27 Aprile 2018, 18:44:01Commento scritto da galions
Voto: 8.50
Potrei presentare questo titolo scomodando il paradosso di Fermi, ovvero il mancato incontro con le civiltà aliene, nonostante l’alta probabilità di incappare in essi dato l’infinito numero di stelle e pianeti presenti nella galassia.
Ed è questa l’idea che ha ispirato l’intera vita di Somerset Tuttle, un ricercatore visionario che avendo collezionato solo fallimenti è deceduto da decenni, finendo per essere ricordato come un sognatore disilluso.
Ma nella sua ultima abitazione è stata ritrovata una stele con incisi alcuni caratteri non identificabili con le lingue conosciute.
‘Echo’ è il quinto romanzo del ciclo dedicato dall’autore americano Jack McDevitt all’antiquario ed archeologo spaziale Alex Benedict, ma come ‘Seeker’, l’altro titolo tradotto dalla collana Urania è leggibile come romanzo autonomo.
In un futuro lontano l’uomo esplora e viaggia in relativa sicurezza lungo le rotte della cintura di Orione, ha incontrato una razza aliena, ma questo incontro non viene considerato particolarmente significativo.
E questo è un aspetto bizzarro di questa storia. Gli umani coltivano sempre il mito del contatto con l’estremamente diverso, ma nel caso dei Muti, gli alieni con cui si sono già confrontati, finiscono per non considerarli nemmeno.
McDevitt ripropone pari pari il canovaccio già alla base di ‘Seeker’, ovvero il disvelamento di un segreto di proporzioni inaudite, accompagnato da una sottotrama noir, ma lo fa in modo davvero avvincente.
La vicenda si dipana per tre quarti circa come un’indagine, ricca di colpi di scena ed incontri con i personaggi più variegati, mentre nel finale l’azione diviene protagonista.
Purtroppo anche in questo caso McDevitt aggiunge un epilogo riassuntivo che rovina l’atmosfera creata, miscelando delle emerite banalità alla solennità del segreto appena disvelato, commettendo con ciò un peccato assolutamente evitabile.
Comunque questo autore è stato decisamente una piacevole scoperta.
L’auspicio è che la collana ‘Jumbo’ di Urania renda disponibile quei titoli della saga che sono stati scartati per via del limite di foliazione della collana madre. Credo che McDevitt lo meriti ampiamente.
 
29 Gennaio 2016, 11:07:24Commento scritto da and
Voto: 6.50
Romanzo un pochino migliore di Seeker, a mio avviso, che oltre all'immancabile inchiesta fanta-archeologica aggiunge un pizzico di movimentazione in più nella seconda parte.
Anche in questo caso scrittura elegante ma piatta all'inverosimile, senza alti nè bassi emozionali, esattamente come il predecessore.
Tra l'altro ciclo monco su Urania, ma nessuno se la prenderà per questo.
 
07 Agosto 2014, 18:11:56Commento scritto da Free Will
Voto: 7.50
Questo libro fa parte del ciclo di fanta-archeologia con il protagonista Alex Benedict. Tale ciclo si compone di sei libri di cui Urania ha pubblicato solo il terzo (Seeker - U1546) e questo quinto.
Il tema narrato è molto interessante e congeniale allo scrittore, che ha uno stile lineare e piacevole, anche se a tratti risulta un po' lento. La storia, ambientata molti millenni nel futuro, appare verosimile per le tecnologie descritte e, per paradosso, ci sembra congruente con i nostri tempi. La traduzione è perfetta.
 
02 Settembre 2013, 09:52:28Commento scritto da AgenteD
Voto: 7.50

Mi piacciono molto i romanzi di "fantascienza e archeologia" e questo può condizionare il giudizio, ma ho comunque trovato un libro interessante con un finale del tutto inatteso e che fa riflettere, capovolgendo quasi la prospettiva della ricerca. Peccato per il ritmo piuttosto lento nella prima parte del romanzo e per lo scarso approfondimento psicologico dei personaggi.  
 
23 Giugno 2013, 16:30:43Commento scritto da remotino
Voto: 6.00

Per le prime 70/80 pagine non succede nulla. poi qualcosa finalmente si muove. Avrei voluto interromperlo ma con foza ho continuato, alla fine qualcosa di buono ne e' saltato fuori.
 
16 Giugno 2013, 14:57:41Commento scritto da razzomissile
Voto: 5.50
Concordo con i commenti generali.
Non molto coinvolgente se non sul finale, eppure gli spunti ci sarebbero stati: l'introspezione sulle ragioni ultime della vita nell'universo, i Muti, il tema dell'archeologia spaziale.

Insomma un romanzo scritto bene, con potenzialità che pero' non sono state sfruttate in pieno: se dovessi consigliare se leggerlo o meno, suggerirei di passare ad altra lettura.
 
09 Giugno 2013, 21:08:08Commento scritto da cat
Voto: 5.00
Romanzo di 276 pagine in cui per 276 pagina non succede nulla
 
25 Maggio 2013, 15:28:17Commento scritto da bibliotecario
Voto: 6.50
Nuova avventura sulle pagine di Urania di Alex Benedict, un Indiana Jones del lontano futuro. L'autore come in Seeker costruisce un sapiente e intrigante mistero che pagina dopo pagina Alex e la sua collaboratrice Chase dipaneranno fino alla soluzione finale tra vari colpi di scena, per la verità non moltissimi, ma ben amalgamati con le parti più lente e descrittive del romanzo.
 
