26 Dicembre 2012, 15:59:38Commento scritto da fieramosca
Voto: 9.00
Grande e bellisimo romanzo, ambientato in una città dalla cultura definita arretrata, ma che forse arretrata non è.
 
28 Settembre 2012, 19:36:30Commento scritto da mitd
Voto: 5.50
Probabilmente il testo più lento nell'intera produzione della Le Guin. Alla seconda pagina si sa già dove andrà a parare.  Certo, è tutto scritto molto bene, ma storia e personaggi sembrano uscire da un manualetto New Age. Le ultime due pagine hanno una qualche originalità, non abbastanza però da cancellare la sensazione di noia che ha accompagnato la lettura.

Un plauso alla copertina, che si segnala come l'immagine più fuorviante rispetto al contenuto nell'intera storia della fantascienza mondiale.
 
05 Luglio 2011, 21:58:45Commento scritto da Klaatu
Voto: 8.50
È il più recente libro del ciclo Hainita di Ursula K. Le Guin e quello che, a mio avviso, esplicita meglio il tipo di ambientazione in cui si muovono gli uomini e le donne dell’Ekumene e le finalità, le difficoltà e gli errori insiti nei contatti tra culture diverse, come quella di Aka priva apparentemente di una qualsiasi cultura scritta. Anche l’osservatore dell’Ekumene è però un diverso, come dimostra la sua storia personale, e quindi particolarmente motivato a voler capire una società a versi incomprensibile e che, soprattutto, sembra non essere più in grado di comunicare i suoi valori in quanto priva della memoria culturale collettiva. È solo con la possibilità, sorprendentemente concessa, di un viaggio conoscitivo fuori controllo politico che Sutty, l’inviata, riesce infine a conoscere ed amare gli aspetti più segreti della società di Aka, utilizzando uno strumento antico e semplice, la parola; parlare, raccontare e ascoltare è infatti l’unico modo per conoscersi, senza clamori, ma imparando la musica dolce della cultura che solo con la parola, parlata e scritta, può trasmettere i suoi valori.
Come in altri libri, della stessa autrice o di altri, è il viaggio quindi la parafrasi dell’apprendimento e della spiegazione finale; peccato che la piena autocoscienza e l’illuminazione conclusiva siano però tra le parti più deboli del libro e tali da impedire l’attribuzione di un voto ottimale. Del tutto fuorviante inoltre che la bella copertina (sembra di vedere un disegno di Moebius), sia rappresentativa di emozioni esattamente opposte alla sostanza del libro in cui non sono quasi mai predominanti né urla né grida di guerra, ma un parlare leggero come lo scorrere di un ruscello.
 
01 Settembre 2007, 21:50:15Commento scritto da caioiii
Voto: 2.00
il primo romanzo che ho abbandonato a metà. illeggibile.
 
22 Luglio 2007, 17:28:20Commento scritto da lolinhozzo
Voto: 3.50
La domanda è: "Ma perché?" Vale a dire: ma che senso ha questa roba?
Scrivete un romanzo, lo ambientate negli anni '30, o '50, o '60 in un paese del Sud del mondo in rapida industrializzazione e occidentalizzazione, con protagonista una antropologa inglese o americana che studia una minoranza etnica rurale ai margini di un processo di industrializzazione galoppante. Poi, cambiate tutti i nomi propri dei luoghi, dei costumi, delle persone, date loro una patina da romanzo fantasy e dite che gli antropologi provengono da un altro pianeta. Colorite il tutto con una morale terzomondista-pacifista-noglobalista ed eccovi servito il cocktail.
Ribadisco la domanda: a che pro questa patina fantasy pseudo-SF?
P.S.: totalmente fuorviante l'illustrazione di copertina, insensata la decisione di stravolgere il titolo originale - ma, ormai, trattandosi di Mondadori, non ci si fa più neanche caso...
:-\
 
12 Febbraio 2007, 13:00:46Commento scritto da georgeorr
Voto: 9.50
Quando ho letto questo libro pensavo che Ursula Le Guin avesse studiato antropologia, come me. Poi ho scoporto che era la figlia di uno dei maggiori antropologi del periodo, Alfred Kroeber (ecco spiegato il K del nome). Affascinante per le tematiche, il ritmo è il solito dei romanzi della Le Guin (che è la mia scrittrice preferita): calmo e erosivo, come l'acqua che corrode la pietra.
 
08 Febbraio 2007, 10:23:50Commento scritto da marsman60
Voto: 2.00
una delle cose piu' orrende ,insensate,stupide ,pallose................  che abbia mai letto(2 settimane per finirlo ho rischiato veramente di non finire di leggere un  libro per la prima volta nella mia vita )
il voto 2 e' perche' nonostante tutto non riesce a raggiungere "guida galattica per autostoppisti"(voto 1)
 
06 Luglio 2006, 00:01:10Commento scritto da Avatar
Voto: 6.00
Si può leggere ma non aspettatevi nulla di sconvolgente o meglio nulla di coinvolgente
 
27 Aprile 2006, 21:43:29Commento scritto da cat
Voto: 2.00
Qualce spunto da" sette anni in Tibet" e " cigni selvatici" . Il resto è di una banalità disarmante. Il 2 è regalato.
 
27 Aprile 2006, 11:56:33Commento scritto da Darkyo
Voto: 9.00
Mesto, dolce, sussurrato. Come una poesia.
 
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