09 Dicembre 2014, 23:17:50Commento scritto da MILES VORKOSIGAN
Voto: 8.50
Quello che mi affascina di Clarke è lo stile, questo romanzo non sembra affatto del 56, non so come spiegarmi , in altri autori la vetustà di un romanzo datato esce fuori dopo pochi capitoli, in Clarke non succede, non so se sia la trama del romanzo, la storia in se, cmq, riesce a imprimere ad un romanzo una freschezza tecnologica , futuristica, sempre. In ogni caso a me ha lasciato un po di amarezza , perché se l'uomo è " il " centro dell'universo deve prima poterlo esplorare.
 
28 Ottobre 2014, 09:41:19Commento scritto da and
Voto: 9.00
Questo romanzo cerca di dare una risposta alla domanda dell'uomo 'dove stiamo andando?'. L'autore affronta con molto coraggio e tantissime idee la questione della vita nello spazio, e offre una versione triste sotto alcuni punti di vista, ma piena di speranza sotto altri.
Pietra miliare della fs.
 
11 Novembre 2013, 03:08:22Commento scritto da Fantobelix
Voto: 9.50
Fantascienza allo stato puro, dirompente, inarrestabile. Un incredibile viaggio ai confini dell’Umanità che solo un gigante come Clarke poteva tracciare.<?xm<x>l:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p>

C’è moltissimo in questo libro che si svolge per atti distinti, con scene in continuo mutamento e progressione verso un obiettivo misterioso e sconvolgente: ci sono personaggi carismatici,  psicologia e forte coinvolgimento, tecniche narrative magistrali che passano dalla ricchezza di dettaglio delle ambientazioni, alla visione, sempre più ampia e fuori da ogni schema, del super-contesto, e un’infinità di temi toccati o solo sfiorati (il contatto con l’alieno, i limiti del progresso, l’inutilità della guerra, l’intraprendenza, il senso di appartenenza e i valori dell’uomo, la sua limitatezza nei confronti dell’immensità e dell’imperscrutabilità dello spazio), mai in modo superficiale o utilitaristico, ma mai indugiando pigramente su uno solo di essi.<o:p></o:p>

Ci sono forti contrasti di toni, tinte ed emozioni tra le diverse parti del libro (dalle più solari alle più cupe, dalle più razionali alle più mistiche, dalle più hard alle più soft), sempre con un filo che lega ogni atto e ci conduce in questo viaggio verso l’imprevedibile, al fianco di Karellen: il Virgilio che ci accompagna verso destino che Clarke ci riserva in questo libro, più come un padre premuroso e commiserevole che come un custode, a tratti ben più umano di quel che sembra.<o:p></o:p>

Un romanzo che ne contiene molti altri, anticipando e sovrastando molta altra sf anche recente. La capacità di costruire pagine degne di un libro intero,che sono solo una rampa di lancio per il capitolo successivo, andando ogni volta oltre l’immaginabile, è l’impronta dei grandi maestri.<o:p></o:p>
 
31 Luglio 2013, 11:39:30Commento scritto da klatu
Voto: 9.00

Una trama originale, pervasa, almeno a mio parere, da una nota malinconica che alla fine si stempera in un insolito happy end che vede i figli dell'umanità scelti per essere integrati in una specie di super intellingenza cosmica. Alla fine sorge un dubbio, i guardiani del processo, destinati a vedere crisalidi che si trasformano in farfalle sono da compatire ovvero essendo la specie che sopravvive sono i più fortunati?
 
22 Gennaio 2012, 10:58:36Commento scritto da Imriel
Voto: 7.00
Un bel libro,molto originale l'idea anche se mi ha infastidito un pò la rivelazione del mistero,ciò che apprezzo in clarke e che ho riscontrato anche in altri suoi libri è la sua scrittura evocativa,cioè "vedi"ciò di cui lui scrive,ed è una caratteristica che io amo tanto
 
05 Aprile 2011, 19:09:30Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 8.50
La scrittura di Clarke è davvero bella. Elegante, ricercata eppure mai pesante, evocativa e fantasiosa (bellissimo il passagio relativo ai sogni di "Zero").
E' un romanzo molto particolare, uno di quei romanzi che riesce a lasciarmi qualcosa dentro, oltre che a farmi passare del buon tempo.
Il fatto di non aver creato un personaggio principale è ininfluente, vista la trama.
C'è qualcosa, nella descrizione di quella umanità futura che fa tristemente pensare al nostro ventunesimo secolo.
Non arrivo al 9 a causa di alcuni brevi passaggi nei quali Clarke si abbandona ad alcune descrizioni poco particolareggiate, abbastanza fredde.
 
29 Gennaio 2011, 10:29:54Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 8.50
Impossibile non restare affascinati da un romanzo di tale potenza evocativa. Una lenta, commovente parobola del tramonto del genere umano e, in maniera altrettanto affascinante, dei loro presunti guardiani, anche loro, e a modo loro, intrappolati in un destino forse ineludibile. Clarke si rivela inarrivabile quando dipinge questi grandi affreschi cosmico-metafisici, in cui l'uomo appare perduto nel cosmo, mera pagliuzza senza grande arbitrio di fronte a forze più grandi di lui; e, come in Incontro con Rama e 2001 (prima che gli editori lo costringessero, a suon di denari, a spiegare tutto, tirando via con sempre più scadenti seguiti) tali forze restano non spiegate, enormi, incomprensibil, quasi sovrannaturali.
 
11 Dicembre 2009, 14:41:50Commento scritto da Jex
Voto: 9.50
Un romanzo straordinario ricco di idee e di enigmi sul destino dell'umanità.
Clarke come sempre stupisce il lettore e dobbiamo arrivare alla fine per trovare la soluzione.
La terra non è altro che un minuscolo pianeta della nostra Galassia tra i miliardi e miliardi di soli e la nostra Galassia non è che una tra le 100 miliardi di Galassie e la razza umana una tra le tante altre forme di vita dell'universo.
Libro fondamentale per una Biblioteca ideale
 
19 Ottobre 2009, 12:29:16Commento scritto da Dart Fener
Voto: 6.50
Non è assolutamente un capolavoro. Ci sono tante buone idee, è innegabile che il grande mistero incuriosisca, stimoli la lettura, ma questo da solo non basta a rendere il romanzo avvincente. Ci sono forse troppe mini-storie. La spiegazione del grande mistero è sicuramente originale ma non mi è piaciuta più di tanto.
 
07 Marzo 2008, 09:20:37Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Un racconto originale e scritto bene, ma paga l'eccessiva lunghezza e qualche incertezza nel finale. Da Clarke ci si aspetta davvero di meglio.
 
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