05 Ottobre 2017, 13:56:03Commento scritto da and
Voto: 8.00
Undici piccole gemme dal maestro del racconto breve.
Poesia
 
20 Giugno 2012, 10:33:33Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
La premessa di F&L in quarta di copertina è fondamentale per non avere sorprese: la fantascienza con questi racconti non c'entra quasi per nulla, ma non per questo l'antologia è da disprezzare, anzi.
Nessun racconto è brutto, almeno in senso estetico e stilistico, ma purtroppo tutti indistintamente comunicano brutte sensazioni: Bradbury, da scrittore di razza qual è, riesce a toccare tutte le corde dell'animo umano che inducono nel lettore la tristezza, la disperazione e lo sconforto che viene dalla definitiva perdita della speranza.
La morte nella sua ineluttabilità pervade questi racconti e li fa suoi, come un sottofondo inesorabile che rende vano anche solo pensare alla possibilità che ci siano altre cose: la morte è infatti il desiderio ultimo di ogni uomo ("La bottiglia azzurra"), l'unico modo che egli ha di sfuggire alla tirannia del tempo ("Tempo fermo"), l'unica strada per vendicare i torti subiti veri o presunti che siano ("Castigo senza delitto", "Gioco d'ottobre") e di sfuggire al mondo che lo rifiuta perchè non lo comprende ("Molto dopo mezzanotte").
Il mondo ci imprigiona nelle sue oscure trame ("In trappola") e, anche quando siamo pronti a fare pazzie per vendetta o per dimostrare a noi stessi che siamo esseri liberi ci accorgiamo che il tempo ci ha preceduto, beffandoci inesorabilmente e togliendoci anche questa discutibile soddisfazione ("Delitto senza castigo").
E se talvolta un barlume di speranza gioiosa sembra sconvolgere l'ineluttabilità del destino, immediatamente accade qualcosa che riconsegna protagonista del racconto e lettore ai suoi più cupi pensieri ("I miracoli di Jamie" e "Angelo guarda il futuro").
L'unico vero racconto di SF della raccolta, in definitiva, è "Un pezzo di legno", una piccola gemma di disfattismo e pessimismo sulla natura umana che completa una raccolta piena di amarezza e di disincanto, scritta in modo superbo e che potremmo senza dubbio definire vera e propria letteratura.
Molto buona
 
13 Marzo 2009, 14:14:03Commento scritto da Giurista81
Voto: 5.50
A mio modestissimo avviso, si tratta di un'antologia deludente distante anni luce dalla migliore produzione di Bradbury.

Le storie proposte hanno come principale caratteristica un alto tasso di malinconia e di tristezza. Per lo più, si tratta di ricordi adolescenziali ("In Trappola", "I miracoli di Jamie", "Tempo fermo") o del tentativo di riaffermare vecchie glorie cancellate dal passato("Breve storia del Quarto Reich" o "Angelo, Guarda al Futuro").

Di elaborati sci-fi ce ne sono solamente tre/quattro ("La bottiglia azzurra", "Angelo, guarda al futuro", "Delitto senza castigo" e "Un pezzo di legno") e peraltro, seppur carini, tutt’altro che memorabili. Si segnala anche la presenza di un racconto horror ("Gioco d’ottobre") con un padre che, durante la festa di compleanno della figlia, allestisce un gioco decisamente inquietante  e crudele.

In definitiva, un’opera che tradisce le attese e che punta pochissimo sugli scenari visionari (fanno eccezione solo pochi racconti). Alla fine, visto l’autore, si resta delusi e con un discreto tasso di malinconia (non che questo sia un difetto).
 
28 Aprile 2005, 02:45:46Commento scritto da Longfang
Voto: 8.50
Una bellissima antologia, non prettamente fantascientifica, ma pur sempre piacevolissima. Alcuni dei racconti intrisi dalla vena nostalgica tipica di bradbury sono dei piccoli capolavori.
 
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