14 Novembre 2015, 19:05:16Commento scritto da astrologo
Voto: 7.00
buon romanzo: un misto di giallo, fantascienza ed horror per una delle tecniche più controverse al giorno d'oggi: la fecondazione in vitro- Si lascia leggere, pur non essendo scritto molto bene. Un unico appunto: i "mostri" non sono ben rappresentati.
 
10 Luglio 2010, 17:01:15Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Mi sono accostato a questo libro con molte perplessità e pochissime aspettative perchè dalla copertina e dal titolo non mi aspettavo nulla di particolarmente interessante, ma devo dire che questa rivisitazione ospedaliera de "L'isola del dottor Moreau" ha finito per sorprendermi, facendosi leggere in una sola giornata.
L'idea dell'utilizzo di tecniche di fecondazione assistita per compiere esperimenti di genetica doveva essere, per l'epoca (inizio anni '80), abbastanza azzardata ed innovativa e tutto ciò traspare anche dal modo con cui l'autore si accosta all'argomento, non mancando di sottolineare in più punti come queste tecniche fossero oggetto di pesanti critiche di ordine morale anche se finalizzate alla procreazione. E' divertente comunque osservare come le obiezioni a questo tipo di tecnica non siano sostanzialmente cambiate nel corso del tempo e che ancora oggi, sebbene scienza e fede siano progredite e si sia trovata una sorta di compromesso, c'è ancora chi continua a considerare i figli della "provetta" come frutto del peccato e sostiene, ignorantemente, che una gravidanza indotta artificialmente sia qualcosa di profondamente diverso da una gravidanza naturale.
Al di là di queste considerazioni, il romanzo di Woolfolk, pur con diverse ingenuità, si lascia apprezzare tanto per l'idea di fondo, quanto per il ritmo frenetico che lo caratterizza: senza un attimo di respiro i suoi protagonisti vengono catturati in un vortice di orrore e di adrenalina pura e solo alla fine riusciranno a venire a capo dello spaventoso mistero che si cela dietro la facciata di questa "clinica dell'orrore".
Personalmente ho riscontrato due soli difetti. In primo luogo ritengo sia un peccato che l'autore non si sia soffermato maggiormente nella descrizione dei mostruosi "ibridi" animali: alcune creature, infatti, come il gorilla parlante e la misteriosa "Nessie" rimangono relegati al ruolo di semplici comparse e possiamo apprezzare in azione solo il mostruoso incrocio tra cane e felino. In secondo luogo ho trovato assai banale il piano del Dottor Bradford, archetipo dello scienziato folle e privo di scrupoli, apparentemente disposto a tutto pur di realizzare il suo destino e che compie esperimenti esecrandi per un fine che poi si rivela del tutto inferiore alle attese e non tale da giustificare i rischi corsi.
Altra pecca del libro è poi, a mio avviso, il finale che non è del tutto comprensibile e che, in definitiva, stravolge la caratterizzazione del protagonista, l'eroico il Dottor Gerson.
Tutto sommato un libro discreto.
 
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