29 Agosto 2018, 13:05:40Commento scritto da npano
Voto: 7.50
Romanzo monumentale.
Diviso in tre parti di cui la prima mi è piaciuta tantissimo.
Molto affascinante e molto ben scritto
A tratti lento e non di facile lettura, bisogna aver pazienza.
 
23 Febbraio 2017, 15:46:46Commento scritto da capricorno52
Voto: 10.00
E' un capolavoro  da leggere e conservare , rileggetelo tutte le volte che avete voglia di leggere della "buona" fantascienza , e, siate ricettivi con la ragione ed i sentimenti. Ed appena avete finito , cedete alla voglia di ricominciare e rileggere il "Cantico" per risentire le emozioni che trasmette.  
Il romanzo ha una trama basata sulla teoria dei cicli e ricicli storici, in questo caso la civiltà giunta all' era atomica si autodistrugge e cade in un periodo di barbarie , dal quale lentamente si risorge e si pongono le fondamenta per una rinascita materiale per poi autodistruggersi di nuovo.
Miller dipinge questo grandioso affresco della durata di migliaia di anni  con un linguaggio intriso di pessimismo (tanto) , l' uomo ricade nei propri errori (superbia ed orgoglio) , ma anche di humor , l'autore utilizza o meglio ripercorre in modo fantastico , la storia, i dogmi della religione di fede cristiana cattolica, storicamente presenti nell'  alto medioevo e principalmente rappresentati negli ordini monastici "Benedettini" in primis.  
Nonostante le "lezioni della storia" , alla fine la terra viene distrutta nuovamente per effetto di una nuova guerra atomica, tuttavia, Miller coltiva la speranza, affidata ai suoi personaggi "i monaci" , che in tempi lunghi , è possibile , su altri pianeti, migliorare le capacità spirituali dell' uomo (umanità) , tramite gli influssi della religione per evitare l'autodistruzione.
Il romanzo è strutturato in tre parti : Ecce Homo che tratta del ruolo dei monaci e dell' abbazia di Leibowiz nel preservare la conoscenza pregressa, Fiat Lux ove inizia lentamente la rinascita materiale che porterà alla civiltà , Fiat Voluntas Tua , che narra della nuova caduta e delle speranza di rinascita dell' umanità su altri mondi.
La lettura è scorrevole  ed i brani in latino caratterizzano e forniscono "phatos " all' opera  senza appesantirla, il tratto dei personaggi è , per parte mia, la parte migliore del romanzo, gli abati, i novizi, i personaggi secolari  dialogano, agiscono,pensano e , si scontrano , in modo realistico ed appropriato in base alle situazioni ed alla trama , i dettagli sono curati ed è difficile trovare particolari fuori posto o irrealistici.
La presenza di preghiere o cantici in latino sarà per qualcuno eccessiva e/o noiosa ma credetemi sulla parola, rileggendo i capitoli interessati  gli aspetti della vita religiosa sono sempre contestualizzati con il giusto spazio ed equilibrio.
  
Miller ha il merito di trattare i temi religiosi  e la chiesa Cattolica in un contesto fantascientifico , senza indulgere in detrazioni o al contrario in accettazioni fideistiche , cosa di per sè difficile,molti autori  di opere di fantascienza incorrono nell' eccedere  , da una parte o dall' altra sui temi della fede e del razionalismo.
L'autore non si sottrae dall' affrontare anche temi morali estremi nel contesto dei rapporti Chiesa Stato , come ad esempio l'eutanasia di massa ed esprime con forza la sua personale posizione.

Insomma un romanzo, un capolavoro epico, raro per intensità , di cui consiglio a tutti la lettura , scritto in piena guerra fredda non è invecchiato per nulla , forse oggi è minore la paura di una guerra atomica , ma i rischi di un olocausto  dell' umanità  o parte di essa  anche nel 2017 non sono complessivamente calati: guerre, carestie , mutamenti globali ambientali ed economici , ispirano tuttora angosce e turbano le coscienze e non sembrano esserci all' orizzonte soluzioni politiche globali certe e coerenti (meditate gente ....meditate)

Voto 10 e Lode  
 
19 Maggio 2014, 11:50:37Commento scritto da remotino
Voto: 8.00
Un bel libro, in alcune parti un po' prolisso e noioso ma in generale è un ottimo libro.

