12 Maggio 2017, 13:05:16Commento scritto da astrologo
Voto: 7.00
Un antologia particolare piena di bei racconti. Spetta su tutti quello di Silveberg, perché oltre ad essere il più complesso è anche il meglio deinito. Passabili gli altri.
 
02 Marzo 2014, 22:38:41Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Una bella antologia anche se tutti i racconti sono incentrati sul pessimismo più cupo, senza alcuna ombra di luce, come del resto suggerito dalla bellissima copertina di Thole che turba i miei sogni sin dall'infanzia.
Il futuro della città è nero per tutti gli autori qui raccolti e, ad essere sinceri, non avrebbe guastato un raccontino per spezzare l'atmosfera, come una storia ironica alla Sheckley oppure pervasa da un sottofondo di ottimismo alla Clarke, ma tant'è.
I racconti sono tutti di ottima fattura, con pochissime eccezioni, ma su tutti mi sento di menzionare:
- "Ore straordinarie", anche se con ben poca fantascienza, molto ben scritto ed angosciante nel descrivere una situazione che ha del surreale e del grottesco.
- "Contravvenzione", rapido e imprevedibile come una fucilata a sorpresa, uno dei migliori racconti dell'antologia.
- "L'appartamento", di una tristezza senza limiti come "X Agosto" del Pascoli, a mio avviso il miglior racconto tra quelli proposti.
- "Il burocrate", curioso, insolito ed avventuroso, ti lascia un senso di insoddisfazione per il finale e con un ventaglio di ipotesi praticamente infinite su ipotetici finali alternativi nel caso in cui il protagonista si fosse comportato diversamente di fronte alla sua scelta.
- "Chicago", che ricorda vagamente l'utopia di Simak di "Anni senza fine"; anche qui la tristezza la fa da padrona, ma almeno, nonostante il dramma del robotico protagonista, all'umanità è concesso di sperare in un futuro migliore.
- "480, secondi" e "Nova" che condividono il senso di una vana agonia che si protrae fino all'inevitabile conclusione; molto bello e poetico il primo, più crudo e drammatico il secondo.
Se queste sono le città che ci aspettano preferisco non vederle mai

Di seguito i voti dei singoli racconti
- Turisti - 6,5
- Il trasgressore - 6,5
- Ore straordinarie - 7
- Contravvenzione - 8,5
- Il regista - 5,5
- Undercity - 5
- L'appartamento - 9
- I guastatori - 6
- Il burocrate - 7,5
- Lui - 5
- Chicago - 8
- Fame - 6
- 480 secondi - 8
- Nova - 7,5
 
