28 Ottobre 2009, 19:34:35Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Antologia molto gradevole e interessante che propone una serie di racconti in grado di colpire l'attenzione e di rimanere impressi nella memoria delle lettore.
Apre le danze un certo Gerald Marcus Glaskin con il suo sconvolgente "Beati i mansueti", cui Thole dedica una delle copertine più raccapriccianti della sua produzione, e che, pur essendo l'unico racconto a sua firma mai apparso nelle pagine della collana, è una storia che difficilmente si riesce a dimenticare, per la sua crudezza e per il senso di minaccia che riesce ad evocare. Nonostante sia costruito come una sorta di cronaca sull'ennesima "catastrofe" fantascientifica e nonostante l'elemento scatenante di questa tragedia sia rappresentato da una delle creature meno sospettabili del creato, la storia riesce a trasmettere un messaggio di orribile, lasciando il lettore con la sensazione che il mondo sia stato sporcato in modo definitivo e che non sarà mai più come prima.
Il racconto successivo è, a mio avviso, il migliore dell'antologia; pur senza avere la carica profetica del racconto di Glaskin, questo "Niente dalla Luna" di Paul Ernst, ha il merito di tenerti incollato alla lettura e di presentare una storia inquietante, con una delle più bizzarre e mostruose creature che la fantascienza ricordi. Il senso di solitudine del protagonista, l'oscura minaccia che grava sulla base lunare, l'ottima descrizione del paesagio lunare e la rassegnazione con cui egli prende la sorprendente decisione finale sono tutti elementi che fanno di questo brevissimo racconto una vera perla.
Nel racconto successivo "L'isola delle tartarughe", Sterling Edmund Lanier ci ripropone il suo famoso "brigadiere" Ffellowes, narratore fantastico e avventuroso che intrattiene i suoi ospiti con la storia di un'isola molto particolare, i cui indigeni convivono con ibridi da incubo e praticano un culto abominevole.
Gli ultimi due racconti, nonostante siano firmati dai due nomi più illustri della raccolta e cioè Thomas Michael Disch e Dean Ray Koontz, sono paradossalmente i due che contribuiscono maggiormente a penalizzare la valutazione dell'antologia. Il primo, con il suo "Nada" ci presenta una storia confusa e quasi per nulla esaltante, mentre il secondo, con il suo "Il mistero della sua carne", ci dimostra come anche un grande autore, alle volte, riesca a perdersi strada facendo ed a creare un racconto senza capo nè coda che regala una emozione solo quando la lettura finalmente termina. Il racconto contiene in embrione alcuen idee che poi si ritroveranno in "Phantoms!", ma senza essere assolutamente all'altezza di quel capolavoro.
 
09 Marzo 2009, 16:47:06Commento scritto da Giurista81
Voto: 6.50
Antologia più horror che sci-fi caratterizzata da alcune storie davvero interessanti.

A regalarcele sono due maestri del genere come Dean R. Koontz e Paul Ernst. Il primo propone una storia (intitolata "Il mistero della sua carne") "cronemberghiana" che ruota attorno alle mutazioni della carne e presenta contenuti simbolici connessi alla religione cristiana. Più in particolare vede le gesta di un medico che rapisce un androide dotato di potere straordinari ( resuscita i morti, guarisce da mali incurabili). I militari, però, vogliono distruggere la creatura in quanto ritenuta nociva per una società che conta una popolazione assai sovraffollata. I due, braccati dalle forze del governo, si troveranno costretti a rifugiarsi tra le nevi dell’Alaska. L’obiettivo del medico è permettere all’androide di raggiungere il massimo stadio evolutivo in modo da poter vincere la morte; per raggiungere tale risultato, però, sarà necessario un ingente quantitativo di carne. Questa la trama per un racconto che snocciola varie trovate interessanti (tra esse si segnala il trasporto aereo con le persone che vengono espulse nell’etere, senza costringere gli aeroplani a fare scalo, e poi fatte calare con l’ausilio di un raggio particolare) e tocca tematiche che saranno riprese da Cronenberg e recentemente dal film "Slither" (vedi le mutazioni del protagonista e la genesi delle altre creature a esso legate intellettualmente).

Paul Ernst, invece, regala con il suo "Niente dalla Luna" dei momenti di pura tensione con un soggetto fanta-horror che strizza l’occhiolino al famoso "La cosa maledetta" di Ambrose Bierce. Ci troviamo in una base lunare su cui precipita dallo spazio una bizzarra sfera. L’unico uomo presente nella base, per vincere la noia, decide di portare l’oggetto nei laboratori per poterlo analizzare. Un attimo di distrazione, però, è sufficiente per gettare nello sconforto lo scienziato. La sfera, infatti, si spacca liberando qualcosa di misterioso. Ha così inizio uno scontro tra l’uomo e una creatura invisibile che metterà sotto assedio la base.

Gli altri tre racconti presenti nell’antologia sono inferiori ai due sopraelencati, ma presentano delle peculiarità alquanto bizzarre. Sotto questo punto di vista non si può non citare "Beati i mansueti" di G.M. Glaskin – autore praticamente sconosciuto, che al di là dell’opera in questione non ha pubblicato altro in Italia. In questo racconto (che pare aver ispirato la pellicola "Black Sheep"), infatti, si assiste a delle descrizioni di indubbio effetto che vedono in azione delle pecore smilze diventate improvvisamente cannibali e poi così carnivore da rendere necessaria l’evacuazione dell’intera Australia (!?). In sostanza un racconto apocalittico come dimostra la copertina del libro, curata dall’olandese Karel Thole, dedicata proprio a questo elaborato.

Ancora horror nel racconto di Sterling Lanier (autore che conta molte pubblicazioni nella collana Urania, compresa un’intera antologia a suo nome) con una storia ("L’Isola delle tartarughe") contaminata da venature avventurose, in cui un militare si trova costretto a fronteggiare degli indigeni mutanti di un’isola del pacifico. A caratterizzare il racconto di Lanier sono le gustose descrizioni di una foresta avvolta da vapori sulfurei e da nebbie, con foibe da cui emergono esseri mostruosi.

Chiude l’antologia il racconto "Nada" di Thomas Disch, altra vecchia conoscenza per gli amanti della collana Urania, che propone l’opera meno interessante del lotto e più tipicamente fantascientifica in cui una maestra scoprirà qualcosa di sconcertante sulla natura di una sua allieva.


In definitiva un’antologia con cui passare qualche ora di svago grazie a racconti nel complesso più che sufficienti.
 
07 Febbraio 2009, 07:07:47Commento scritto da Eremita
Voto: 7.00
Raccolta di racconti, alcuni dei quali davvero originali.
Nulla di stratosferico, ma di piacevole e facile lettura.
 
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