28 Dicembre 2012, 12:32:10Commento scritto da and
Voto: 7.50
Bella l'idea e ovviamente, trattandosi di Simak, lo svolgimento.
Peccato per la scelta dell'autore di soffermarsi troppo sulla questione politica, tralasciando approfondimenti sulla biologia degli alieni che sarebbero potuti essere veramente interessanti.
Anche la soluzione all'invasione mi pare un po' forzata.
Detto questo rimane un titolo secondo me da leggere assolutamente, da questo grande maestro di ironia che è Clifford Simak.
 
24 Gennaio 2012, 12:43:04Commento scritto da Roger Wilco
Voto: 5.50

Onestamente sono rimasto un po deluso.
Si poteva fare sicuramente di più.
Il romanzo è piacevole e molto scorrevole, l'idea di base è molto interessante ma poi viene sviluppata quasi esclusivamente sull'aspetto politico lasciando poco più che abbozzati gli approfondimenti riguardo i viaggi temporali nonchè degli alieni. Insomma la vicenda dell'intera storia sembra quasi che inizia dal nulla e nello stesso modo finisce, è difficile immedesimarsi, ho avuto la costante sensazione di essere esterno al tutto, un po come gli stessi protagonisti del romanzo: si dannano per trovare soluzioni al problema sia dal punto di vista pratico che politico, ma alla fine i mostri così come sono venuti se ne vanno, praticamente da soli e tutto finisce così in una bolla di sapone. Sembra quasi troncato a metà, non si sa di fatto che fine fanno le persone del futuro e soprattutto non c'è il minimo accenno alle ovvie ripercussione sulla realtà presente che l'intera vicenda alla fine ha avuto sulla società, politica e tecnologia. I tunnel temporali poi sono stati costruiti si o no? a quali costi economici e sociali? chi li ha usati e chi no? da li in poi che piega a preso il corso di quella realtà? Tutte domande risposte solo parzialmente.
Ho notato anche alcune incongruenze pratiche, come ad esempio alla fine quando il fotografo effettua uno scatto ad un mostro e sulla pellicola appaiono i dinosauri...irrealistico, è logicamente impossibile: a spostarsi nel tempo è solo il mostro, non la fotocamera quindi è a dir poco ingenuo pretendere che lo scatto riprenda una realtà temporalmente diversa da quella in cui si trova la fotocamera.
Peccato, inizialmente aveva suscitato in me molto interesse a buone aspettative. Alla fine ne sono rimasto molto deluso.
 
15 Febbraio 2009, 10:55:30Commento scritto da Eremita
Voto: 7.50
Bel racconto...
Storia originale, svolgimento con minime pecche negli approfondimenti...
Bei personaggi, "nemici" per niente banali, anche come "psicologia"; scorrevolissimo.
Anche a lieto fine!
 
04 Settembre 2008, 17:21:10Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Il tema dei viaggi nel tempo, tanto caro a Simak, fa da sfondo ad una storia interessante e assai originale. Già dalla prima pagina la realtà come la conosciamo si incrina di colpo e da un varco aperto nel più sfuggente degli elementi (il tempo) inizia ad uscire gente. Si tratta dei nostri futuri eredi, degli uomini che verranno dopo di noi 500 anni avanti nel futuro che, pacificamente, fuggono nel passato per chiedere il nostro aiuto. La storia che raccontano è incredibile e, alla loro descrizione sull'utopico mondo futuro gli uomini del presente rispondono con diffidenza e scetticismo, dubbiosi e chiusi nel loro piccolo mondo quotidiano il cui equilibrio rischia di essere compromesso dagli scomodi "ospiti".
Simak, benchè il tono del romanzo si mantenga sempre leggero, è un maestro nello sviscerare le nevrosi dell'uomo moderno e le "miopie" del mondo capitalistico, apparentemente incapace di conciliare i propri interessi con le esigenze concrete che vengono poste dal dramma in atto.
Ma ciò da cui gli uomini del futuro sfuggono non è qualcosa di umano, è un nemico ben più terribile dell'utopia comunista o della rinuncia alla religione: si tratta di orrendi mostri micidiali, feroci all'inverosimile e apparentemente invincibili. Ed è proprio grazie alla loro comparsa attraverso uno dei varchi che finalmente si rompono gli indugi e viene dato credito ai profughi del futuro.
Il romanzo risulta piacevole e scorrevole, con una buona dose di velata ironia "alla Simak" contro il mondo contemporaneo: anche qui come in altri romanzi (Mastodonia, ad es.), la preistoria della Terra viene vista come la meta ideale per "ricominciare" a ricostruire.
Molto interessante, al proposito, la spiegazione che viene data della tecnica dei viaggi nel tempo che, grazie all'introduzione del concetto di "diverso piano temporale", elimina il "fastidioso" problema filosofico dei paradossi, che spesso si accompagna al tema dei viaggi temporali.
Unica pecca del libro è la trovata finale, plausibile ma assai banale, che consente agli uomini di "liberarsi" dei mostri e di poter affrontare con rinnovato vigore il problema dei profughi.
Non è un capolavoro, ma si può leggere
 
03 Aprile 2006, 19:46:06Commento scritto da npano
Voto: 6.50
Il romanzo è breve e piacevole, si legge in un soffio. La storia è interessante e non banale.
A mio  parere poteva essere sviluppata in modo più ampio con meno politica, più azione ed uno sviluppo temporale maggiore.
Bello ma forse si poteva fare di più.
 
Utenti cui piace il libro
Soci della Tana del Trifide:

Vedi il profilo utente, gispace
Utenti cui non piace il libro