30 Luglio 2014, 04:49:22Commento scritto da belvas
Voto: 4.50
Romanzo mediocre sul tema, peraltro interessante delle catastrofi e delle loro conseguenze, l'unica cosa interessante è che la catastrofe non ha un motivo, semplicemente si esauriscno le risorse. Per il resto niente di interessante, sopratutto nessun elemento diverso. Peccato
 
27 Aprile 2014, 20:33:29Commento scritto da bibliotecario
Voto: 6.50
Lettura coinvolgente, incentrata sulla storia di alcuni personaggi diversissimi tra loro alle prese col collasso della civiltà a causa dell'esaurirsi delle risorse. Storia che risulta un po’ datata visto il periodo temporale in cui si svolge e un poco ingenua e inverosimile in certi sui passaggi ma comunque ben sviluppata e piacevole da leggere.
 
12 Marzo 2014, 22:38:17Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
Davvero un bel romanzo che proprio non mi aspettavo: la storia sembra quasi l'ideale prosecuzione dell'antologia "Le città che ci aspettano" curata da Roger Elwood ed è pervasa dallo stesso senso di disfattismo, pessimismo, desolazione e tristezza che traspare da tutti quei racconti.
La catastrofe descritta da Platt, la fine della città come ideale luogo di ritrovo per l'uomo non è dovuta a cause naturali o sovrannaturali: non ci sono terremoti, inondazioni, venti che soffiano impetuosi o rughe che squarciano la superficie del pianeta; la rovina che coinvolge l'umanità, infatti, ha esclusivamente connotazioni economico-sociali che sono la logica conseguenza di un mondo distopico e pervaso da forti disuguaglianze sociali solo in parte diverso dal nostro attuale.
Un po' tutto il libro ha un che di Ballardiano, riconducibile principalmente alla decrizione della rovina e della follia dei personaggi, che contribuisce ad aumentarne il fascino anche se l'accento è posto prevalentemente sulla storia d'amore dei due protagonisti, usata come pretesto per l'analisi dei diversi strati sociali e della loro interazione.
Durante la lettura mi sono venuti in mente tanti altri paragoni piuttosto lusinghieri come quelli con i romanzi di David Guy Compton, con quelli di John Cristopher e con quelli di D.F. Jones; insomma: questo libro è stato, in tutto e per tutto, una piacevole rivelazione e lo consiglio caldamente, soprattutto per il finale, pregno di speranza per il futuro ma assolutamente privo di melensaggine; un finale finalmente realistico e ben scritto.
 
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