto cinematografico di A.I. Iintelligenza artificiale (il film di Steven Spielberg tratto dal racconto di Brian W. Aldiss), è stato più volte tradotto nella nostra lingua. Dopo aver esordito, con un racconto, nel 1969 – “Roof Garden Under Saturn”, apparso su “New Worlds” – questo ex-insegnante d’inglese ed ex- professore di futurologia al Politecnico di Birmingham (con annessi corsi sulla fantascienza) si è dedicato alla letteratura a tempo pieno dal 1976. Diversi romanzi e molti racconti sono apparsi anche in italiano, dove la sua opera è stata costantemente seguita da “Urania”, ma molto resta da fare per presentarlo degnamente ai lettori del nostro paese. Il romanzo d’esordio di Watson, The em<x>bedding (1973), è uscito – con il titolo Il grande anello, 1979 – nella collana “Sigma” di Moizzi, che presentò diverse opere notevoli degli anni Settanta; mentre quello stesso anno vede l’inizio delle traduzioni di Watson nella nostra collana, che fa uscire Miracle Visitors del ’78 come La doppia faccia degli UFO. L’anno successivo, 1980, è sempre “Urania” a proporre un’importante antologia apparsa in Inghilterra nel ’79, The Very Slow Time Machine (Cronomacchina molto lenta). Come autore di racconti Watson è originale e prolifico: ne ha scritti oltre cento.
Benché le sue brillanti short stories continuino ad apparire in appendice a “Urania” e su altre pubblicazioni – una per tutte, la pluriristampata “Convention mondiale del 2080R43; – bisogna aspettare il 1986 prima di vedere un altro romanzo di Watson nella nostra lingua. E’ Il libro del fiume (The Book of the River, 1983), compendio di quattro parti uscite originariamente sul “Magazine of Fantasy and Science Fiction” e seguito poi da Il libro delle stelle (The Book of Stars, 1984; tr. it. 1988) e Il libro delle Creature (The Book of Being, 1985; tr. it. 1988), tutti apparsi sulle nostre pagine nella traduzione di Laura Serra. E’ il tentativo di Watson di comporre un vasto affresco a metà tra la fantascienza e il fantastico, e gli conquista le simpatie di un pubblico più vasto. Nel 1990 la “Biblioteca di Nova SF” della Perseo Libri recupera God’s World del 1979 (Il pianeta di Dio), un romanzo a sfondo metafisico in cui la nostra razza riceve in dono la propulsione interstellare, ma solo un gruppo ristretto di individui viene scelto per raggiungere il pianeta dei donatori e incamminarsi sulla strada di un’imprevedibile trasformazione. Nel 1997 appare su “Urania” L’ultima domanda (Hard Question, 1996), un thriller tecnologico ricco di sorprese, e nel 2000 Superuomo legittimo (Converts). Intanto, nel 1999 l’Editrice Nord ristampa, nelle proprie collane, Il grande anello e La doppia faccia degli UFO, cambiando i titoli a entrambi: diventano rispettivamente Riflusso e L’enigma dei visitatori. Nel 2002 esce su Urania Il mistero dei Kyber (Under Heaven’s Bridge, un romanzo del 1981 scritto in collaborazione con Michael Bishop). Nel 2004 Hobby & Work fa uscire Draco (id., 2002) e Harlequin (id., 2004). Nel 2005 replica “Urania” con L’anno dei dominatori (Mockymen, 2003), mentre Hobby & Work presenta I figli del caos (Caos Child, 2004).
Tra i romanzi ancora inediti di Watson in Italia, segnaliamo: The Fire Worm (1988) che tradurremo prossimamente; The Jonah Kit (1975), vincitore del premio British Science Fiction; The Gardens of Delight (1980), Deathhunter (1981), Chekhov’s Journey (1983), Queenmagic, Kingmagic (1986), Whores of Babylon (1988) e The Flies of Memory (1990).
Nel giudizio di John Clute e Peter Nicholls, forse i migliori studiosi contemporanei della fantascienza inglese, “la narrativa di Ian Watson, a volte obbiettivamente difficile per la sua complessità, può essere vista come una vivace rivolta contro l’oppressione intellettuale e politica, ma anche come una dichiarazione dei limiti – almeno per quanto riguarda gli esseri umani – del concetto di realtà. Quest’ultimo, essendo stato creato su misura dei nostri ristretti canali percettivi, risulta soggettivo e parziale; il tentativo umano di accedere a realtà più complesse, attraverso metodi che vanno dalle droghe alle discipline linguistiche, dalla meditazione a un’educazione radicalmente innovata, non sarà mai completamente coronato dal successo. L’umanità è troppo limitata, troppo poca cosa per afferrare la realtà nel suo complesso. Ian Watson è forse lo scrittore di fantascienza contemporaneo che meglio sintetizza questi temi, e il meno illuso”.

(Giuseppe Lippi)


Wiki Italia: http://it.wikipedia.org/wiki/Ian_Watson

Wiki in inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Ian_Watson_(author)

Un sito dedicato: http://www.ianwatson.info/
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Re:Ian Watson
« Rispondi #5 data: 30 Settembre 2013, 18:04:26 »
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Tra qualche giorno arriva in edicola, su Urania serie madre, un inedito di Ian Watson: "Creatura del fuoco".
Presumibilmente si tratta di "The fire worm", ma lo sapremo presto.

Dalla pagina FB di Ian Watson, stamattina arriva un'altra notizia: "Mondadori's Urania will also reprint volumes 1 & 2 of my Book of the River trilogy, apparently as a single volume, but they haven't yet decided about volume 3"


Speriamo che ristampino l'intero ciclo; che senso ha decidere a tavolino di stampare 2/3 di un opera ??
Allora sarebbe meglio stampare un altro bell'inedito tipo "Alien Embassy" o "Jonah Kit", "Chekov's Journey" o "God's world" .....

Però mi fa piacere che venga recuperato un autore come Watson.
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Re:Ian Watson
« Rispondi #6 data: 30 Settembre 2013, 18:51:05 »
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Citazione da: Arne Saknussemm il 30 Settembre 2013, 18:04:26

Tra qualche giorno arriva in edicola, su Urania serie madre, un inedito di Ian Watson: "Creatura del fuoco".
Presumibilmente si tratta di "The fire worm", ma lo sapremo presto.

Dalla pagina FB di Ian Watson, stamattina arriva un'altra notizia: "Mondadori's Urania will also reprint volumes 1 & 2 of my Book of the River trilogy, apparently as a single volume, but they haven't yet decided about volume 3"


Speriamo che ristampino l'intero ciclo; che senso ha decidere a tavolino di stampare 2/3 di un opera ??
Allora sarebbe meglio stampare un altro bell'inedito tipo "Alien Embassy" o "Jonah Kit", "Chekov's Journey" o "God's world" .....

Però mi fa piacere che venga recuperato un autore come Watson.

Mah! Speriamo che decidano di stampare l' intero ciclo.
Non conosco molto l' opera di Watson (shame on me! Shame on me!    )
Però mi lascerebbe comunque molto perplesso la scelta di saltare proprio il capitolo finale di un ciclo.
Vabbè che non sarebbe nemmeno la prima volta qua in Italia, però..
Intanto mi prenderò volentieri il volumetto di questo mese con il Watson inedito, così, tanto per cominciare.
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