20 Dicembre 2013, 11:26:43Commento scritto da zecca_2000
Voto: 6.00
Ennesima avventura di Anita Blake.
Eccessive le divagazioni.... ogni volta un semplice colloquio dure ore e finisce in massacri.
Tuttavia, leggibile e leggero. Sufficiente
 
02 Luglio 2013, 11:37:12Commento scritto da Grianne
Voto: 6.50
TRAUMI INFANTILI
Penso che arrivati all'ottava puntata della saga di Anita Blake sia doveroso soffermarsi un attimo sui traumi infantili della Hamilton.
Perchè un conto è proiettarsi un po' nei propri personaggi, per esorcizzare qualche paura o prendersi qualche soddisfazione...ma qui pare sempre più evidente che i libri sono costruiti, e ruotano completamente attorno a una manciata di concetti banali e non escono da lì, creando come base della storia le paranoie dell'autrice.

1_Anita è bassa: tutti la prendono in giro, la sottovalutano, cercano di metterle i piedi in testa perchè è bassa. Abbiamo capito! La scarsa altezza è sicuro un elemento che caratterizza il personaggio, ma farne uno dei pilastri della narrazione mi pare un po' eccessivo.

2_Anita è una donna: tutti la prendono in giro, la sottovalutano, cercano di metterle i piedi in testa perchè è una donna. Quella del maschio bastardo, arrogante e maschilista è un altro grosso pilastro sul quale si appoggia tutta la saga. Quelli che non la deridono la vogliono portare a letto (ma il sesso merita un discorso a parte, quindi per ora sorvolo). Il femminismo eccessivo e, a mio avviso, ridicolo, che permea ogni pagina è veramente nauseante e fa l'effetto contrario: anzichè dimostrare la forza di Anita come donna, la ridicolizza.

3_Le Nike: spero che la Nike paghi profumatamente la Hamilton per scrivere "Nike" una pagina sì e l'altra pure.

4_Le armi: abbiamo capito che Anita ama le armi, che è coraggiosa, che porta la fondina ascellare anche quando fa la doccia, e che metterla sopra la canottiera irrita la pelle...wow. La prima volta, anche qui, aiuta a farci immaginare il personaggio, ma dopo un po' questa mania di dover ripetere particolari (sempre quelli!!!!!!) all'infinito mi fa credere che o la Hamilton pensa che siamo noi i rincoglioniti, o è lei che ha qualche problema a trovare qualcosa di nuovo da dire, ed essendo lei la scrittrice, il problema è bello grosso.

5_Il sesso: e qui possiamo scriverci un poema. Ho l'impressione che l'approccio dell'autrice a questo argomento sia un tantino "poco sano". E non mi riferisco al sesso con vampiri o licantropi, che in qualche punto è anche inquietante, questo ci sta, perchè il libro parla appunto di vampiri e licantropi no?
Ma io dico...possibile che OGNI PERSONAGGIO MASCHILE CHE NON MUORE NEL GIRO DI 5 PAGINE VADA A LETTO CON LEI IN QUALCHE MODO? Proviamo a fare un elenco: ovviamente Jean-Claude e Richard...poi abbiamo Jason, Damian, Asher (con lui ha avuto un amplesso mentale, niente meno! Sigh), Nathaniel, Zane, Gabriel...e così su due piedi non me ne vengono in mente altri ma penso sia sufficiente a esprimere il concetto. Ma Anita com'è? Pudica ovviamente. Eh, certo, per farla andare a letto con quasi tutti i personaggi maschili della saga, ma senza farla uscire come una ninfomane psicopatica, la Hamilton ha scelto di farla possedere da una ninfomane psicopatica, così non è colpa sua; e povera Anita, è costretta ad evocare Raina a volte, perchè col sesso riesce a evocare i suoi poteri di guaritrice. Ridicolo. Ma non ridicola l'idea in sè, quanto ridicolo questo mono-tema. Il potere di Anita viene dai non morti, quindi in teoria non c'entra niente col sesso, ma (che sfiga) il potere del triunvirato deriva dal sesso, il potere di guarigione deriva da Raina che lo evoca tramite il sesso, i leopardi mannari prima avevano come capo un altro ninfomane psicopatico e quindi sono ossessionati da sesso...ma qualche variazione sul tema? Pare di no. Ah poi certo, il potere di Jean-Claude si basa sul sesso, perchè se ne nutre. Ovviamente Asher centinaia di anni prima andava a letto con Jean-Claude, che divide i pensieri con Anita e quindi anche lei vuole andare a letto con lui. E Damian? Ovvio anche lui aveva una Master prima, ed era il suo schiavo sessuale (olè), quindi anche lui sta sulla stessa barca degli altri.
Concludendo poi che Anita è sempre dominante, in tutte le situazione, ogni volta che viene a contatto col sesso, lei ne ha il perfetto controllo. E questa non è paranoia?

6_Il potere di Anita: una cosa che definirla ridicola è poco. Ad ogni nuovo libro Anita acquisisce poteri poteri poteri...sempre di più, sempre diversi, sempre più grandi. E come fa? Eh, e chi lo sa? Semplicemente prova a fare cose assurde e funzionano tutte. Ma lei rimane sempre dell'idea che non vuole imparare la magia eh, chiaro. Non c'è crescita del personaggio in senso "magico", Anita non fa nessun percorso sensato per accrescere i suoi poteri, per controllarli o almeno almeno conoscerli. Niente. Nada. Nisba. Però è fighissima e potentissima. Ah, e ridicola.
Tutta la parte magica della saga non ha consistenza, coerenza, base, chiarezza, niente. L'unica cosa chiara è che con più gente Anita va a letto, e più cose riesce a fare, e visto che tra strusciamenti e simili si dà parecchio da fare, ovviamente è ultra potente.

7_La religione: altro tasto dolente della faccenda. Premesso che non sono credente, e quindi non mi può importare di meno di come questo argomento viente utilizzato, in ogni caso percepisco una falsità, una forzatura, un senso di bigotto provenire dalle pagine quando si parla di Dio che quasi puzza.
Il fatto è che la Hamilton fa fare ad Anita, detto senza girarci intorno, la zoccola. Poi che le trova mille e mille giustificazione ci dà l'indicazione di quanto lei come autrice si viva male la faccenda. Si identifica in Anita, quindi non può semplicemente crearla troia, ma glielo fa fare trovandole delle "scuse". La religione qui è solo una giustificazione ulteriore, un accento sul fatto che Anita è buona, Anita prega, dio perdona Anita...nauseante veramente, tra le cose brutte, il modo di trattare la religione è terrificante.

Ultimo appuntino il linguaggio veramente basso. Non sono tanto le parolacce, quanto le parolacce usate per infarcire dialoghi insulsi, frasi banali, trama inesistente, vocabolario oltremodo limitato.
Sulla totale incapacità di questa autrice di scrivere un finale degno di questo nome voglio sorvolare, ho già detto abbastanza.
Solo un'ultima cosa su cui non posso sorvolare.
Parliamo un attimo della prima volta tra Richard e Anita. Ma non vi pare di avere già letto qualcosa di simile? Lui in ginocchio davanti a lei, lecca il fianco, poi va più al centro, lei che fa "Richard ti prego", lui tutto timoroso e delicato all'inizio, il potere che passa da uno all'altro e bla bla bla...non è un tantino troppo uguale alla prima volta con Jean-Claude? Ah no, non è un pochino uguale, è identica. Che tristezza.
"Scopami Richard" veramente non si può sentire. Veramente.
 
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