25 Ottobre 2018, 15:15:48Commento scritto da contericci
Voto: 6.00
Interessante e ben scritto romanzo di Heinlein divenuto quasi un cult ambientato nel 2007 che, tuttavia , non è riuscito a coinvolgermi più di tanto. I parassiti che provengono da Titano, una luna di Saturno, e che si attaccano subdolamente alla schiena appropriandosi della mente degli umani,  riescono a creare una certa suspance nel lettore, ma costituiscono un puro  non-senso biologico. L'umanità è costretta a girare in mutande lasciando totalmente scoperta la schiena tanto per dimostrare ai propri simili a che categoria appartengono. Mica stupidi i mostriciattoli ad appiccicarsi quasi subito ai personaggi che contano. Ma ci si può salvare e ci si salverà...  
 
22 Settembre 2016, 14:38:53Commento scritto da defamax
Voto: 8.50
Heinlein è in genio! nel 52 andarsi ad immaginare ed inventarsi una storia ricca e dettagliata come questa è veramente da mente superiore.
Apprezzo tantissimo questo libro. Il film non vale nulla a confronto del coinvolgimento del libro.
 
29 Giugno 2014, 17:12:29Commento scritto da remotino
Voto: 6.50
Idea vecchia dell'invasione degli alieni che controllano la mente umana dell'uomo a loro favore, ma a che pro, se la vita continua senza nessun cambiamento, solo per il potere? Bho.

Il romanzo scritto nel '52 si sente tutta la sua vecchiaia, i personaggi sono gradevoli, un po' "datati" ma spontanei.
Il volume si legge volentieri ma non mi pare che sia veramente eccelso. Sono indeciso sul voto, positivo senz'altro.
 
16 Maggio 2014, 15:43:49Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 7.00
Come quasi tutti i libri di Heinlein, questo romanzo ha due livelli di lettura: quello squisitamente escapistico; e quello ideologico. Nel primo, RAH coglie (come quasi sempre) alla grande nel segno: è il classico libro che costringe il lettore a divorarne le pagine. I colpi di scena sono generalmente efficaci, la trama è scoppiettante, la prosa coinvolgente e a base di dialoghi serrati e ironici allo stesso tempo. I personaggi, certo, sono poco più che macchiette bidimensionali: del resto lo stesso Heinlein nell'introduzione parla di una "storia vecchia, ma scritta bene" (e che invece alcuni curatori americani avevano trasformato in una storia "vecchia, ma scritta male"). Passiamo al livello ideologico: qui come in pochi altri suoi romanzi Heinlein utilizza la di sopra trama per propagandare il proprio ideale personale di superiorità. Superiorità intesa come quella che caratterizza i cittadini americani intelligenti (i quali: sottinteso 1) sono pochi; sottinteso 2) Heinlein è ovviamente compreso nella categoria) dagli ottusi, rappresentati qui come al solito da tutti i coloro che mettono i bastoni tra le ruote ai suddetti (i politici, gli ignoranti etc) oppure vogliono rovinare lo stile di vita che sempre i pochi illuminati si sono costruiti col proprio sudore (gli alieni, i comunisti, tutti quelli che non la pensano come Heinlein); come tutti coloro che non adottano le metodologie sbrigative dei protagonisti del romanzo, che non condividono massime tipo "la fortuna non esiste; è un'invenzione dei cretini per giustificare il successo dei geni". Insomma, come al solito alla fine di un romanzo di Heinlein si esce con il senso di colpa di essersi appassionati a un'opera il cui retroscena, nemmeno troppo nascosto, è a dir poco fastidioso quando non palesemente detestabile.
 
22 Aprile 2014, 11:36:21Commento scritto da raffa
Voto: 8.00
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22 Maggio 2011, 13:34:42Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
Questo libro inizia come tante altre storie di invasione della Terra da parte di una razza aliena e, a parte un dialogo particolarmente brillante ed una azione serrata e pressochè continua, si ha inizialmente l'impressione che la trama possa offrire ben pochi spunti interessanti o originali.
Poi però Heinlein sale in cattedra e con pochissimi elementi in più riesce a trasformare un datato romanzo di invasione in un classico intramontabile.
Il principale elemento a favore di questo ottimo libro è il modo in cui Heinlein riesce a descrivere il modus operandi degli alieni ed il meccanismo di controllo sugli organismi ospiti: egli non solo ci racconta in modo magistrale, facendoceli vivere in prima persona, i sentimenti della "vittima" della possessione e la sua incapacità di governare tanto il corpo, quanto il corso stesso dei propri pensieri, ma riesce anche a rendere tangibile il senso di orrore e repulsione che gli invasori riescono a suscitare sulle prede sfuggite al loro controllo.
La spontanea simpatia dei personaggi, il ritmo sempre brillante e sopra le righe, gli "spot" sulla psicologia e la tattica dei "Titani", i continui colpi di scena e soprattutto la storia della protagonista Mary ed il mistero che si cela dietro la sua persona, contribuiscono poi ad aumentare il fascino della storia fino a farla diventare ben più che non la mera cronaca dell'ennesima invasione del pianeta respinta dalla razza umana.
Solo il finale un po' troppo scontato (ed un po' troppo simile a quello de "La guerra dei mondi" di Wells) ed il forzoso messaggio conclusivo sull'imbattibile supremazia dei terrestri sono a mio avviso elementi a sfavore, ma che non deprezzano più di tanto il valore di un libro molto più che buono nonostante i tantissimi anni trascorsi dalla sua stesura.
 
02 Dicembre 2010, 22:20:52Commento scritto da brz57
Voto: 8.00

Certo i tanti anni passati da quando questo romanzo e' stato scritto si sentono, ma come per un liquore sapientemente invecchiato, il risultato e'...un gusto pieno, un riaffiorare di sensazioni quasi dimenticate di una fantascienza magari ancora acerba ed ingenua ma gradevole, avvincente e sempre godibilissima. Sicuramente le prime "invasioni" avevano un fascino indimenticabile...o forse gli autori erano veramente dei  grandi!
 
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