03 Ottobre 2018, 21:24:16Commento scritto da maxpullo
Voto: 4.50
E' raro che io non termini un libro: di solito faccio fatica, arranco, sbuffo, ma riesco ad arrivare alla parola "fine" prima di poter dire la mia.
Stavolta però non ce l'ho proprio fatta: il peggior libro di Simmons che mi sia mai capitato tra le mani mi ha dapprima fiaccato con un noiosissimo, confuso e delirante spiegone di oltre 120 pagine sulla relazione tra la telepatia, la matematica e la fisica quantistica e poi mi ha disgustato con una caduta senza uguali (e senza alcun preavviso) nello splatter più cruento.
Mi mancavano solo 80 delle oltre 300 pagine, ma l'episodio del bambino disabile mi ha tolto ogni velleità di andare avanti, non tanto per la descrizione del massacro (ho letto di peggio), ma perchè a quel punto ho capito che stavo leggendo uno dei romanzi "inutili" di Simmons, autore eccelso quando ha qualcosa da raccontare (vedi i canti di Hyperion o "La scomparsa dell'Erebus") ma autore mediocre quando scrive tanto per scrivere (vedi il finale di Olympus ed "Il canto di Kali").
Mi riservo di completare e rivedere il commento in futuro se mai avrò voglia di proseguire la lettura.
Del tutto insufficiente
 
10 Gennaio 2010, 01:30:41Commento scritto da McNihil
Voto: 6.00
la trama del libro è assai frenetica, un susseguirsi di avvenimenti quasi-casuali che travolgono il protagonista in fuga dal suo stesso essere, alla frenetica ricerca di un equilibrio inesorabilmente perso ma che non può fare a meno di rincorrere. in alternanza è proposta la riflessiva staticità dei paragrafi "occhi", che consentono al lettore di riprendere fiato e approfondire la conoscenza dei personaggi, mentre l'autore approfitta per dispiegare un'affascinante teoria fisico-matematica sui rapporti tra anima, corpo, universo e divinità. nonostante tali elucubrazioni a volte si dilunghino troppo col rischio di ostacolare la scorrevolezza della lettura, diventeranno struttura portante della storia, attenuando quel "vuoto" incolmabile scavato da Simmons col profondo e prosciugante coinvolgimento emotivo dei suoi personaggi.
l'insieme che ne risulta è però in definitiva molto disomogeneo: tende ora all'azione, ora al sentimentalismo, ora alla filosofia, faticando a trovare un equilibrio stabile tra queste parti che risultano quasi fini a loro stesse, non necessariamente legate ai personaggi e alla storia. e rischiano di lasciare pure i lettori un po' come gli uomini del titolo: vuoti.  
 
02 Agosto 2009, 18:59:34Commento scritto da paolo1805
Voto: 8.50
Secondo me un gran romanzo, Simmons, dopo Hyperion, conferma di essere il miglior scrittore emerso nella fantascienza negli ultimi 20 anni; Simmons "sa scrivere", le sue storie sono affascinanti, i suoi personaggi "veri", non ha niente da invidiare ai grandi del "mainstream".
In particolare questo romanzo affronta il tema della telepatia in modo assai convincente, ma è anche (soprattutto) un romanzo sull'amore, sulla sofferenza, sul lato oscuro della mente umana.
Io ho sofferto assieme al protagonista e con lui mi sono chiesto se la mente della maggior parte degli uomini sia così ricolma di meschinità e banalità.
P.S.; Per fortuna non leggo praticamente più la nota in quarta di copertina, come sempre fuorviante.
 
05 Novembre 2008, 22:04:25Commento scritto da joker
Voto: 8.00
"Gli uomini vuoti" è un romanzo sul dolore e sulla rinascita.
Lo stile di Simmons è affascinante e molto evocativo e mostra tutte le doti di un grande scrittore capace di muoversi a proprio agio tra vari generi letterari.
Di grande impatto i risvolti metafisici della seconda parte.
 
