12 Dicembre 2017, 12:08:36Commento scritto da astrologo
Voto: 7.50
E' il miglior romanzo di Ballard tra quelli che ho letto finora. La rappresentazione di un "America" diventata peggio dell'Africa sub-shariana è una trovata notevole
che denota uno scatto nel pessimismo di base di quest'autore. I racconti sono di un tono minore salvo uno o due, discreto i Saccheggiatori di Tombe, anche se in un certo senso non compiuto.
Fulminante ora zero (ho nfatto gli scongiuri? No è solo un racconto paradossale). l'ufo da VENERE NON MI è SEMBRATO COSì  valido.
 
09 Settembre 2010, 23:29:43Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Il romanzo non l'ho ancora letto: per ora valuto esclusivamente l'antologia.

Dal mix tra vecchi e nuovi racconti scaturisce una raccolta a due velocità che concilia capolavori del calibro di "Controtempo" e "Il tempo si guasta" con racconti confusi o mediocri come "Ora zero" e "Mattatoio".
Limitando il commento esclusivamente ai racconti inediti possiamo dire che, dopo il banalissimo "Ora zero", Ballard sembra farci rivivere i fasti del suo celebre ciclo di Vermilion Sands con il bellissimo racconto successivo "I saccheggiatori di tombe".
Non ci sono parole adeguate per descrivere il senso di abbandono e desolazione dell'immenso deserto che nasconde le tombe di intere generazioni di persone in ciascuna delle quali sono custoiti i nastri che raccolgono i dati biologici dei proprietari, testimonianza della loro esistenza, nonchè ultima speranza di poter un giorno tornare in vita. Il racconto, da un lato richiama alla memoria i maestosi paesagi di Vermilion Sands, dall'altro rievoca quel senso di tristezza e disperazione che scaturisce dalla impietosa distruzione della bellezza, ripercorrendo le sensazioni suscitate da racconti come "Il gigante annegato" e "L'ultima pozzanghera".
Ma purtroppo "I saccheggiatori di tombe" è anche l'ultimo dei racconti inediti qui raccolti che sia di una certa rilevanza: nelle altre storie, infatti, Ballard riprende il filone dell'alienazione e della follia umana, quello che probabilmente gli è meno congeniale, e le cui storie sembrano, purtroppo, fatte con lo stampino.
"UFO da Venere", infatti, pur essendo interessante per l'atmosfera di mistero e sospensione, non è altro che l'ennesima rivisitazione del tema della caducità delle aspirazioni umane e del pericolo che l'uomo corre aspirando alla conquista dello spazio. Come già accadeva in "La spiaggia", "La rete di sabbia" e "L'astronauta scomparso" anche qui il pericolo per l'uomo è rappresentato dalla sua incapacità di poter gestire e comprendere una cosa tanto vasta come il vuoto siderale, solo che, diversamente dalle altre storie, Ballard introduce qui un elemento estraneo: degli alieni, da Venere, in cui scopo è quello di mettere in guardia l'uomo sui rischi che sta per correre.
La storia in definitiva risulta complessa ed affascinante, nonchè ricca di parecchi spunti di riflessione, ma si perde nel finale che appare un po' confuso.
Ancora la confusione regna sovrana nell'incomprensibile "Mattatoio", senza dubbio il peggiore della raccolta.
Le ultime due storie, invece, sono abbastanza discrete e sono accumunate dall'argomento del tradimento e della relativa vendetta: nella prima "Un pomeriggio a Utah Beach" un uomo si immedesima in un soldato tedesco della seconda guerra mondiale per uccidere sua moglie ed il suo amante, mentre nella seconda "Zoom di 60 minuti", un uomo si diverte a filmare da lontano il tradimento di sua moglie mentre viene consumato. Sono due storie di follia destinate ad avere un esito differente l'una dall'altra, ma accumunate dalla maestria di Ballard nel riuscire a rendere tangibile il flusso di coscienza alienato del protagonista.
Alti e bassi, ma sostanzialmente una buona raccolta.

Ora zero - 6
I saccheggiatori di tombe - 8
Amplificazione - 7,5
Passaporto per l'eternità - 6,5
Il tempo si guasta - 9
Controtempo - 9
UFO da Venere - 7
Mattatoio - 5
Un pomeriggio a Utah Beach - 6,5
Zoom in 60 minuti - 6,5
 
02 Agosto 2009, 10:55:35Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 6.50
Non il miglior Ballard, specie il romanzo. Alcuni dei racconti li avevo già letti decine di volte, quindi non mi hanno fatto un grande effetto.
 
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