03 Aprile 2010, 23:34:03Commento scritto da Eremita
Voto: 6.00
questa antologia risica la sufficienza...
poco sopra di essa ci sono i due racconti controtempo e il paziente perduto...
gli altri arrivano a malapena alla sufficienza
poco da dire, quasi già dimenticato...
 
28 Marzo 2010, 18:27:34Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
In questa antologia Ballard si conferma in pieno scrittore di lusso, capace di descrivere in maniera originale, fantasiosa e convincente il ribollire di sentimenti, alienità e allucinazioni che si celano sotto la ragionevolezza umana e di squarciare anche solo per brevi attimi il sottile velo che separa la ragione dalla follia.
Saltando le allucinanti e morbose storie de "La spiaggia" e de "Il delta al tramonto", già recensite nell'antologia "Il gigante annegato", il volume ci presenta una serie di perle rare in cui lo strano, il difforme ed il malato si insinuano nella normalità del quotidiano per dare luogo a veri e propri incubi oppure a modi di vedere la realtà assolutamente inaspettati.
Si parte con l'originale e mirabile arte de "Gli scultori di nuvole": un'arte sublime, affascinante e maestosa, ma anche rischiosa all'inverosimile che la poesia in prosa di Ballard riesce a rendere tangibile al punto che sembra di essere presenti al lato della strada, ad ammirare le colossali e magnifiche sculture semoventi, nell'atto della loro creazione per opera del virtuosismo di improbabili artisti dell'aria.
La seconda storia, "Controtempo", è un vero capolavoro che immagina in modo sorprendente un universo o una realtà parallela in cui la vita ed il tempo fluiscono al contario: al di là dell'originalità della pensata, va ammirata la sorprendente capacità di Ballard di riuscire a rendere attendibile e realistica tutta la situazione, pur nella sua sconvolgente alienità dal quotidiano.
"L'uomo impossibile" elabora in modo originale e soprendente il tema dei trapianti di organi e della relazione che esiste tra il corpo umano e la mente, mentre il penultimo racconto, "Il piccolo mondo del signor Goddard" è quasi una allucinazione, uno scherzo della febbrile immaginazione del protagonista che, nel suo piccolo modellino di città, sembra replicare, rivivere e comprendere quello che invece gli sfugge nel quotidiano. Il drammatico e sorprendente epilogo rappresenterà un impensabile punto di contatto tra la realtà e l'immaginazione.
L'ultimo racconto, il pirandelliano "Paziente perduto", è, a mio avviso, il migliore della raccolta. Partendo dalla scomparsa di un paziente in una casa di cura psichiatrica, Ballard riesce a creare un clima di sospensione allucinatoria in cui i confini tra realtà ed immaginazione, tra vero e falso, sfumano irrimediabilmente, al punto che l'esistenza stessa del paziente viene messa in dubbio. Il finale del racconto, secco e terribile nel suo crudo significato, vale da solo la lettura di tutta la raccolta.

Gli scultori di nuvole - 6,5
La spiaggia - 7
Il delta al tramonto - 7
Controtempo - 9
L'uomo impossibile - 6,5
Il piccolo mondo del signor Goddard - 6,5
Paziente perduto - 9,5
 
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