21 Maggio 2015, 16:37:33Commento scritto da massimo
Voto: 7.00
 
24 Marzo 2012, 20:48:27Commento scritto da wawawa
Voto: 7.00
Trama si quasi assente ma il viaggio a ritroso nel tempo ancestrale del protagonista ti lascia incollato alle pagine, finale inesistente.
 
23 Settembre 2011, 11:36:58Commento scritto da belvas
Voto: 4.50
Proprio non sono riuscito a "mandarlo giù". Questo nonstante apprezzi gli autori anglosassoni, coccodrilli di 50 metri uomini che vivono a cinquanta gradi, bah.
D'accordo la fantascienza, ma quando si prendono quese cantonate sui dettagli e sullo sfondo, che il quid della fantascienza, della storia è giusto farle notare.
Per quanto riguarda i caratteri francamente non ho trovato nulla di eccezionale, ne traccia di psicologia raffinata, insolita o altro, contrariamente a cio che viene riportato nel manifesto dello spazio interno.
Nel passato si diceva "non ti curar di loro ma guarda e passa" io passo ed anche in fretta
 
19 Luglio 2011, 10:51:27Commento scritto da PabloE
Voto: 5.00

Sarà colpa della traduzione, ma non ho visto tutto questo popò di stile letterario promesso a destra e a manca, anzi.

Ritmo assente, trama piatta, descrizioni futili a non finire, sonno indotto.

L'idea (riscaldamento globale nel '62, wow!) e il regresso psicologico al Triassico sono davvero affascinanti e questo mi fa essere ancor più deluso dallo svolgimento inconsistente del romanzo. Anche se Ballard avesse voluto ridurre il ritmo per permettere un'immersione più profonda nel mondo paludoso e nell'alterazione della psiche dei personaggi, così è troppo, troppo lento.

Già da un quarto di libro in poi ho cominciato a pensare che forse sarebbe stato meglio sotto forma di racconto, alla fine sono CONVINTO di questo.
 
05 Luglio 2011, 21:51:53Commento scritto da Klaatu
Voto: 8.50
Quando lessi questo romanzo di Ballard era il tempo della contrapposizione tra i fautori della FS dello spazio interno (per lo più autori inglesi, tra cui lui) e la FS dello spazio esterno, quella cioè tradizionalmente esterna alla Terra, su scenari di lontani futuri o di mondi alternativi, priva quindi di quella introspezione ed analisi degli sconvolgimenti che si ingenerano all’interno dell’animo umano quando si trovi di fronte a problematiche inaspettate o a sviluppi inattesi della propria vita o del proprio mondo. Oggi, a dibattito ormai superato, mi è piaciuto rileggere senza pregiudizi quello che considero il migliore dei romanzi di Ballard, ricordarne il suo autore e ricordarne le sensazioni.
Ancora adesso considero questo come il libro dello smarrimento (in questo caso provocato dall’insorgere incomprensibile di una catastrofe globale e senza via di scampo), quella particolare sensazione personale in cui non si capisce ciò che ci sta accadendo, il perché, il come e soprattutto a che scopo. Le motivazioni esatte di questo stato d’animo son spesso sconosciute (così come nel libro il perché della catastrofe è lasciato nel vago), ed anche la reazione di chi la vuole a tutti i costi evitare (anche con la forza), è appena accennata e chiaramente destinata alla sconfitta. Non c’è salvezza per sè come per l’uomo sapiens, le cui glorie vengono via via inghiottite dalle acque; un mondo diverso comincia a vivere senza di lui, occorre solo decidere se tentare o no di farne parte. L’unica via di uscita è dunque  l’accettazione senza condizioni della nuova realtà; non si può infatti partire per una spedizione di soccorso o salvataggio, non c’è nessuna arma che sia possibile usare per vincere; l’unica arma disponibile è l’uomo e il suo volersi rimettere in gioco; se dovesse sopravvivere farà parte del nuovo mondo, in caso contrario ne sarà espunto senza rimpianti.
 
