23 Marzo 2010, 14:28:26Commento scritto da Eremita
Voto: 7.00
Mi è piaciuta molto questa antologia...
tutti i racconti sono molto piacevoli.
argomenti disparati, situazioni diverse, ma sempre mondi lontani...
 
30 Gennaio 2010, 22:48:14Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Antologia molto variegata, con molti alti e bassi che ha il pregio di partire molto bene ma il difetto di chiudersi in modo particolarmente sonnolento, dopo una serie di racconti che lasciano un po' il tempo che trovano.
Il racconto d'apertura, "La sposa n. 91" di Robert Silverberg, che da anche il titolo alla raccolta, è senza dubbio il migliore e rappresenta una intelligente ed originale riflessione sulle possibilità di attrazione tra creature aliene, esplorando in modo ironico e scanzonato le difficoltà che possono presentarsi tra appartenenti a razze e culture differenti: trovo davvero incomprensibile la scelta di lasciare questo simpatico racconto fuori dalla raccolta "Fantasex" dedicata proprio all'argomento degli amori alieni.
Il secondo racconto di Larry Niven, "Sirio B IV", rappresenta un ottimo esempio di un racconto pressochè perfetto per incipit, ma che si perde tutto nel finale e che alla fine merita di essere ricordato solo per l'atmosfera di orrore ispirata sia dalla reticenza del protagonista di voler rivelare i particolari della sua avventura e sia dalla rivelazione della "natura" della strana fascia nera che avvolge l'equatore del pianeta che è chiamato ad esplorare.
Qualche sorriso, ma poco altro, riesce a strapparlo il racconto successivo "Etichetta" di Larry Niven, basato sugli equivoci che possono scaturire dall'avere usi e costumi differenti soprattutto quando parliamo di civiltà extraterrestri, mentre il quarto racconto "Gli dei del buio e della luce", rappresenta una simpatica riflessione sul diverso modo di interpretare lo stesso evento alla luce di differenti fedi religiose.
Il racconto successivo, "I lavoratori di Dorade" di Murray Leinster, è senza dubbio uno dei migliori; una intelligente ed a tratti ironica storia che ci insegna come non sempre i condizionamenti e la schiavitù siano il modo migliore per ottenere un profitto e che è anche un brillante esempio del motto secondo cui "chi troppo vuole nulla stringe".
Philip Kindred Dick, poi, con il suo "Chi se lo ricorda" costruisce una storia ricca di fascino e mistero, in cui il protagonista scopre che i suoi ricordi sono stati manipolati, ma non riesce a comprendere fino a che punto si sia spinta questa manipolazione, almeno fino al colpo di scena finale.
Potremmo dire che l'antologia finisce qui, perchè il racconto conclusivo di John Wood Campbell Jr., "La voce dell'ignoto" è una noiosa, sonnolenta e inverosimile cronaca delle avventure umane per la sopravvivenza all'approssimarsi dello spegnimento del Sole. Solo il fatto di essere una reliquia "storica" della fantascienza spiega in parte l'ingenuità di questo racconto anche se non giustifica la sua pubblicazione a quasi quarant'anni di distanza dalla sua stesura.

Ecco le valutazioni dei singoli racconti:

La sposa n. 91 7,5
Sirio B IV   6,5
Etichetta   6
Gli dei del buio e della luce   6
I lavoratori di Dorade    7
Chi se lo ricorda    7
La voce dell'ignoto    4,5
 
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