17 Gennaio 2013, 19:19:03Commento scritto da zelaph111
Voto: 6.00
molte storie originali ma alcune sinceramente non sono riuscito a capirle. Utilizza troppo la malattia mentale come spiegazione delle stranezze.
Gli uccelli giganti - 4
Città di concentramento - 7
L'uomo sublimale - 5
Il mare è vicino - 6
Il paziente perduto - 7
Il signor F. è il signor F. - 8
Zona di terrore - 6
Cubicolo 69 - 6
L'uomo impossibile - 6
 
18 Dicembre 2012, 19:10:16Commento scritto da antosimov
Voto: 5.50
Data la reputazione di Ballard mi aspettavo di meglio.alcuni finali sono incomprensibili.  
 
05 Luglio 2011, 11:54:36Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 6.00
E' il mio primo approccio a Ballard.
Tutti i racconti hanno degli spunti molto particolari e sono tutti molto immaginifici. Ballard prova gusto a scaraventare il lettore dentro scene surreali, in controsensi esistenziali e realtà paradossali, ma ogni scena creata dall'autore ha un forte legame con la realtà, con la direzione che ha preso la nostra esistenza.
I racconti si leggono con piacere e spesso il voto negativo è legato al bilancio che si fa a fine lettura... ovvero, nella maggior parte dei casi quello che non regge o non mi soddisfa è il finale.
Si alternano racconti belli (su tutti "Città di concentramento", incubo che avevo gia fatto qualche volta...), ad altri senza senso ("Gli uccelli giganti").

Gli uccelli giganti   4
Città di concentramento  7,5
L'uomo sublimale   7
Il mare è vicino    5
Il paziente perduto   6,5
Il signor F. è il signor F.  6,5
Zona di terrore    6
Cubicolo 69 7
L'uomo impossibile  6
 
08 Giugno 2010, 12:13:08Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
In questa antologia Ballard si diverte a giocare con lo spazio e con il tempo e con nuove inesplorate possibilità di modifica dell'organismo umano, creando racconti paradossali e affascinanti, ma anche ricchi di mistero.
Si parte con "Gli uccelli giganti", allucinante parabola di follia ambientata in una realtà post-atomica popolata da volatili mostruosi. A me è sembrato un racconto piuttosto confuso e sconclusionato che solo nel drammatico finale riacquista un senso compiuto, ma certamente troppo tardi per recuperare gradimento.
"Città di concentramento" e "L'uomo sublimale" sono due incubi metropolitani di immensa vividezza. Il primo racconto, ispiratore della immensa megalopoli rappresentata da Thole in copertina, ci porta in un futuro talmente lontanto al punto che il ricordo dello spazio aperto è del tutto sparito persino dalla memoria razziale, un futuro in cui chi iimmagina spazi aperti al di fuori dall'immensa unica città sotterranea è considerato alla stregua di un pazzo e di un visionario. Il secondo racconto invece ci disegna una possibile (e terribile) evoluzione del modello economico capitalistico.
Ma è solo con "Il mare è vicino" che l'antologia finalmente decolla. Non c'è una spiegazione per il fenomeno che coinvolge il protagonista, non c'è una teoria convincente che spieghi la sua visione del mare giurassico che ogni notte sommerge la città, ma c'è tutta la poesia che solo un grande autore può creare semplicemente giocando con il tempo e con lo spazio, sfidando le leggi della fisica e della logica.
Il pirandelliano "Paziente perduto" era già presente nella raccolta "Gli scultori di nuvole", Urania 487 ed è un capolavoro.
Il racconto successivo "Il signor F. è il signor F." ricorda molto da vicino "controtempo" che è uno dei racconti migliori di Ballard in termini assoluti, solo che qui egli anzichè giocare con il tempo della vita, mandandolo all'indietro per una generazione intera, lo fa per un periodo più breve. Ma non per questo l'effetto finale è meno allucinante e suggestivo.
Ancora il tempo e la sua percezione sono al centro del racconto "Zona di terrore". Interessante ed originale la teoria che spiegherebbe lo strano fenomeno di cui è vittima il protagonista che va soggetto a crisi in cui incontra l'immagine di se stesso nel passato e, anche se il finale poteva essere sviluppato in maniera migliore, resta davvero un buon racconto.
Gli ultimi due racconti esplorano i risultati di interessanti esperimenti sul corpo umano. "Cubicolo 69" analizza le reazioni di un gruppo di pazienti ad una operazione che impedisce il sonno e che potrebbe portare ad un nuovo sviluppo evolutivo, mentre "L'uomo impossibile" (già apparso in Urania 487) elabora in modo originale e soprendente il tema dei trapianti di organi e della relazione che esiste tra il corpo umano e la mente.
Nel complesso racconti interessanti, quasi tutti degni della piena sufficienza, ma con alcuni "sussulti" davvero strepitosi nella parte centrale: vale la lettura.

Gli uccelli giganti - 5
Città di concentramento - 6,5
L'uomo sublimale - 7
Il mare è vicino - 9
Il paziente perduto - 9,5
Il signor F. è il signor F. - 9
Zona di terrore - 7
Cubicolo 69 - 6
L'uomo impossibile - 6,5
 
18 Luglio 2007, 12:36:20Commento scritto da tehom
Voto: 6.50
Essendo da sempre estimatore del grande J.G. mi riesce difficile andare sotto la sufficienza per qualsiasi suo testo. Purtuttavia, riconosco che questa antologia presenta una qualità media dei testi inferiore agli standard a cui Ballard ci ha abituato, forse per la presenza di racconti dal valore diseguale. In ogni caso storie come "Città di concentramento"(con la rivisitazione in chiave tipicamente ballardiana di uno dei topos per eccellenza della SF, la quest da parte del protagonista dell'origine del mondo), "L'uomo subliminale"(uno dei più violenti apologhi mai scritti contro l'invasività della pubblicità e la mercificazione dei rapporti sociali, più attuale che mai), e l'affascinante "Il mare è vicino"(dove i riferimenti psicanalitici e agli archetipi junghiani sono in magico equilibrio con l'invenzione fantastica) rivelano la zampata del leone e lasciano il segno.
 
27 Maggio 2007, 09:57:32Commento scritto da grifone58
Voto: 5.50
Alcuni racconti superiori alla media, ma nel complesso un'antologia mediocre... Ballard ci ha abituato a ben altro
 
15 Marzo 2007, 15:47:24Commento scritto da marsman60
Voto: 6.00
COME MOLTE ANTOLOGIE ANCHE QUESTA NON E' PARTICOLARMENTE BRILLANTE VIENE SALVATA DA UN PAIO DI RACCONTI NON MALE.
 
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