23 Dicembre 2009, 20:27:21Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
La prosa di Ballard ci guida sapientemente alla scoperta di un nuova dimensione di esistenza. La catastrofe che ha colpito la terra e l'ha resa una sconfinata serie di paludi assolate e di foreste pluviali è solo il pretesto per un libro che tenta di scavare a fondo nella psiche umana e di indagare sull'esistenza prima della nascita quando il feto nuota nel liquido amniotico nell'abbraccio del grembo materno allo stesso modo in cui le prime forme di vita nuotavano nelle paludi preistoriche. I protagonisti del romanzo si dividono in due categorie: quelli che vogliono sopravvivere, lottano contro la catastrofe e tentano di ricostituire una qualche forma di civiltà e quelli che, invece, sentono nascere dentro di se il richiamo della palude, dell'acqua calda che li abbraccia e li protegge e che, attraverso il ricordo ancestrale della memoria di razza, li guida verso il sole vivo e pulsante del sud del mondo in una sorta di corsa folle verso un simbolico ricongiungimento con il grembo materno, ma, più verosimilmente, verso l'autodistruzione. Un libro difficile ed insolito, ma anche affascinante.
 
26 Aprile 2009, 14:41:34Commento scritto da Eremita
Voto: 6.00
Più metafisico che fantascientifico
Un po' troppo prolisso nelle descrizioni di luoghi e situazioni e poca azione rispetto ad un'idea che poteva anche essere buona ma decisamente troppo "tirata". Personaggi non male. Fosse stato o più breve o più "d'azione" l'avrei preferito, così mi è piaciuto poco.
 
26 Aprile 2009, 14:31:54Commento scritto da bibliotecario
Voto: 7.00
Romanzo catastrafico facente parte di una famosissima serie, ma ben diverso dal capostipite della quadrilogia, Vento dal nulla. In questo romanzo l'aumento eccezionale della temperatura ha fatto si che lo scioglimento dei chiacciai di tutto il pianeta innalzasse così tanto il livello degli oceani che praticamente tutto il globo ne rimane sommerso. Ma all'autore non preme tanto descrivere la catastrofe in se, quanto lo stato interiore, allucinato, dei personaggi che specularmente riflette l'allucinante mondo esterno. Di conseguenza la storia non è ricca di azione ma di esplorazione della psicologia interiore dei personaggi ed è sorretto da descrizioni del paesaggio scritte con un stile impareggiabili, vero punto di forza del romanzo.
 
08 Marzo 2009, 17:59:40Commento scritto da Giurista81
Voto: 6.50
Opera non indicata a chi cerchi il mero intrattenimento. Ballard, infatti – come suo solito - intesse un soggetto metaforico (il mare come memoria del pianeta, l’acqua come sangue organico portatore di ossigeno al cervello, il sole come impulso che richiama gli uomini allo stato originario da cui erano partiti, liberi da preconcetti e da vincoli) infarcito di passaggi scenografici prodigiosi per la loro poetica decadente. Sotto quest’ultimo punto di vista, memorabili e avveniristiche (per la predizione relativa al costante surriscaldamento della Terra, con relativo scioglimento dei ghiacciai) le molteplici descrizioni di una Londra sommersa da paludi infernali (le temperature superano i 50 gradi) e regredita, per le particolari radiazioni solari, a uno stato preistorico (i rettili sono tornati i padroni incontrastati delle giungle tropicali che avvolgono gli edifici in rovina).

Interessante il continuo riferimento alle paure "genetiche" di cui l’uomo e le altre creature sembrano essere, inconsciamente, portatrici dall’alba dei tempi (vedi il terrore per i rettili).

Il difetto del romanzo è da individuare nel ritmo con cui si succedono i fatti. Ballard, infatti, cadenza il tutto in modo molto lento e, in taluni punti, pesante. Consiglio comunque la lettura. Voto: 6.5

 
20 Maggio 2007, 20:19:22Commento scritto da grifone58
Voto: 6.50
Classico romanzo catastrofico di Ballard, certamente non il migliore, comunque da leggere
 
17 Aprile 2006, 15:32:39Commento scritto da cat
Voto: 6.50
Classica storia catastrofica di Ballard. Si può dare 5 come 8, dipende dai gusti.
La descrizione di ambiente è bella ed originale. La trama è priva di senso. ???
 
08 Giugno 2005, 10:30:38Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 7.50
Gioiello di Ballard. Nient'altro da aggiungere, se non che in "Terra bruciata" e, soprattutto, "Foresta di cristallo" farà ancora meglio. Magari chi non ama i suoi (psico)scenari la penserà diversamente da me.
 
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