18 Luglio 2008, 01:55:11Commento scritto da Darkyo
Voto: 9.00
Finalmente l'ho riletto! La prima volta è stato cinque anni fa, durante un viaggio in treno da Modena a Milano (che diavolo ci facessi a Modena e cosa andassi a fare a Milano è un'altra storia!), e tanto mi piacque che pensai piuttosto seriamente di prenderlo in prestito sine die (la copia è quella conservata ancora - spero - nella Biblioteca di Modena... ah, quanti ricordi!). Dopo 5 anni l'ho riletto, ho riletto la mia copia stavolta!, e le impressioni di lettura sono state quasi le stesse: ricordavo bene le vicende del telepate Jeremy, soprattutto - strano a dirsi - le spiegazioni matematico-scientifiche della sua dote. E' una fantascienza adulta, non solo per il pubblico cui si rivolge (personalmente, la scena nel ranch non mi ha turbato né lo fece quando lo lessi la prima volta), ma anche e soprattutto per i temi trattati: la vita e la morte, l'amore e il dolore visti attraverso lo sguardo atipico di un matematico capace di leggere il pensiero altrui. Quanto alla trama, il riferimedio alla Commedia dantesca è evidentissimo: una discesa all'inferno (quello umano, quello vero) del protagonista, smarrito a causa della morte della moglie, fino a quando... no, non posso dirlo: consiglio di leggerlo per intero, ne vale la pena.
 
19 Giugno 2008, 17:11:21Commento scritto da marpata
Voto: 5.50
Un romanzo che rimane in bilico tra intimismo filosofico tutto incentrato sul significato della morte e azione dura un po' scontata e fine a se stessa.
 
05 Marzo 2008, 17:23:12Commento scritto da Eremita
Voto: 6.50
Solo decoroso
 
03 Marzo 2008, 16:27:58Commento scritto da remotino
Voto: 6.00
Mi pare sia un romanzo a due velocità, la parte narrativa che si lascia leggere, anche se poteva evitare la parte del ranch, mentre le dissertazioni matematiche filosofiche facevo fatica a concentrarmi, sarà senz'altro per la mia scarsa conoscenza della matematica, ma poi era tutto vero quello che scriveva sulla matematica del caos?
 
11 Gennaio 2008, 23:33:21Commento scritto da caioiii
Voto: 6.00
Un viaggio nell'uomo e nella sua cattiveria. Un romanzo strano, diffeicile dire di fantascienza ma in linea alla Dan Simmons, per lo meno eliminato l'epilogo alquanto brutto. Non raggiungerà mai Hyperion che ho ammato, ma si fa leggere bene.
 
10 Gennaio 2008, 10:35:30Commento scritto da joe65
Voto: 5.00
Anche io non ho trovato questo libro eccezionale, clamorosa la quarta di copertina, con una trama praticamente inventata di sana pianta, spesso mi chiedo chi sia che prepara questi testi, mi viene in mente, se non ricordo male, il caso del primo urania versione pocket neri, Luce virtuale di Gibson, sembrava proprio che parlasse di un altro libro !!!
 
09 Gennaio 2008, 19:13:22Commento scritto da Moebius
Voto: 6.50
Buon romanzo. Scorre bene e sufficientemente intrigante. Ottimi alcuni momenti "meditativi". La fantascienza occorre vederla, senza volere per questo accendere nessuna polemica. Bisogna poi intendersi sul termine, o su cosa oggi ci si aspetti.
Un esempio secondo me di come si può scrivere non necessariamente andando a ripescare trote già troppo lesse. E ne abbiamo avuto un esempio recente. Ma questa è altra storia.
 
09 Gennaio 2008, 13:18:21Commento scritto da Dart Fener
Voto: 7.00
A me, sinceramente, è piaciuto questo romanzo. In particolare sono molto toccanti nonchè chiarificatrici le ultime cinquanta pagine che hanno fatto lievitare il voto di mezzo punto.
E poi non posso dare un voto negativo ad un romanzo in cui si cita Dart Vader, il nome originale inglese del mio nick! Per maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Anakin_Skywalker
Scherzi a parte, fuorviante è la trama di copertina: il protagonista decide di arricchirsi nel modo più crudele, per diventare il primo, più temibile rappresentante di una specie che presto o tardi invaderà il mondo.
Ma dove? Cosa si fa per vendere qualche copia in più, vero?

Almeno per me, questa è stata un'annata davvero positiva per Urania. Ho dato un giudizio positivo a 9 romanzi su 12! Un'annata ineguagliabile!
 
