31 Agosto 2013, 20:08:58Commento scritto da belvas
Voto: 7.00
Tipico romanzetto del periodo qualche buona idea di fondo, lo strapotere dei computer, temuto o venerato e il loro funzionamento con le valvole, all'epoca obsolete. Può essere interessante la lettura nell'ottica di cosa pensavano, speravano o temevano all'epoca, senza vederne gli aspetti profetici. Per il resto un discreto intreccio con colpo di scena finale, voto più che sufficiente in mezzo a tanto ciarpame.
 
26 Dicembre 2011, 11:42:33Commento scritto da Free Will
Voto: 5.50

Il secondo romanzo del ciclo dell'agente Earl Jazine della Polizia Cibernetica (dopo Urania 652 - La macchina televettrice), presenta le stesse caratteristiche e difetti del primo: si tratta di un poliziesco con poca fantascienza, scritto in stile di facile lettura, ma piuttosto scialbo. In questo caso la storia riguarda un complotto politico, ordito con l'ausilio di un computer, neppure troppo fantastico. Anche qui la tecnologia è arcaica e per nulla futuribile, dimostrando la scarsa immaginazione dell'autore che, piuttosto, rivela (come in tutti i suoi libri) una buona dose di maschilismo ed anche un pizzico di razzismo.
Purtroppo la traduzione è ancora affidata a Lella Cucchi, che scrive fastidiosamente senza conoscere la sintassi e, soprattutto, la grammatica italiana.
 
01 Agosto 2009, 05:30:49Commento scritto da crizzo
Voto: 6.50
Romanzo piacevole da leggere.
 
11 Marzo 2009, 21:46:23Commento scritto da Eremita
Voto: 6.50
Il sequel de "la macchina televettrice", come il primo capitolo, è un gran bel giallo a sfondo tecnologico. Stessi protagonisti del primo capitolo, in un nuovo avvincente a appassionante giallo d'azione. Fantascienza poca, a parte l'ambientazione tecno-informatica.
5 per la fantascienza, 7,5 per il giallo e la trama complicata e ben costruita.
 
08 Aprile 2008, 09:50:06Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 6.50
Divertente.
 
08 Aprile 2008, 09:38:14Commento scritto da SFK7
Voto: 7.00
Il mio primo UNC, vediamo, scelta del tutto casuale ma posso dire, a lettura avvenuta, fortunata.
Un bel libro, lettura piacevole e scorrevole con molta azione e senza cali di tensione.
Un po' fantagiallo, un po' fantapoliziesco e classico fantacolpo di scena finale!
Infine una nota per l'elemento a mio parere più affascinante dei volumetti più attempati: nel racconto la tecnologia e le varie macchine del futuro immaginate dall'autore risultano inevitabilmente legate al livello tecnologico di quel tempo; leggendo oggi quanto scritto allora si ha quindi quell'impressione di "sviluppo tecnologico arcaico" che, personalmente, rende ancora più attraente e piacevole il testo.
In conclusione sicuramente un buon libro per passare qualche ora di piacevole lettura.
 
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