04 Novembre 2011, 16:56:38Commento scritto da cosmo 49
Voto: 4.00
romanzo di lettura veloce e.... noiosa!
Ad ogni pagina ti aspetti qualcosa che non arriva. azione, movimento, novità etc. arrivi alla fine e tichiedi cosa hai letto!
Da chiedersi quale criterio i curatori della collana usano per scegliere i romanzi.
dateci libri di fantascienza e non ciarpame.
 
29 Ottobre 2011, 12:06:12Commento scritto da Drorian
Voto: 6.50

Libro carino, personaggi simpatici anche se poco realistici, tante idee e poca concretezza nel svilupparle.
 
03 Luglio 2011, 16:33:54Commento scritto da marsman60
Voto: 4.50
l'dea di commentare questo romanzo sarebbe di non commentarlo oppure di dividerlo in 2 parti la prima come preludio all'azione sembrebbe buona diciamo da 6.5 poi c'e' il resto ossia il buio piu' assoluto.
ho deciso,percio',contrariamente a quello che faccio di solito di dare un'occhiata ai commenti precedenti ed il commento di ATTILIOSFUNEL PUO' RICALCARE IN PIENO cio' che penso del romanzo ma solo per la seconda parte diciamo la parte del viaggio (la mosca poi intrappolata nella tela di ragno che puo sparare bordate da distruggere un pianeta e non riesce a liberarsi dalla materia gassosa e proprio ridicola).
pertanto il mio voto e' leggermente superiore.
 
18 Giugno 2011, 10:09:58Commento scritto da remotino
Voto: 6.50
Personalmente mi è piaciuto, un libro che si legge bene.

Nel racconto si pone il problema come raggiungere distanze siderali, distanze enormi e anche se percorse alla velocità della luce occorrerebbero anni per raggiungere la stella più vicina, figuriamoci il centro della nostra galassia. Chissà se in un futuro....come il volume in questione descrive queste conquiste.
 
04 Maggio 2011, 19:06:19Commento scritto da brz57
Voto: 5.00
La prima definizione che mi viene in mente dopo aver letto questo romanzo e' "Senza sostanza"; lunghi dialoghi, centinaia di pagine in cui non accade praticamente nulla, una seconda parte in cui il viaggio nel cuore della galassia si rivela di una banalita' ed insulsaggine unica, suspance zero, colpi di scena zero, trovate interessanti o quantomeno divertenti zero....peccato, dopo Seeker mi aspettavo decisamente meglio.
 
28 Aprile 2011, 22:24:13Commento scritto da legionario
Voto: 4.00

L'ho letto tutto d'un fiato, e tutto d'un fiato l'ho dimenticato.

Lo definirei uno spaccatempo, come le parole crociate, dopo che fai uno schema, lo dimentichi subito per affrontarne un altro.
 
26 Aprile 2011, 14:54:52Commento scritto da fieramosca
Voto: 5.00
Sono rimasto molto deluso da questo romanzo. Alquanto noiso (specie la prima parte), molto semplicistico e superficiale. Insuffciente.
 
17 Aprile 2011, 08:12:40Commento scritto da alfasecur
Voto: 6.00
Si può leggere, ma non aspettatevi grandi cose. Un onesto romanzo, ma con argomentazioni bislacche e poco credibili.
 
