10 Febbraio 2018, 23:27:08Commento scritto da doge
Voto: 7.50
Questa volta tocca agli esseri umani,specie considerata inferiore, essere cacciati per semplice gioco,senza pietà, una caccia alla volpe fatta da esseri che si considerano superiori,usano armi e armature tecnologiche e incredibili trucchi per attirare la preda...
Romanzo molto ben scritto,mi piace tantissimo la forza descrittiva dei due scrittori (scritto a 4 mani) e i personaggi,sebbene molto stereotipati, non annoiano,insomma,ognuno svolge la propria parte con qualche sorpresa caratteriale che non ci si aspetta.Voto 7,5 :-)
 
20 Ottobre 2014, 09:45:44Commento scritto da and
Voto: 7.50
Bel racconto lungo che racconta una battuta di caccia di animali 'non troppo intelligenti, di classe D', cioè l'uomo.
Si legge bene e tutto d'un fiato. Consigliato.
 
28 Agosto 2014, 14:26:12Commento scritto da Han Tavers
Voto: 7.00
Buon romanzo sul filone dei conquistadores alieni. Rapisce fin dalle prime pagine. Ottimo il finale!
 
08 Settembre 2009, 13:42:43Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
La fantascienza di tutti i tempi ha largamente abusato dello stereotipo dei malvagi invasori alieni che scendono sulla Terra per uccidere e conquistare, ma credo che questi misteriosi "cacciatori" che con l'inganno radunano gli ignari abitanti di una cittadina rurale in una vecchia città mineraria per una battuta di caccia grossa siano una delle rielaborazioni più originali sul tema che mi sia mai capitato di leggere.
Devo ammettere che questo romanzo mi è piaciuto sin dalle prime battute, principalmente per la capacità dei due autori di creare una atmosfera di mistero e suspense e per la loro bravura nel sviluppare la trama in modo "cinematografico", quasi fosse una sceneggiatura.
L'improvvisa rivelazione del mistero che si cela dietro le stranissime, quasi mistiche, "chiamate" agli abitanti di una sperduta cittadina del Montana, avviene all'improvviso, come una specie di fucilata, già dopo poche pagine, ma questo, anzichè far calare la tensione, segna l'inizio di una storia del tutto diversa, fatta di agguati, fughe, trappole e attacchi improvvisi: una lotta tra due forme di intelligenza diverse ma in fondo simili, in cui l'emozione della caccia ed il divertimento di una specie si contrappone drammaticamente all'istinto di sopravvivenza dell'altra, attraverso un serrato confronto tra diverse strategie.
Non mancano poi alcuni interessanti spunti di riflessione sulla dinamica dei confronti tra razze/etnie con diverso sviluppo tecnologico. L'amara constatazione della similitudine tra la condizione di "prede" dei protagonisti e quella degli indigeni "cacciati" dai conquistatori inglesi, infatti, da un senso diverso a tutta la storia: i cacciatori non agiscono affatto come "alieni" spinti dal desiderio di conquista, ma bensì semplicemente come esseri superiori che, non riconoscendo l'intelligenza e la cultura delle prede, non ne riconoscono di fatto il diritto alla sopravvivenza.
Il finale della vicenda è semplicemente perfetto e ci mostra come entrambe le situazioni, sia quella delle prede, che quella dei cacciatori, possano essere univocamente accumunate dalla morale della superbia punita. Da un lato, infatti, ci sono i cacciatori sconfitti, umiliati e in fuga, rei di aver sottovalutato gli avversari e dall'altro ci sono le prede, temporaneamente vittoriose, ma ignare e superbamente convinte che la "caccia" sia terminata.
 
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