12 Giugno 2012, 15:06:58Commento scritto da marco.kapp
Voto: 6.50
Un romanzo abbastanza godibile, che sposta un po' verso il positivo la contrastante opinione che ho di questo autore, che alterna ottimi romanzi ad altri molto scarsi, soprattutto dal punto di vista della profondità psicologica dei personaggi.
 
06 Marzo 2012, 20:48:20Commento scritto da Notman
Voto: 7.00

Buon romanzo, bella l'idea senz'altro, la più grossa pecca rimane che da circa 3/4 di racconto gli eventi precipitano in velocità, rimanendo molto superficiali...peccato!
 
26 Settembre 2011, 18:42:59Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 7.00
Ho letto questo libro 7-8 anni fa, eppure il suo ricordo fa sempre capolino.
Non è certo un capolavoro della sf, non ha pretese... eppure mi ha coinvolto emotivamente, mi ha tenuto col fiato sospeso... un romanzo davvero godibile, piacevole... certamente sopra la media.
 
26 Giugno 2011, 21:37:35Commento scritto da brz57
Voto: 5.00
Leinster rimane per me un mistero...e' riuscito a darci un capolavoro come "Il  pianeta dimenticato" e solenni fregature; tra queste posso tranqulllamente includere anche questo romanzetto senza spessore ne' nella trama ne' nella costruzione dei personaggi umani o alieni che siano. E' posssibile che un unico scienziato scopra da solo con la sua intuizione tutti i sotterfugi degli alieni...?? Ci sono delle situazioni che fanno il paio (brutto) con l'astronave costruita in giardino di un'altra ciofeca del buon Murray (l'asteroide abbandonato)..l'unico dato positivo e' che si legge in un paio d'ore. Delusione.
 
22 Febbraio 2010, 23:49:16Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Murray Leinster riesce sempre a stupire ed a creare trame originali e ricche di spunti interessanti: non fa eccezione questo romanzo, assai dinamico, che riscrive e rielabora in chiave fantascientifica il tema dell'inganno, magistralmente espresso dalla celebre frase "Timeo Danaos et dona ferentis" che non a caso riecheggia il titolo del libro.
I Greks di Leinster si presentano ai terrestri come dei benefattori, che portano in dono altruisticamente doni e conoscenze tecnologiche inaudite, la cui applicazione affrancherà l'uomo dalla necessità di lavorare; ma anche loro, al pari dei loro quasi omonimi greci che fanno dono alla città di Troia del mitico "cavallo" per conquistarla con l'inganno, hanno qualcosa da nascondere e, sotto le intenzioni amichevoli, celano subdolamente delle insidie.
Il romanzo scorre agevolmente con un ottimo ritmo fino al finale che, ancorchè scontato, è curato assai meglio che in altre storie di Leinster; nonostante questo, tuttavia, non si riesce ad apprezzarlo sino in fondo a causa di numerose e fastidiose ripetizioni del medesimo concetto e di un tono moralistico di fondo che alla lunga risulta irritante.
Di contro va riconosciuto a Leinster di essere riuscito in pochissime pagine a costruire non solo una trama interessantissima, ma anche a presentarci l'ennesima genìa di creature ostili all'uomo, stavolta talmente subdole da concepire un piano di conquista pressochè perfetto, che mira a sfruttare e volgere a proprio favore tutti i principali difetti dell'umanità, dall'indolenza, alla superbia, passando per l'avidità e l'egoismo.
L'arma principale dei Greks, infatti, è la menzogna, utilizzata tanto per nascondere il loro vero scopo quanto per seminare la discordia tra i loro pochi oppositori e la stragrande maggioranza di uomini che li appoggiano e li vedono come benefattori. Semplicemente geniale poi è il modo in cui i Greks fanno passare i migliori scienziati terrestri per degli idioti, nascondendo la tecnologia dei loro apparati sotto una apparente e fittizia complessità, ottenuta aggiungendo ad ogni manufatto dei componenti perfettamente inutili e misteriosi.
Pur non essendo un capolavoro è un libro che resta impresso e che si ricorda anche dopo anni.
 
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