22 Settembre 2016, 19:52:26Commento scritto da galions
Voto: 7.50
Molti hanno criticato la vena giallista dei giovani autori italiani di SF, ma devo dire che non disprezzo affatto questa tendenza.
Morellini ambienta questa indagine in una città-stato che riunisce i centri di Reggio, Modena e Bologna, delineando anche i tratti di una società solidamente descritta, insieme ai rapporti di forza che oppongono figure abituali come i politici ed i faccendieri, ad altre figure inusuali come i medici.
Questi ultimi hanno assunto un ruolo determinante perchè Morellini accenna più e più volte ad un antefatto chiamato 'crisi dei Dissonanti', nella quale gli individui con innesti e potenziamenti corporali hanno dato luogo ad una crisi di rigetto complessiva da cui sono scaturiti comportamenti sociali violenti e distruttivi.
L'indagine del protagonista prende piede da un omicidio apparentemente già risolto per l'evidenza delle prove.
Ma in una fase iniziale un pò caotica, dove spesso si salta di palo in frasca, la scoperta di due omissioni sul referto dell'autopsia della vittima suggeriscono la pista più promettente per scagionare il presunto colpevole che qualcuno vuole incastrare.
Nel seguito l'indagine diviene sempre più incalzante e movimentata da scene d'azione particolarmente riuscite per terminare in un finale aperto ad un possibile seguito.
A mio avviso in riferimento alla 'crisi dei Dissonanti' Morellini si è dato anche l'opportunità di scrivere un prequel, ma questo dipende solo da lui.
Peccato che nel futuro di Polis Aemilia Morellini scriva, tra le altre cose, che la cucina emiliana è andata scomparendo.
E questa è la vera tragedia!
 
08 Luglio 2014, 17:15:24Commento scritto da gasp63
Voto: 8.00
Giallo fantascientifico post cyberpunk.
Alcune idee nuove (Polis Aemilia, Dissonanti) che sono la spina dorsale della storia.

Scrittura attuale e a tratti, come spesso mi capita con il cyber-punk, non facile da comprendere. A volte ho faticato a capire il punto in cui la scena cambia. E' successo nel passaggio dal pensiero dell'investigatore protagonista (Riccardo Mieli) al pensiero del dissonante Re Nero, ma potrebbe essere un espediente dall'autore per evidenziare la parziale sovrapposizione psicologica dei due personaggi.

Il volume è particolarmente lungo. L'evoluzione dell'indagine suggerisce che la storia potesse essere sviluppata in due volumi anzichè uno solo.
 
16 Giugno 2013, 17:00:42Commento scritto da razzomissile
Voto: 6.50
Inizio fiammante che facevano ben sperare, tuttavia la trama si fa confusa e la seconda parte del romanzo nonchè il finale (un po' noioso) sembrano stralciati da qualciosa di già scritto.

Sinceramente la stoffa c'è per dare maggiori soddisfazioni: aspetto fiducioso prestazioni migliori.
 
02 Giugno 2012, 22:15:01Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 5.00
Abbandonato dopo poche farraginose pagine. De che stamo a parla'? Boh... Ormai in America nessuno scrive più così. Triste vedere che autori italiani bravi a scrivere putroppo si perdono in imitazioni volontarie o meno di tematiche che non ci appartengono. Eppure la gran parte degli autori francesi ci riesce a essere originale. Perchè noi no?
 
10 Marzo 2012, 09:23:01Commento scritto da cat
Voto: 4.50
L'idea della polis Aemilia è originale, ma non viene collocata in una trama comprensibile. La SF made in Italy continua ad essere di scarsa qualità. Temo che Fruttero e Lucentini dopo tutto avessero ragione.
 