Ancora una volta la stupidità umana fa da padrone, a distanza di 50 anni dalla prima edizione è attualissimo e l'umanità non è cambiata rispetto alla storia, non c'è nulla da fare ci saranno sempre uomini che si credono superiori e che con le loro azioni tutta l'umanità ne paga, stupidi stupidi e ancora una volta stupidi. Sono convinto che prima o poi questa arroganza la pagheremo tutti. Infatti il libro finisce con l'amaro in bocca, forse intravvedo in Rachel la speranza della rinascita?
 
01 Aprile 2014, 20:41:04Commento scritto da grifone58
Voto: 9.50
Un capolavoro assoluto... non c'è altro da dire
 
10 Giugno 2013, 03:59:57Commento scritto da mxg
Voto: 9.00
 
31 Ottobre 2011, 22:39:44Commento scritto da maxpullo
Voto: 9.00
E' il tipico libro che ti lascia un vuoto quando lo finisci e che ti fa sembrare brutte le prime pagine del libro successivo.
Il romanzo uscito dalla penna di Miller è poesia allo stato puro e, anche se alcuni brani possono sembrare troppo lunghi o noiosi, alla fine ti accorgi che l'autore è riuscito a raccontare tutto senza usare una parola di più o una di meno: il pessimismo sulle capacità dell'uomo che traspare dal racconto è assoluto e solo in parte mitigato dall'ironia del linguaggio o dalla velata comicità di alcuni brani.
Personalmente ho riscontrato molti punti di contatto con il ciclo della Fondazione di Asimov, anche se il romanzo di Miller risulta alla fine avere un senso diverso: entrambe le storie, infatti, si basano sul concetto di "ciclicità" della storia umana e sulle crisi che periodicamente portanto alla scomparsa della civiltà ed alla barbarie del "medioevo" prima della successiva rinascita, ma, mentre la storia di Asimov presenta la scienza come unica strada per tenere accesa la fiammella della speranza, quella di Miller affronta il tema in maniera molto più profonda ed umanistica, portando il lettore a ragionare sul fatto che, la scienza, senza la fede o senza l'illuminazione divina, non è in grado da sola di evitare che l'uomo si autodistrugga.
Un romanzo struggente ed intenso, un capolavoro che trascende i confini del genere fantascientifico e che merita la lettura.
 
18 Ottobre 2010, 23:55:40Commento scritto da caioiii
Voto: 9.00

Molto bello. Il tema postapocalisse è uno dei miei preferiti e questo è indubbiamente il migliore. Poetico e costringe alla riflessione. L'uomo non imparerà mai dai propri errori.
 
23 Agosto 2010, 14:26:37Commento scritto da Cybermax
Voto: 8.00
Libro commovente, suggestivo.
Riflessione su etica e religione.
Un libro da assaporare e su cui riflettere.
 
14 Agosto 2010, 16:28:58Commento scritto da texwiller
Voto: 7.00
Sicuramente uno dei migliori libri di fantascienza post apocalittica che abbia mai letto. L'unica pecca: dopo un inizio misterioso e avvincente mi aspettavo un finale diverso, con qualche colpo di scena in più. Forse avevo aspettative eccesive per il finale, ma mi ha un po' deluso.
 
05 Luglio 2010, 22:52:51Commento scritto da nickel
Voto: 8.00
L'ho trovato molto bello, poetico, non scontato. Anche se la fine non mi ha soddisfatto del tutto, nell'insieme uno dei più belli della collana
 
11 Maggio 2010, 10:55:34Commento scritto da marsman60
Voto: 8.50
per 20 anni l'ho scansato in biblioteca non avevo mai voluto leggerlo per il semplice motivo che non mi piaceva il titolo ..poi per sbaglio ho guardato i voti e i commenti.
che grandissimo errore ho fatto a non leggerlo fino ad adesso.
 