07 Aprile 2010, 19:58:31Commento scritto da Giurista81
Voto: 6.00
Ennesima antologia sci-fi curata da Roger Elwood e uscita per la collana Urania nel lontano 1974. Come si evince dal titolo, Elwood propone un lotto di racconti aventi come anello di congiunzione l’ambientazione urbana. Si tratta di storie tra loro molto omogenee, sia dal punto di vista qualitativo che contenutistico. Tutti i quattordici racconti sono caratterizzati da una visione pessimistica del prossimo futuro e rappresentano l’uomo nell’immagine di una creatura assuefatta alle macchine (sia robot che software) e a un inquinamento dilagante. Tra gli autori scelti, ritroviamo alcuni maestri del genere quali Ben Bova e Robert Silverberg, oltre alla prefazione firmata da C.D.Simak e alla postfazione affidata a Frederick Pohl.  Dopo queste premesse di carattere generale, scendiamo nel merito del testo. Difficile individuare dei racconti da ritenere superiori agli altri; sia chiaro, non si tratta di un antologia composta da capolavori, tuttavia non v’è dubbio che sia un lotto degno di rispetto. Il mio preferito è "Il burocrate" di Silverberg, un’autentica critica alla dipendenza dai programmi informatici. Silverberg immagina un mondo in cui le città si estendano a perdita d’occhio, seppur divise da una serie interminabile di quartieri ognuno indipendente dagli altri e governato da elaboratori informatici. Il furto del programma di uno di questi elaboratori rischia di generare il collasso del distretto del protagonista, costretto a recarsi di quartiere in quartiere alla ricerca del ladro. Si passa invece a un testo apocalittico con "480 secondi" di Harlan Ellison. Qui siamo alle prese con un corpo celeste delle dimensioni di Giove prossimo a schiantarsi sul sole. Gli scienziati ipotizzano, come conseguenza, un’ondata di radiazioni che investiranno la Terra polverizzandola nel giro di 8 minuti. Viene così deciso di "sparare" nello spazio città intere. Resterà solo un poeta, col compito di raccontare via radio a chi è fuggito gli ultimi attimi di vita del pianeta. Collegati al tema affrontato da Ellison, ma meno qualitativi, sono le proposte di Allen de Ford e Ray Russell. Il primo immagina, con "Nova", una comunità di uomini in attesa dell’esplosione del sole, mentre nel secondo, "Fame", gli scarafaggi rimpiangono l’assenza del vecchio dominatore del loro mondo, cioè l’uomo ormai estinto. Corposo è il gruppo di testi in cui si rappresentano poliziotti o sistemi legislativi che fanno della repressione la medicina per i trasgressori dei precetti giuridici. Si va dagli espliciti "Contravvenzione" di William F. Nolan - in cui un ragazzo passato col rosso viene sanzionato da un agente - e "Il Trasgressore" di Andrew Offutt - in cui un conducente di un veicolo interdetto alla circolazione causa una rivolta sociale – ai più impliciti "Undercity" di Dean Koontz e "I Guastatori" di George Zebrowski. Nel primo un mafioso, per continuare a stare fuori dalla legge, si ingegna per realizzare quelle poche attività ancora illecite (e che, per assurdo, un tempo erano lecite); nel secondo, un gruppo di sabotatori, banditi dalla legge, distruggono le auto che emettono gas inquinanti.  Di pregevole fattura sono i bizzarri "Il regista" di Barry Malzberg e "Chicago" per la firma di T.F. Monteleone. Malzberg propone un racconto irriverente e coraggioso. L’autore, infatti, riporta in scena, in chiave metaforica, l’assassinio di J.F.Kennedy, accusando implicitamente il governo di aver messo lo zampino dietro al delitto. Protagonista è un regista che vuole girare un film dove un suo attore deve essere assassinato da un cecchino. A morire, però, è lo stesso regista ucciso da un killer assoldato dai produttori del film.  Più convenzionale ma comunque graffiante è "Chicago", con un robot curioso che disubbidisce agli ordini impartiti dal "solito" elaboratore che controlla l’intera città e scopre delle creature conservate in delle celle frigorifere. Gli esseri sono degli uomini, creature ormai regredite all’era della pietra e confinate fuori dalla città in delle lande desolate. Il robot, dopo aver compiuto delle ricerche e scoperto la storia dell’uomo, sfugge al controllo dell’elaboratore e cerca di mettersi in contatto con gli uomini del suo tempo, per condurli in città e riprendere possesso di ciò che un tempo era loro. Gli uomini però lo assaltano e lo distruggono.  Più fiacchi gli altri quattro racconti, a eccezione de "L’Appartamento" (per la firma di H. e A. Bilker), incentrato sulla critica della burocrazia e delle prassi amministrative, e forse di "Turisti" di Ben Bova, con una New York del futuro aperta al pubblico solo nel periodo estivo.

Nel complesso un’antologia di facile lettura, da cui trarre più di una buona ispirazione. Presenti, come già ricordato, alcuni momenti ironici e graffianti. Voto: 6+
 
09 Marzo 2009, 19:22:09Commento scritto da Eremita
Voto: 7.50
bella antologia di racconti.
stili vari e situazioni molto diverse, ma racconti piacevoli!
 
04 Maggio 2008, 12:26:10Commento scritto da lonewalker
Voto: 7.00
Discreta raccolta a tema. Nulla di eccezionale ma intrigante in certi racconti. Elwood è bravo nel curare le antologie con un filo conduttore comune. Più che sufficiente.
 
04 Maggio 2008, 10:06:58Commento scritto da grifone58
Voto: 7.50
Ottima antologia, indimenticanile il racconto "Contravvenzione"
 
21 Agosto 2005, 12:00:13Commento scritto da odysseios
Voto: 7.00
ok
 
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