15 Aprile 2011, 15:04:50Commento scritto da Free Will
Voto: 6.50

E' un vero peccato che l'autore di "Seeker" non dimostri con questo romanzo il medesimo talento evidenziato precedentemente.
Certo il linguaggio è "semplice", e questo è un fatto positivo, ma la narrazione è troppo "semplicistica", anzi banale.
Il tema è sicuramente intrigante: una società che sta perdendo interesse per i voli spaziali, nonostante le esperienze pregresse (o forse a causa di esse), la voglia di qualcuno di continuare ad esplorare, il genio scientifico e tecnologico, l'avventura verso mondi lontani ed i loro misteri. Tutto questo avrebbe meritato uno svolgimento ben più croccante, invece ci tocca aspettare troppo prima dell'azione e questa si risolve in eventi piuttosto stupidi, se non ridicoli come quelli del mondo di Mr.Smith, alieno ma identico alla Terra. L'unico aspetto interessante riguarda l'entità scoperta nel "Calderone" (che da il titolo al romanzo), ma è confinata all'ultimo capitolo e risolta (risolta?) molto sbrigativamente.
Anche Urania fa la sua parte per deluderci, pubblicando il sesto o settimo romanzo di un ciclo, senza aver mai pubblicato i precedenti, con la scusa delle dimensioni, e quindi non facendoci apprezzare e comprendere gli infiniti riferimenti agli eventi degli stessi.
Ripeto: è un peccato perché McDevitt scrive in maniera piacevole e rilassante ed è in grado di arricchire il contenuto, oltre che la forma.
La traduzione di Dario Rivarossa è, come al solito, perfetta, ed è suo il merito di un mezzo punto di votazione in più del dovuto: è uno dei pochi traduttori di Urania che conosce la lingua italiana; un esempio per tutti: usa il termine "previo" esattamente per quello che è, ossia un aggettivo, dopo il sostantivo, anziché un avverbio, come usato nel linguaggio giornalistico o nel burocratese.
 
15 Aprile 2011, 07:50:52Commento scritto da olmo
Voto: 5.50
Sono riuscito a leggerlo tutto solo perche viaggiando in astronave spero sempre che mi capiti qualche avventura interessante. Qui, vana speranza. Qualcuno ha scritto "superficiale e banale" mi associo.  
 
08 Aprile 2011, 12:34:18Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 2.50

Romanzo di rara insulsaggine, i cui personaggi hanno la consistenza psicologica di quelli Disney, ma senza averne il fascino infantile. A pagina 300 o giù di lì non ce l'ho fatta a proseguire. Allora, per tutta la prima parte non succede praticamente niente, e quando succede è descritto con banalità sconcertante. Davvero un tizio arriva e in poche pagine completa lo sviluppo (nonché il testing!!!) addirittura di un nuovo motore interstellare, così, quasi come niente fosse? E chi ci ha lavorato (si parla quasi casualmente di "tecnici" in unico punto, annegato tra gli interminabili dialoghi che servono solo a tenere avvinto il lettore, ma non lasciano alcuna impressione di profondità)? Non dico un trattato di astrofisica o ingegneria, ma un minimo, dico minimo, di dettaglio no? Le sbrodolate galattiche di Hamilton erano assai meno superficiali. Per non parlare della scoperta della prima razza aliena (dopo 7 romanzi del ciclo!!!): e di chi si tratta? Guarda caso sono bipedi, hanno TV, show, frigoriferi, macchine, contabili delle vendite... ma va!!! Tutto totalmente assurdo, ben oltre il ridicolo, al punto che per un po' ho pensato fosse una satira molto sottile della space opera, sottile al punto che per 300 pagine non se ne accorge nessuno. D'accordo che si legge d'un fiato, ma è un fiato puzzolente di cipolla avariata!!!!!!! Premio peggiore Urania dell'anno sulla fiducia: impossibile che anche uno tra i prossimi 9 sia peggiore.


PS: ho letto citato il "razzo missile"... Actarus e Megaloman erano personaggi di Dostojevsky in confronto a quelli di McDevitt.
 
