29 Aprile 2013, 13:55:36Commento scritto da grifone58
Voto: 6.00

Antologia mediocre, senza infamia e senza lode, sufficienza di stima
 
27 Giugno 2009, 17:11:08Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.00
Antologia questa senza infamia e senza lode, con due racconti molto lunghi e due racconti brevi che lasciano tutti un po' il tempo che trovano.
Secondo lo stile in voga per le prime "antologie" di Urania non c'è un filo conduttore ed i racconti sono tra di loro completamente slegati.
Il lungo racconto iniziale di Robert Moore Williams, "Il vecchio dei serpenti", è l'unico del libro che abbia la forza magnetica necessaria a rimanere impresso nella memoria del lettore: sarà la descrizione del canyon dove alloggia l'eremita con i suoi amici serpenti, sarà la strabiliante avventura onirica che coinvolge il suo amico Ed, catturato nelle spire di una energia misteriosa e sfuggente, ma questa strana e visionaria storia dalle molte domande e dalle poche risposte è l'unica che mi fosse rimasta in testa dopo la prima lettura, senza peraltro essere nulla di eccezionale dal punto di vista della trama.
Il brevissimo racconto "Bestia accelerata" di J.M. McFarden è probabilmente il migliore del libro, non fosse altro per la sua "rapidità" (se mi concedete questa battuta) e per il fatto che la firma del racconto poteva benissimo essere quella di Fredric Brown e nessuno avrebbe potuto dissentire.
Il lungo racconto "Padrone del mondo" di Keith Laumer, altro non è che una trasposizione avventurosa del detto "il potere logora chi ce l'ha" e, nonostante il ritmo forsennato e l'azione pressochè continua, mi ha leggermente annoiato.
Il breve racconto conclusivo, infine, "Autodelatore", di Gerald Pearce, sviluppa una tesi interessante e divertente, dimostrando come anche una sola persona animata dalle più lodevoli intenzioni del mondo (o anche fingendole opportunamente) possa mettere in crisi un sistema apparentemente perfetto.
Quattro racconti che non hanno proprio nulla di speciale ma che si leggono rapidamente e piacevolmente nonostante siano passati più di quarant'anni: non è la miglior raccolta pubblicata dalla collana ma non è neanche da buttar via.
 
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