17 Aprile 2010, 15:20:07Commento scritto da Free Will
Voto: 10.00

Questo è un capolavoro assoluto che non può mancare in qualunque biblioteca, non solo fantascientifica.
Certo non è un libro facile, pieno di azione, oppure di umorismo e di battute veloci, o di avvenimenti semplici e banali. Bisogna leggere, pesare e assaporare ogni singola parola, avere tanta pazienza, come quella dimostrata dai protagonisti della vicenda, ossia i monaci amanuensi, che scrivono, ricopiano all'infinito, si perdono per anni a disegnare ghirigori e dorature. Ma noi abbiamo un vantaggio rispetto ai monaci: sappiamo qual'è l'obiettivo ed anche la conclusione.
Non si può approcciare questo romanzo senza avere una profonda cultura religiosa, una buona conoscenza dei linguaggi letterari e una certa dimestichezza con le lingue (magari con un po' di latino).
Con queste premesse la lettura diventa veramente un piacere, anzi una goduria immensa e, nonostante si tratti di un tomo di più di 400 pagine, non si vorrebbe mai vedere la fine.

La storia raccontata è quella apocalittica di una Terra post-atomica, con pochi residui di Umanità, vista nell'arco di molti secoli dopo l'olocausto. Il libro è suddiviso in tre parti (o se vogliamo in tre romanzi), molto diversi fra loro, ma legati da un unico filo rosso, le vicende dei monaci di un abbazia, in qualche deserto americano, dedicata ad un improbabile Santo moderno.
Nella prima parte, denominata "Fiat Homo", l'umanità è sconvolta, rimbambita, incosciente per ciò che è accaduto; il Fallout è un Demone e le poche cose recuperate dal passato entrano a far parte di un insieme di Memorabilia nel monastero, senza che queste abbiano qualche significato per chi le raccoglie e trascrive. Si guarda solo, come punto di riferimento, ad un uomo che, per qualche motivo, è definito Beato.
Passano i secoli e, nella seconda parte intitolata "Fiat Lux", il Beato diventa Santo, l'Umanità recupera qualche coscienza di sé ed anche le guerre tribali, i Memorabilia assumono qualche significato, i frati riescono a conciliare la religione con la scienza e riscoprono e reinventano qualcosa del passato; si accende una luce, che è soprattutto una speranza per il futuro.
Nella terza e ultima parte, intitolata "Fiat Voluntas Tua", l'Umanità ha riacquistato il pieno potere sul mondo, la capacità di costruire e soprattutto quello di distruggere sè stessa; la Chiesa non è più portatrice di memoria, ma solo di Fede; si rassegna all'ineluttabilità della storia e ripone tutte le speranze altrove.

Il romanzo è stato scritto nel 1959, in piena guerra fredda, quando tutto il mondo viveva con la paura della guerra atomica; per questo motivo può sembrare anacronistico e figlio del suo tempo. Invece purtroppo è attualissimo perché di questi tempi l'uomo più potente della Terra, premio Nobel per la Pace, riesce a dire, proprio quando firma trattati di denuclearizzazione,  che non sarebbe da escudere l'uso del nuceare sugli Stati canaglia (islamici o comunisti) anche solo a scopo preventivo. E il bello è che siamo tutti d'accordo, che è cosa buona e giusta. E allora che cosa ci rimane?

Un piccolo anacronismo è soltanto costituito dall'uso del latino da parte della Chiesa Cattolica del futuro: evidentemente nel 1959 non era ancora arrivata la rivoluzione di Paolo VI e soprattutto Giovanni Paolo II. e quindi Miller ha immaginato la Chiesa dell'anno 3000, conservatrice al punto di mantenere l'uso di una lingua morta, nonostante avvenimenti di così spaventosa portata.
Invece un peccato tipico degli scrittori americani è la solita visione USA-centrica, secondo la quale tutto il mondo è concentrato nel nord America e per il resto del pianeta si può scrivere "hic sunt leones"; questa fissazione porta a collocare Nuova Roma, ossia il Vaticano, nel territori degli attuali Stati Uniti (con la scusa che la Vecchia Roma è stata distrutta).

Un particolare commento merita la traduzione di Roberta Rambelli, che si cimenta con un linguaggio aulico, di altissimo livello ed estremamente ricco, come gli scritti dei monaci pieni di disegni floreali.
E' piuttosto misterioso il motivo per il quale non traduce in italiano alcune parole dall'originale inglese, come ad asempio "blueprint" che tutti sanno che significa cianografia (o almeno tutti sanno che cos'è una cianografia, ma ben pochi sanno che cos'é una blueprint).
 
