05 Giugno 2013, 23:00:53Commento scritto da nickel
Voto: 6.00
A parte il fatto che non mi pare sia fantascienza... L'ho letto velocemente, un po' troppo scontata la facilità con cui l'eroe vince tutte le battaglie. Crudo? Crudele?
 
25 Maggio 2013, 16:05:43Commento scritto da bibliotecario
Voto: 5.00
Questa rivisitazione del mito di Tarzan non è certo tra le migliori opere scritte dal pur bravo ed eclettico Farmer. La storia in se è abbastanza banale e si trascina stancamente sino ad un finale scontato già dalle prime pagine. Per di più, definirlo romanzo di fantascienza pare un iperbole decisamente eccessiva ai più. Come sia finito in una collana che dovrebbe ripubblicare il meglio del genere rimarrà per me un mistero insondabile.
 
24 Maggio 2013, 11:07:00Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 7.00
Non concordo assolutamente con la precedente recensione. Non ho ancora terminato la lettura, ma trovo la crudezza delle descrizioni della vita nella giungla (straordinario il dettaglio fornito da Farmer, tra abitudini dei leopardi, invasioni di formiche, morsi di vipera, necessità quotidiane come accendere il fuoco etc) assolutamente realistica e strumentale; e la sfrenatezza sessuale del protagonista è assolutamente logica: anzi, Farmer secondo me ci insinua un leggero dubbio sulla ragionevolezza delle NOSTRE convenzioni in quell'ambito, che in fondo limitano - spesso senza motivo apparente, a pensarci - quello che è un atto puramente naturale. Per il resto, ho trovato la lettura appassionante: ma forse è l'ambientazione straordinaria a farmi apprezzare anche la ripetitività di alcune scene, oltre che una traduzione a dir poco pessima (termini come "indi" o "ella" erano decenni che non li leggevo... per non parlare della goffaggine generale nella costruzione delle frasi: e ci si sono messi in due per fare un lavoro così scarso. Per fortuna i due tizi non hanno tradotto altro, almeno di sf, in mio possesso).
 
17 Maggio 2013, 12:15:17Commento scritto da Sherdan
Voto: 5.00

Ecco cosa succede quando Tarzan si aggiorna a Quentin Tarantino (ante litteram). Il protagonista è la più lampante dimostrazione che il "Mito del Buon Selvaggio" è quanto di più lontano dalla realtà, anzi forse è quanto di più pericoloso possa esserci. Dall'inizio alla fine il "buon selvaggio" protagonista passa il tempo a uccidere bestie, mangiare carni crude, dimenarsi in rapporti sessuali con tante compiacenti o meno donne aborigene e poi via di genocidio sistematico  in un crescendo da rasentare non poco l'antipatia per chi legge e alla lunga stancante. Non voglio spoilerare, ma la scena del cuore di coccodrillo è decisamente il punto più basso e squallido di tutto il romanzo. Niente fantascienza, sicuramente nemmeno nel senso più ampio del termine, è solo un'avventura che fà il verso a Tarzan degradandolo maliziosamente in un superuomo piatto e amorale che usa la sua straordinaria forza per assecondare le proprie pulsioni, forse questa sola valida metafora della nostra condizione umana anche di esseri civilizzati. Adatto a qualche collana fanta-erotica degli anni '70, una caduta di stile di un grande autore come Farmer, evitabile.
 
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