07 Aprile 2011, 09:56:15Commento scritto da cat
Voto: 5.50
Libro di 300 pagine, in cui nelle prime 280 non succede nulla,  e le ultime 20, quelle definite " di azione " sono di una banalità disarmante. E' il sesto episodio di una saga. Non ho letto i precedenti (è stato pubblicato su Urania solo il primo," Il sonno degli dei") e chiaramente mi sfuggono i collegamenti con gli antefatti. Esempio: gli omega sono presentati come qualcosa che il lettore deve  conoscere per averli già incontrati in precedenti episodi. Alla fine della lettura poi ti accorgi che la storia...continua anche se, per ora non pare siano stati pubblicati ulteriori capitoli . Non vedo che gusto ci sia leggere una storia (noiosa, oltretutto) che non sai come sia iniziata e come potrà finire.
Tutti i giudizi precedenti al mio sono però molto positivi. Evidentemente le linea scelta dai curatori di Urania è quella giusta.
MA DATEMI ALMENO L'ULTIMO EPISODIO DEL PRELUDIO A DUNE.
 
26 Marzo 2011, 21:36:11Commento scritto da wawawa
Voto: 8.50
Lettura velocissima e appassionante. Questo autore merita più visibilita in Italia, grazie Urania per avercelo fatto conoscere.
 
18 Marzo 2011, 10:21:06Commento scritto da Darkyo
Voto: 7.00
Anche io mi attesto su un voto medio per questa avvincente avventura spaziale, che sembra riecheggiare le speranze e i desideri di tutti gli appassionati di fantascienza (e non solo) di rivedere presto l'uomo nello spazio, oltre la Luna e verso le stelle. Così, dopo un prologo verosimile e un primo capitolo al fulmicotone, l'autore si concentra sulle disavventure socio-tecnologiche dei protagonisti alla ricerca di un nuovo mezzo per raggiungere le stelle più lontane. Paradossalmente, è questa la parte più riuscita del romanzo, mentre la seconda, quella di esplorazione spaziale, più marcatamente avventurosa, risente di una trattazione superficiale e affrettata, restando così francamente trascurabile.
 
15 Marzo 2011, 22:24:45Commento scritto da rarinantes
Voto: 7.00
La parte iniziale è francamente troppo lunga e un po' prevedibile; il seguito meritava uno sviluppo meno sbrigativo.
La descrizione della società del XXIII secolo è forse la parte meno riuscita e meno plausibile.
Comunque romanzo che si legge con piacere.
 
15 Marzo 2011, 20:22:28Commento scritto da bibliotecario
Voto: 6.50
Lettura piacevole e divertente ma niente a che vedere con l'altro recente Urania di McDevitt, Seeker. Qui si privelegia l'avventura e il colpo di scena per stupire, servendosi di un stile tipo fantascienza degli anni d'oro, ma il tutto risulta troppo superficiale e banale, talmente inverosimile da sfiorare la farsa.
 
15 Marzo 2011, 12:06:44Commento scritto da AgenteD
Voto: 7.50
Bella lettura, dove non manca nè il fascino per l'ignoto, nè l'incontro con gli alieni, nè un messaggio di fondo: l'uomo deve riprendere l'esplorazione dello spazio! Il tutto in uno stile semplice e scorrevole (merito evidentemente anche della traduzione), e in 300 pagine, non 1000 o 2000...
 
14 Marzo 2011, 18:58:28Commento scritto da frisco
Voto: 7.50
Finalmente un po' di Fantascienza di quella di una volta, rivisitata, semplice ma sempre un romanzo che fa passare un paio di ore con la testa "tra le stelle"!
 
13 Marzo 2011, 11:03:29Commento scritto da mcsl10
Voto: 7.00
 
11 Marzo 2011, 18:55:25Commento scritto da Dart Fener
Voto: 7.00
Romanzo diviso in quattro parti. Le prime due sono troppo scontate ed eccessivamente lunghe. Le altre sono migliori (soprattutto l'ultima, che riesce a tenere il lettore con il fiato sopspeso).
Nel complesso è un discreto romanzo di archeologia spaziale. Indubbiamente Seeker, il primo libro di Jack McDevitt che ho avuto tra le mani, è di un altro livello.
Ottimo, come sempre, il "riassunto visivo" di Giuseppe Festino. Non male anche la copertina, anche se non ha nulla a che vedere con la trama. Quando si deciderà la redazione di Urania a far leggere prima il romanzo al copertinista?
 
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