09 Marzo 2012, 12:35:50Commento scritto da Darkyo
Voto: 5.00
Questo Premio Urania conferma ancora una volta che la fantascienza italiana (ma ho il forte sospetto che il problema sia dell'editoria italiana di fantascienza) non riesce ad uscire dai soliti schemi sicuri e collaudati, non riesce ad osare in un genere, peraltro, che si nutre di inventiva e di originalità: ci siamo, ormai, così tanto abituati al consueto appuntamento con il cyberthriller italiano - quello di matrice "morganiana", per intenderci (Bay City, 2002, ben dieci anni fa!) - che a volte dimentichiamo che una vera alternativa - a differenza di quanto accade in USA o UK - non c'è. O forse c'è, ma non ci viene proposta. Perché, sia ben chiaro, la mia non è una critica agli autori italiani (penso al bravissimo Dario Tonani, che merita tutta la fama che si è conquistato, o anche al qui presente Morellini), ma alle scelte di una giuria che davvero sembra aver dimenticato "lo spazio e le astronavi".

L'effetto di questa tendenza italiana, a mio parere, è alla base del principale problema de Il Re Nero: il motore della vicenda narrata da Morellini è un classico caso di omicidio - intricato, apparentemente impossibile, connesso a questioni politiche - che conduce il protagonista - un investigatore privato dalle misteriose capacità - attraverso il dedalo affascinante costituito dalla Polis Aemilia, felicissima e riuscita invenzione utopistica/distopica. Il problema è che, dopo pochi capitoli, il "caso" viene bruscamente messo da parte, altri eventi prendono il sopravvento; a metà del romanzo, l'omicidio viene "risolto" dal protagonista (almeno credo...) e si svela un flebilissimo collegamento con gli altri eventi; la seconda parte del romanzo, infine, è una storia a parte, completamente slegata dall'indagine iniziale... insomma, i casi sono due: o l'autore ha gestito male l'intreccio delle due storie oppure la trama "investigativa" è stata aggiunta soltanto per rispettare i canoni del cyberthriller italiano di successo. I risultati, purtroppo, sono deludenti.
Un vero peccato, perché in sé il romanzo è buono, ci sono alcune idee che, però, avrebbero meritato maggiore spazio (la Polis Aemilia, i Dissonanti e il Re Nero), lo stile è tutto sommato fluido, anche se i personaggi - protagonista compreso - mancano di caratterizzazione e personalità.
 
15 Febbraio 2012, 15:55:49Commento scritto da marsman60
Voto: 8.00
un ottimo romanzo sia per trama che per scorrevolezza belli anche i personaggi mi aspetto un seguito.
 
14 Febbraio 2012, 19:36:10Commento scritto da Oldman
Voto: 9.00
Bravo Morellini; una volta tanto si legge un romanzo di getto! Unico neo, non ho capito perchè dato che si parla di Aemilia non abbia inserito nel trittico Bologna, Modena e Reggio; anche le altre città "Aemiliane e Romagnole" come Parma, Piacenza, Forlì, Ferrara e Rimini? Comunque complimenti; lo letto in due sere!
 
15 Dicembre 2011, 19:55:22Commento scritto da zelaph111
Voto: 8.00
Bella l'ambientazione. Bella l'idea. Uno studio accurato di una società post-moderna che deve fare i conti con quello che potrebbe accadere se i progressi attuali nella bio-ingegneria non verranno supportati da adeguati controlli etici.
Mi dispiace solo che in alcuni tratti la lettura diventa ruvida e poco chiara (alcuni concetti sono ripetuti più volte). Un'ultima considerazione. Non so se la scelta considerarlo un racconto che si sviluppa come una partita a scacchi sia stata dell'autore o dell'editore. Comunque è stata sbagliata.  
 
03 Dicembre 2011, 15:11:51Commento scritto da caioiii
Voto: 6.00

Indubbiamente originale per le idee, ma pesante nei dialoghi e in alcuni punti non l'ho trovato scorrevolissimo nella prosa. Il ragazzo si farà! Ed io lo aspetto. Un applauso ad un altro scrittore italiano.
 
