28 Settembre 2011, 19:21:01Commento scritto da ciccio49
Voto: 6.00
Un po' meglio di altre storie simili.
 
24 Luglio 2010, 09:52:38Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.00
Cercavo una lettura "agghiacciante" per sopravvivere alla calura estiva e l'ho trovata solo per metà.
Da un lato c'è la bravura dell'autore nel costruire la suspense necessaria per far vivere questo genere di storia, dall'altro, purtroppo, mancano molti elementi perchè la storia sia completa e convincente.
Alan Ryan, infatti, sfrutta sapientemente l'artificio della simultaneità tra gli eventi che accadono e, passando con maestria da una scena all'altra, riesce a dare l'illusione della visione di un film, più che della lettura di un libro, ma questo non è sufficiente perchè alla fine il film che ha proiettato si rivela essere un vero e proprio "B-movie".
Nonostante la suspense, infatti, manca del tutto una convincente spiegazione su quale sia la reale natura della "cosa" che semina il terrore nelle colline di Decons Kill: non solo non si danno teorie, nemmeno a livello di congettura, sulla sua origine, ma neppure ne riusciamo ad apprezzare appieno una sua descrizione fisica, giacchè la sua eliminazione avviene in modo repentino e alquanto banale.
Sarebbero bastate una decina di pagine in più, anche solo di ipotesi, sulla genesi della "cosa" ed una spiegazione, anche non perfettamente plausibile, sul perchè della sua invisibilità (una creatura aliena precipitata sulla Terra in epoca preistorica? Un "Predator"?) per far conquistare punti al romanzo e sarebbe bastato un finale meno raffazzonato con un espediente atto a renderla visibile (tipo quello cha accade nel lovecraftiano "L'orrore di Dunwich") per consacrare questo come un buon libro anche se non proprio un capolavoro.
Così com'è il romanzo è una lettura appena sufficiente che scivola via in una notte (meglio se di lampi, tuoni e pioggia) e che poi viene dimenticata all'alba.
 
19 Aprile 2006, 21:33:27Commento scritto da cat
Voto: 5.50
Ha il pregio di una lettura facile facile. Manca di originalità sia nella trama che nella conclusione.
 
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