09 Settembre 2010, 07:54:04Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.00
Questo è un romanzo letto in gioventù di cui serbavo un buon ricordo e che forse non avrei dovuto rileggere.
Nonostante l'eccellente spunto iniziale, infatti, la storia si perde strada facendo presentandoci eroi scialbi e situazioni poco avvincenti, fino ad arrivare ad un finale scontatissimo.
La catastrofe descrittaci da Pedler e Davis è tutta completamente tecnologica, è interamente attribuibile all'uomo (salvo qualche elemento introdotto dalla casualità) ed ha il pregio non solo dell'originalità, ma anche di un effetto distruttivo così spaventoso da far impallidire qualsiasi terremoto, inondazione o tempesta che la fantascienza sia riuscita mai a proporre.
E' difficile infatti riuscire ad immaginare qualcosa di più devastante e definitivo per l'attuale civiltà umana di un generale cedimento delle materie plastiche: basta guardarsi attorno per pochi secondi, immaginare che tutti gli oggetti in plastica che ci circondano spariscano per avere solo una pallida idea della portata di questa idea e per sentire immediatamente un brivido lungo la schiena.
Eppure, nonostante questo colossale spunto, il romanzo è assolutamente piccolo piccolo ed inadeguato all'idea iniziale: la "mutante 51", infatti, si limita a portare un po' di caos nel centro di Londra e, alla fine della battaglia, il suo effetto non sarà nulla di più di quello che potrebbe provocare un terremoto neanche tanto forte oppure un piccolo tornado.
I personaggi sono un po' stereotipati: lo scienziato che sperimenta nel proprio appartamento, il magante della finanza che pensa solo al suo profitto, la moglie trascurata, l'eroe che risolve tutto vedendo quello che gli scienziati non riescono a vedere, appartengono assolutamente al mondo delle idee platoniche e mancano, a mio avviso, di quello spessore che sarebbe riuscito a rendere la storia più interessante e credibile.
Tutto sommato un romanzo deludente, soprattutto, ripeto, per i tremendi sviluppi che lo spunto iniziale riesce a suggerire e che non vengono assolutamente sviluppati. L'idea iniziale, alla fine, è l'unico fattore che mi fa propendere per una piena sufficienza.
 
07 Maggio 2009, 13:45:35Commento scritto da grifone58
Voto: 7.50
Ottimo spunto per un romanzo catastrofico... fa meditare sul cosa potrebbe veramente accadere se si dovesse rinunciare alle materie plastiche
 
28 Dicembre 2007, 09:14:35Commento scritto da Darkyo
Voto: 7.00
Fantascienza catastrofica con uno spunto originalissimo e interessante: Un mondo senza plastica? Sembra un'idea balzana, ma, leggendo le disaventure dei cittadini della City di Londra assediata dalla lebbra antiplastica (finalmente un titolo italiano migliore di quello originale!), il quotidiano distorto dona al romanzo una componente orrorifica che rende la lettura avvincente.
 
Utenti cui piace il libro
Soci della Tana del Trifide:

Vedi il profilo utente
Utenti cui non piace il libro
tehom