31 Dicembre 2007, 15:04:33Commento scritto da marsman60
Voto: 4.50
dov'e' la fantascienza ????
solo il fatto di mettere due personaggi che hanno la dote della telepatia e della lettura del pensiero non puo' fare del libro un raomanzo di fantascienza se non si correda opportunamente con qualcosa di veramente "FANTASCIENTIFICO"

la cosa piu' curiosa che mi e' venuta in mente e' che
"E' MOLTO PIU' FANTASCIENTIFICO IL FATTO CHE DUE CON QUESTI POTERI NON SIANO , O NON ABBIANO MAI PENSATO DI  DIVENIRE COME MINIMO STRAFANTASTIMILIARDARI ALMENO ALL'ETA' DI 10 ANNI"
 
30 Dicembre 2007, 02:39:04Commento scritto da Psycho
Voto: 5.00
Devo dire che questo romanzo mi ha decisamente deluso! Ho retto bene la lettura fino a metà libro dopo di che arrivare alla fine mi è costato un grosso sforzo di volontà!
A parte che non ho ben capito come si faccia a definirlo un libro di fantascienza, secondo il mio modesto parere un personaggio dotato di telepatia di per se non fa sì che un romanzo possa essere annoverato all'interno del genere da noi tanto amato e poi vogliamo parlare del finale, Simmons ci narra le numerose disavventure che coinvolgono il protagonista (a volte estremamente noiose, a volte estremamente forzate vedi la parte del ranch) per poi consegnarci nelle ultime pagine un finale che non c'entra niente con gran parte di quello che è successo nel libro!
Quando ho saputo che avrebbero pubblicato Simmons sul numero di dicembre non vedevo l'ora di avere l'ambito tomo tra le mani ma ora, a finale raggiunto, mi sento in dovere di sconsigliarne la lettura. Simmons ha scritto ottimi romanzi, ma questo "Gli uomini vuoti" è sicuramente un passo falso nella luminosa carriera di questo grande scrittore.

Il racconto di Fabio Lombardi mi è piaciuto molto.

Un complimento anche a Dory per l'ottimo articolo sui siti che si occupano della nostra collana preferita.
 
29 Dicembre 2007, 11:22:47Commento scritto da nanuk
Voto: 5.50
Ciao,

questo è il primo Urania che compro e francamente sono un po' deluso...la trama non mi sembra particolarmente originale (molti aspetti sono stati già sviluppati da P.K. Dick in precedenza e sicuramente molto meglio; ma Dick è un genio)e di fantascienza non ne vedo poi molta;
le parti migliori sono sicuramente i brevi capitoli con riflessioni matematico/fisiche anche se mi pare (ma non sono un esperto) che Simmons prenda varie teorie e ipotesi scientifiche e le fonda insieme, almeno parzialmente... Il resto della storia scivola via senza lasciare molto se non quella parte del ranch che rimane impressa...ma in senso negativo! Non poteva semplicemente... tagliarla?
Sono indeciso se comprare il prossimo Urania di gennaio: dalla quarta di copertina sembra non affascinarmi molto, ma in fondo sono solo 3,90 € e al massimo lo lascerò a metà. Spero che nei prossimi numeri vengano proposti dei racconti o un autore/trice un po' più classico/a (ma parlo ovviamente in chiave personale); a proposito di racconti, non è male quello che si trova in appendice al libro di Simmons (Il quarto piano di Fabio Lombardi): si vede che è molto artificioso, però anche le cose così costruite possono essere quanto meno discrete!
In generale ho dato 5,5 al libro, ma penso di essere stato abbastanza buono!
 
22 Dicembre 2007, 18:57:55Commento scritto da ackseth2003
Voto: 6.50
Romanzo che non so precisamente come valutare, se molto bello o molto brutto.

La trama principale è rifinita con l'accetta, come si dice dalle mie parti, ed effettivamente i salti della narrazione e le locazioni sono al massimo sbozzate in un crescendo di cattiveria e violenza fini a se stessi... che lasciano un po' il tempo che trovano!
Veramente scadente la scena del ranch.

Di contro ci sono i capitoli di flashback, spesso puramente e squisitamente matematici, che nascondono degli ottimi spunti di cosmologia (e cosmogonia), nonchè letterari.

Devo dire che le vicende in se stesse non mi hanno avvinto, ma la teoria alle spalle si... di conseguenza il voto è positivo.

Tra l'altro mi è piaciuta anche l'illustrazione in copertina questa volta.
 
18 Dicembre 2007, 10:53:46Commento scritto da Gundam70
Voto: 4.00
E' con enorme dispiacere che stronco questo romanzo del mio amato Dan Simmons.
Ha scritto di meglio. Molto meglio.
Con la scusa di essere un telepate, fa girare il suo protagonista per varie location, ma la sua abilita' di telepate e' usata dallo scrittore solo per dipingere un'umanita' brutale, triste e piena di segreti nascosti. Io mi sono arreso a pag. 144, quindi a meta' libro, nella convinzione che se al 50% del libro e' tutto li', la seconda meta' non puo' cambiare piu' di tanto registro.
 
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