26 Marzo 2010, 15:46:10Commento scritto da Palmer
Voto: 9.50
Indubbiamente un capolavoro. Ha il grande merito di affrontare tematiche religiose da un punto di vista illuminato. In effetti la chiesa cattolica, fino all'invenzione del torchio a stampa di Gutenberg, ha avuto l'immenso merito di trasportare attraverso i secoli la cultura umana. Non quello di diffonderla però, perchè la conoscenza era tenuta segreta affinchè lo status quo rimanesse immutabile, e così è stato per secoli e secoli.
Indubbiamente questo è stato un grande, grandissimo limite, quasi un peccato capitale. Se la chiesa avesse condiviso il suo sapere - per quanto ovviamente difficile in assenza di materiali e canali comunicativi efficenti - forse tanti progressi dell'umanità si sarebbero anticipati.
In ogni caso Miller questo lo fa notare durante la discussione tra lo scienziato e l'abate nel secondo capitolo, quando gli rinfaccia la chiusura mentale dei monaci, il loro non voler aprire al mondo il prezioso archivio di memorabilia. Però il tutto avviene alla luce di una lampada elettrica reinventata da un monaco (anche grazie agli studi dello scienziato suddetto). Anche le domande dei monaci non sono ingenue: sono già in una fase in cui non si limitano a copiare, ma anche a capire.
E forse è questo il punto di svolta, di innovazione e critica di questo Romanzo.
Alla chiesa viene riconosciuto un merito, il mantenimento e la tramandazione della scienza (più che della cultura tout court) ma anche un errore, l'essere chiusa e non divulgarla.
In un certo senso il Romanzo è prochiesa, e tende ad essere apologetico. Infatti in un contesto di tabula rasa da un certo punto dell'umanità in poi, si deduce che la chiesa e l'ordine leibowitziano non abbiano il riscontro del passato e in sostanza ripetono i propri errori. Ma qui l'autore interviene presupponendo che l'ordine monastico mantiene la scienza in attesa del momento adatto: questa è l'assoluzione, non c'è errore.

E qui si ritorna alla Lampada elettrica che prende energia da una dinamo.

Questo forse il fulcro, ovvero quando la chiesa capisce che non può più essere esclusivamente un archivio passivo, ma deve essere anche attiva nello studio e della messa in pratica della scienza. E i risultati si vedranno nel terzo capitolo, dove i monaci sono scienziati e hanno progetti spaziali ecumenici, nonostante continuino a vivere il loro dilemma tra scienza e fede.
Ma il nodo è sciolto nonstante forse sia stata forse proprio il nuovo dono della scienza all'umanità che ha riportato in vita il Luciferino Fallout. Ingannevole è quell'ingenua tenerezza che porta i monaci al misunderstanding del passato, venerando scarabocchi su "carta carbone".
Sanno bene, atavicamente, istintivamente che l'uomo deve salvarsi ed essere salvato. Per questo mettono a punto un piano per fuggire - forse a torto - dai peccati della terra.
Tanti, tanti altri gli spunti di riflessione.
Un capolavoro che ha soprattutto il merito di inserire un protagonista scomodo come la chiesa cattolica in un contesto fantascientifico, senza scadere in critiche irriverenti ma nemmeno in prostrazioni fideistiche.
 
20 Marzo 2010, 23:41:35Commento scritto da Paolo-42
Voto: 9.00
 
17 Marzo 2010, 23:07:26Commento scritto da pulvirenti
Voto: 9.00
Un libro eccezionale.
Il modo in cui è raccontato, la traduzione veramente eccellente, il crescere degli eventi e i risvolti psicologici dei singoli protagonisti.
Mai noioso, con qualche spruzzatina di ironia qui e lì ma mai scontata. Una visione apocalittica di un post-olocausto in crescita. Un periodo post-atlantideo portato avanti nel tempo che però non sfocia nella depressione ma nella continua speranza.
Leggo che altri non condividono il finale, ma trattando di religione questa era una cosa scontata.
Personalmente non m'importa che il messaggio di un nuovo inizio possa essere legato a una questione religiosa. Da un punto di vista umano è la risposta a quanti, con scenari similari, pensano solo al senso di distruzione insito nella natura umana.
In questo caso invece si lascia sempre la possibilità a questa specie che crede di essere padrone del posto che la ospita di potere ricominciare da un altro lato.  
Superbo e ingegnoso
 
28 Febbraio 2010, 11:35:27Commento scritto da joker
Voto: 6.50
Ho trovato interessanti lo spunto di partenza e la narrazione durante i lunghi secoli della rinascità della società umana.
Delle tre sezioni in cui è diviso il romanzo, la parte a mio avviso più interessante è la seconda.
Bello il personaggio del vecchio "ebreo errante"; fastidioso, invece, il messaggio che individua nella chiesa l'unico strumento di salvezza e di rinascita di una specie votata all'auto-estinzione.
 
