31 Gennaio 2018, 13:44:13Commento scritto da ciccio
Voto: 7.50
Non è fantascienza ma è ottimo
 
27 Marzo 2010, 09:48:50Commento scritto da wagabroda
Voto: 8.00
Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale , folle ? circondato da spiriti malligni ? non lo si scopre se non alla fine del libro , ed almeno in questo racconto la definizione non si attaglia alla follia poeiana , non in questo caso almeno ,Hubbard ricorda il Poe dei Racconti Grotteschi  ma anche i racconti del brivido di Alfred Hitchcok Presenta degli anni cinquanta  ,poco a che vedere con la fantascienza in tutta onestà ,  molto thriller psicologico . Sempre bello leggere il primo Hubbard ,se siete il primo Lowry non potrete che intuire la fine , ma andando avanti con il romanzo qualcuno si chiedera' se le vocine non esistano veramente ........da leggere d' un fiato .
Mi ha fatto quasi decidere di non vendere i doppioni .......
 
23 Marzo 2008, 23:05:29Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
Surreale, onirico, allucinante, visionario. Ecco alcuni degli aggettivi più appropriati per definire questo straordinario romanzo, che per essere stato scritto nel 1955 presenta molte caratteristiche in comune con gli horror dei giorni d'oggi (visioni spettrali, incubi e deliri che sfociano nell'orrore della rivelazione finale), ma al contempo se ne discosta di molto risparmiandoci i fiumi di sangue e le scene efferrate.
La trama ci porta subito nel bel mezzo dell'incubo e l'autore, di allucinazione in allucinazione, ci conduce in un mondo surreale e aberrante in cui il protagonista vive avventure degne delle migliori febbri e deliri. Il solipsismo e la febbre sembrano essere le uniche spiegazioni plausibili alle spaventose avventure in cui James Lowry si trova coinvolto, ma il racconto è (fortunatamente) molto meno banale e, come già l'autore ci ha preannunciato nelle primissime righe, è proprio l'ultima pagina a svelare il mistero dietro tutta la vicenda ed a farci capire come spesso l'orrore della realtà possa superare la più tremenda delle fantasie.
Da leggere sino all'ultima pagina.

Curiosità: ho letto questo romanzo subito dopo il 1532, qui il protagonista è James Lowry, nell'altro si chiamava James Mowry... di certo è una coincidenza, ma è ben strana visto che fino a qualche settimana fa nessuno dei due libri era nella mia libreria!!!!!
 
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