22 Maggio 2013, 11:57:16Commento scritto da MarcoF.
Voto: 7.00

10.000 anni nel futuro: Alex Benedict è un semplice commerciante di antichità che si imbatte casualmente nel ritrovamento di una strana stele incisa con dei caratteri sconosciuti.
Le vicende narrano di come l'oggetto, inizialmente quasi snobbato poiché ritenuto di scarso interesse, diventi improvvisamente il centro di una contesa dai risvolti a tratti mortali.
Parallelamente, le ricerche sulla vita dell'archeologo scomparso Somerset Tuttle (vecchio proprietario della stele) porteranno i protagonisti a chiedersi se sia davvero la razza umana la sola a popolare l'universo.
Jack McDevitt è uno scrittore di fantascienza piuttosto famoso negli Stati Uniti, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti come il “Premio John W.Campbell” nel 2004 e il “Premio Nebula” nel 2006, ma che qui in Italia è stato pubblicato solamente tre volte a causa dello scarso interesse per la fantascienza in generale e per la lunghezza eccessiva delle sue opere che le renderebbero poco adatte a certe collane da edicola, ormai rimaste le uniche in grado di venire incontro a noi poveri appassionati lettori di fantascienza.
Echo” è un romanzo scritto bene, con alla base un'idea classica e suggestiva, ma che in alcuni punti risulta un po' dispersivo a causa, forse, del fallito tentativo dell'autore di rendere l'intreccio più complesso.
L'opera, comunque, sa custodire in sé diversi momenti di riflessione sul rapporto uomo-universo, affrontati con una maestria tale da rendere perdonabili certe lacune della narrazione.
Esistono nell'universo altre civiltà oltre alla nostra? E quanto sono evolute? E se noi umani fossimo semplicemente frutto della casualità? Ci possono essere pianeti simili alla Terra? E se distante anni luce da noi ci fossero altri uomini ignari dell'esistenza del nostro pianeta?
Sono molteplici le domande che McDevitt in maniera molto intelligente si pone durante la narrazione, andando a impreziosire il romanzo con una buona dose di fascino e spessore.
Tirando le somme, Echo è un'opera nel complesso interessante, a tratti un po' forzata e dispersiva ma che tuttavia mi sento di consigliare spassionatamente.

CURIOSTITÀ
Per chi non lo sapesse, Echo è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 e rappresenta il quinto romanzo del ciclo di Alex Benedict. Del suddetto universo letterario, formato da sei romanzi a sé stanti, fa parte anche “Seeker”, pubblicato nel 2009 sul n.1546 di Urania. Infine, a esaurire la breve lista delle opere di McDevitt tradotte in Italia, troviamo “Il sonno degli dei” (Urania n.1340, 1998) dal quale presero forma tutti i suoi successivi romanzi di archeologia spaziale, vera e propria specialità di un autore assolutamente da tenere d'occhio.


Per altre recensioni ti aspetto sul mio blog  (Far Star)  interamente dedicato alla letteratura fantascientifica!
http://farstar2012.blogspot.it
 
18 Maggio 2013, 23:07:41Commento scritto da brz57
Voto: 6.00
Sinceramente mi aspettavo di meglio; dopo Seeker l'autore non riesce a ripetersi e il romanzo si trascina stancamente, riprendendosi un po' nel finale. Per il resto si fatca abbastanza ad andare avanti.
 
29 Aprile 2013, 19:23:36Commento scritto da Oldman
Voto: 7.00
Interessante solo verso la fine, quando il ritmo del racconto comincia a "serrare". Per il resto abbastanza palloso! Inutile a mio avviso la manfrina sulla lapide che non porta a nulla! Mediocre.
 
29 Aprile 2013, 16:30:38Commento scritto da Dart Fener
Voto: 5.50
Romanzo povero d'idee, caratterizzato da una serie interminabile di indagini che hanno il solo scopo di far raggiungere al romanzo il numero di pagine concordate tra autore ed editore (almeno così la vedo io).
 
22 Aprile 2013, 14:03:51Commento scritto da Morgan
Voto: 8.00

Gran bel romanzo, corposo e avvincente. La storia che inzia con la ricerca di una stele di misteriosa provenienza si trasforma in una vicenda altamente drammatica che cattura il lettore fino al termine del romanzo. La stele alla fine c'entra poco e niente ma serve per creare la giusta dose di suspance fino ad arrivare a.... Echo.
 
19 Aprile 2013, 08:32:44Commento scritto da clisimak
Voto: 6.00
Ritmo molto lento per 100 e passa pagine, poi migliora leggermente, ma niente di particolare, sufficienza raggiunta a fatica, niente a che vedere con "seeker" dello stesso autore e con gli stessi personaggi.
 
Utenti cui piace il libro
Soci della Tana del Trifide:

Faresme, Vedi il profilo utente


Utenti non associati:

PRIGIONIERO, 666castlerock666, dottogekuri, Marcos, robipek, Thermonuclear Warrior, tzr6877alpha
Utenti cui non piace il libro
Soci della Tana del Trifide:

Vedi il profilo utente, Shrike