24 Marzo 2010, 11:20:44Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
In questa raccolta come in altre di Ballard, quello che salta immediatamente agli occhi è la capacità dell'autore di riuscire a scivolare nell'irreale, di attraversare nei modi più impensati, impensabili e pittoreschi, la sottile cortina che separa la parte logica del nostro cervello abituata a fare i conti con la realtà dei fatti e del nostro mondo tridimensionale da quella irrazionale per cui tutto diventa possibile.
Per fare questo Ballard, spinge l'immaginazione e la trama dei suoi racconti sempre più vicina a momenti "topici" in cui la realtà delle cose inizia ad apparire sfuggente e la follia appare insinuarsi nella vita dei protagonisti.
Molto spesso questo momento coincide con gli istanti che precedono la morte come accade ad esempio ne "L'ultima mossa", "Le danze sul vulcano", "Terminal" o "Il delta al tramonto": la vicinanza del momento estremo, anche se non sempre prevedibile, sembra, infatti, quasi acuire i sensi dei protagonisti e concedergli il dono di vedere al di là della realtà materiale che li circonda ed è anche il mezzo attraverso cui l'autore riesce a rendere tangibile un sogno ad occhi aperti.
In altre storie, come ad esempio "Il gigante annegato" o "L'ultima pozzanghera", il senso di irrealtà viene affidato al sentimento di disperazione e di sgomento di fronte all'estrema profanazione di un qualcosa di bello, un maestoso, misterioso e colossale cadavere nel primo racconto e quello che probabilmente è l'ultimo squalo esistente sulla Terra nel secondo.
Altre volte, infine, a creare il senso di straniamento è un elemento più propriamente "fantascientifico" ed è questo il caso della misteriosa catastrofe dai cui effetti scaturisce "L'uomo luminoso", della misteriosa teoria sui satelliti che forse è in grado di spiegare l'immane disastro de "La spiaggia" e della impensabile e drammatica sovrappopolazione futura immaginata in "Per piccina che...".
Non sempre la bravura di Ballard è sufficiente a rendere coerente o apprezzabile una trama insignificante e può accadere che ci si perda nel flusso di coscienza di un protagonista senza riuscire a trovare una via d'uscita, come ad esempio accade nell'incompresibile "La Gioconda del crepuscolo di mezzogiorno", ma basta un capolavoro come la storia conclusiva, "Il Leonardo scomparso",  per restituire a questa raccolta tutta la magia della poesia che solo un grande autore è in grado di dare. Nessuno mai prima di lui era riuscito a rendere tangibile e verosimile il dramma di una figura mitica come quella dell'ebreo errante, e soprattutto, nessuno era riuscito ad immaginarlo tanto umano.
Forse questi non saranno i racconti migliori di Ballard, ma rendono perfettamente il senso di meraviglioso, di poetico, di allucinante e di inquietante che i suoi scritti riescono sempre a trasmettere.

L'astronauta scomparso - 6,5
Il gigante annegato - 7,5
L'ultima mossa - 7
L'uomo luminoso - 6,5
La spiaggia - 7
Il delta al tramonto - 7
Terminal - 6
L'ultima pozzanghera - 8
Le danze sul vulcano - 6,5
Per piccina che... - 7
La gioconda nel crepuscolo di mezzogiorno - 5
Il Leonardo scomparso - 10
 
29 Febbraio 2008, 18:46:43Commento scritto da marco.kapp
Voto: 8.00
Una bella raccolta di racconti che spaziano dal mistero (il gigante annegato, il Leonardo scomparso) alla introspezione psicologica dei personaggi in situazioni paradossali.
 
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