29 Novembre 2011, 09:31:53Commento scritto da AgenteD
Voto: 7.50
Senz'altro un meritato Premio Urania, un libro con un'idea ed un'ambientazione fantascientifica valida e interessante. L'ho solo trovato un po' caotico in alcuni punti, con dialoghi che talvolta tardano ad arrivare al punto, e  con un finale forse un tantino brusco. Per il resto è una valida lettura con molti spunti che possono essere ulteriormente approfonditi.
 
22 Novembre 2011, 17:40:42Commento scritto da Eremita
Voto: 7.50

Questo a parer mio è un Premio Urania veramente meritato appieno.
Ottima ambientazione, fantascientifica davvero e contemporaneamente Nostrana. Veramente buoni i personaggi per quanto fantascietifici. Stile coinvolgente e entusiasmante, almeno per me.
Protagonisti tanti i personaggi quanto tutti gli eventi. certo, non è la classica fantascienza avventurosa di esplorazione e conquista, ma  il mondo nuovo e da scoprire c'è. La lotta di potere fra poteri manifesti e arcani è ben congegnata. Non posso che consigliarvelo!
 
16 Novembre 2011, 18:16:27Commento scritto da silverio
Voto: 4.00
Non sono riuscito a finirlo - come conseguenza non mi è piaciuto.
 
14 Novembre 2011, 08:39:07Commento scritto da mitd
Voto: 4.50
L'ambientazione è il punto di forza di questo romanzo. Gli antefatti che portano alla nascita della Città Emiliana rimangono comunque nebulosi, e sarebbe stato interessante saperne di più. Gli spunti sono tanti, spesso anche originali, ma altrettanto spesso tracciati in modo poco approfondito e confuso. Di alcuni viene spontaneo chiedersi quale contributo diano alla storia.

La trama è un thriller fantascientifico. Il protagonista è un cliché (il solito investigatore tribolato e ironico, tanto caro ai redattori della collana). Con un po' di lavoro in più nella fase della pre-scrittura, soprattutto considerate le premesse, Morellini avrebbe potuto studiare un ritratto psicologico più originale  - anche nei limiti del genere (esempi: Petros Markaris, Mehmet Somer, Teresa Solana). Il cattivo Re Nero è davvero cattivissimo, più personaggio di fumetti che di romanzi. Gli altri personaggi hanno poco spessore e lasciano indifferenti.
Il finale è disegnato con la pennellessa.

Morellini sa periodare, per quanto la struttura delle sue frasi sia un poco monocorde. La narrazione è incessantemente interrotta da descrizioni di dettagli irrilevanti e poco funzionali alla trama, mentre i dialoghi, che nelle intenzioni vorrebbero essere sarcastici e spiritosi,  tardano ad arrivare al punto. Gli accenni a situazioni a venire disseminati qua e là, anziché suscitare tensione generano confusione. La lettura risulta spezzettata e (davvero) molto faticosa.

Da un premio Urania sarebbe lecito aspettarsi di più. E qui mi fermo.
 
13 Novembre 2011, 15:25:37Commento scritto da bibliotecario
Voto: 7.00
Purtroppo anche in questo  volume, come in molti che lo hanno preceduto, nella nostra amata Urania, collana di fantasciena, mancono lo spazio e le astronavi.
Va di moda la contaminazione tra i generi. Comunque sia, il bravo Morellini non merità nel commento al suo libro divagazioni di ordine generale che nulla hanno a vedere con la sua fatica e che sono fuori luogo.
Fatica del genere fantathriller, ben congeniata e con una ambientazione originale e credibile che è forse uno dei punti di forza del volume. Lo svolgimento della trama e la narrazione sono coinvolgenti se pure un pò oscura e con troppi rimandi ad antefatti la prima. Il finale è forse un poco affrettato e lascia aperte varie possibilità per un eventuale seguito. I personaggi se pur stereotipati come spesso capita nei thriller sono interessanti, soprattutto i cattivi i Dissonanti.
In conclusione una buona opera prima, bravo Maico.
 
11 Novembre 2011, 22:58:24Commento scritto da Bergelmir
Voto: 8.00
 
Utenti cui piace il libro
Utenti cui non piace il libro
dottogekuri, Franz