27 Febbraio 2010, 22:29:45Commento scritto da ovidio80
Voto: 8.50
Ho Letto questo libro tanti anni fa. L'ambientazione post-apocalittica all'epoca la trovai un pò angosciante. La Storia è bellissima. C'era una scena del libro di cui credo di non avere recepito il significato. So che tra l'altro nell'APRILE 2010 un editore ne pubblicherà il seguito ufficiale.
 
11 Febbraio 2010, 20:47:33Commento scritto da Darkyo
Voto: 9.50
Al termine della lettura, mi sono accorto di aver colmato una grave lacuna nella mia conoscenza di quanto fino a oggi è stato scritto e pubblicato di fantascienza. Un cantico per Leibowitz è un'opera monumentale per contenuto e impeccabile per stile:personaggi indimenticabili, storie vivide e - a loro modo - epiche, dialoghi e riflessioni dotte e intelligenti, a volte sorprendentemente sarcastiche, tutti i temi più cari del nostro genere (l'uomo e il mostro, la vita e la morte, il bene e il male, la fede e il dolore) su una impalcatura finemente costruita di vita post-apocalittica. Pur non condividendo alcuni dei messaggi, soprattutto dell'ultimo episodio narrato, l'ho trovato un capolavoro, assolutamente da leggere.
 
07 Febbraio 2010, 19:20:56Commento scritto da nanuk
Voto: 8.00
Il libro tratta un tema classico della sf (la vita dopo una guerra nucleare) in modo molto originale; probabilmente non a tutti piaceranno la forte impronta religiosa che si sente soprattutto nel terzo episodio e uno stile di scrittura un po' lento e a volte infarcito di frasi latine come da vecchia (ma forse anche recente) liturgia cattolica. Comunque il romanzo è davvero interessante e piacevole. Merita la lettura!
Walter M. Miller Jr. ci lascia poi con un dubbio: il futuro di un'era post-atomica sarà un'altra era post-atomica?
 
05 Febbraio 2010, 08:58:16Commento scritto da Oldman
Voto: 8.00
Racconto molto bello e interessante per i suoi contenuti; ma di lettura un po pesante e poco scorrevole, specie verso la fine. Non lo consiglio a chi vuole leggere un romanzo d'azione e veloce.
 
02 Febbraio 2010, 20:41:14Commento scritto da Eremita
Voto: 8.50
Molto, molto bello...
Poetico anche.
Buono lo svolgimento della trama, buoni i personaggi...
Sotto, una riflessione sulle credenze religiose e sulle motivazioni umane verso la sopravvivevenza e l'autoestinzione.
Consigliato
 
01 Febbraio 2010, 00:30:36Commento scritto da cosmo 49
Voto: 8.50
Libro di enorme respiro. Ogni parte può costituire da sola un romanzo nell'insieme costituisce un epopea su cui meditare e sperare. Interessante il distacco con cui il narratore  descrive i fatti.
 
30 Gennaio 2010, 20:54:25Commento scritto da gretana
Voto: 9.00
Ho sempre delle difficoltà nell'esprimere quello che ho provato dopo aver letto un libro.
Di questo posso solo dire che sono felice di non averlo mai letto prima. Averlo scoperto mi ha dato un'emozione che non provavo da tempo nella lettura.
Grazie Miller.
 
22 Gennaio 2010, 22:03:49Commento scritto da cat
Voto: 9.00
Ho letto questo romanzo solo 2 anni fa e non credo che lo rileggerò.
Allora mi piacque moltissimo.Consigliai di leggerlo lentamente e con molta attenzione. Non è il libro che leggi tutto d'un fiato.Ai lettori frettolosi può risultare noioso.
 
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