23 Marzo 2015, 12:27:29Commento scritto da adso
Voto: 9.00
La ferrea logica entro cui si trincera il protagonista della storia,portata alle sue più estreme conseguenze,ossia al rifiuto di vedere le cose in modo diverso da come si ostina a volerle vedere e l'allontanamento di chi non accetta la propria visione del mondo.Questi i temi del bellissimo,nonché inquietante,romanzo breve contenuto in questo notevole urania.Molto belli anche i due racconti in appendice.Una menzione a parte merita la straordinaria copertina di Karel Thole che,come di consueto,permette di approcciarsi con lo stato d'animo corretto alla storia.Lettura assolutamente consigliata
 
24 Marzo 2012, 09:21:08Commento scritto da grifone58
Voto: 7.50
Buon romanzo post-nucleare che riflette ottimamente le ansie del periodo in cui è stato scritto
 
03 Febbraio 2012, 09:28:12Commento scritto da ciccio49
Voto: 8.00
Da premio Hugo!
 
12 Novembre 2011, 15:24:47Commento scritto da pepponedra
Voto: 8.50
Mamma mia che libro. Penso lo si possa considerare l'embrione di un possibile capolavoro. Ma l'autore non è mai andato oltre ciò che è Lot, l'unione di due racconti sul tema del dopobomba. Spiazzante, decisamente avanti anni luce rispetto all'epoca in cui fu scritto, coraggioso e ironico al tempo stesso. Lo si lege in un baleno, lo consiglio a chi cerca qualcosa di diverso dal solito.
 
09 Novembre 2010, 10:57:37Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 7.50

Romanzo breve (o meglio, somma di due racconti lunghi) che fa della compattezza e dell'introspezione socio-psicologica i suoi punti di forza. La catastrofe diventa pretesto per analizzare in profondità i rapporti umani nella società americana (ma anche - perché no - occidentale in generale), con una spietatezza che in alcuni punti fa rabbrividire. Sosprende che F&L non abbiano ristampato più volte quest'opera nella pletora di Classici, Oscar, Millemondi mondadoriani dell'epoca (o nella stessa Urania) invece di altre ciofeghe tipo Sutton, Duncan, Bayley etc.
 
16 Ottobre 2010, 21:05:42Commento scritto da belvas
Voto: 7.50
E' un racconto lungo diviso in due parti indipendenti. Ben riflette le ansie del periodo da parte della società americana, della quale comunque viene presentata una spietata disamina, il signor jimmon, di cui non si conosce mai il nome, arriva a disconoscere prima gli amici, poi il cane infine moglie e figli. Forse la lettura in questa ottica rende il lavoro veramente originale, del resto il tema dell'olocausto nucleare non è mai stato toccato in questo modo, potrebbe essere messo su in teatro con due o poco più scene.
 
27 Aprile 2010, 12:38:13Commento scritto da Dart Fener
Voto: 7.00
Romanzo diviso in due racconti che sono figli delle paure dell'epoca (siamo negli anni '50). Ironico e allo stesso tempo sconvolgente il primo. Fin troppo scontato il secondo (difficile stupire il lettore per due volte di fila), ma che bisogno c'era di scrivere il seguito?
Lot -  Voto : 7,5
La figlia di Lot -  Voto : 6
 
20 Dicembre 2009, 10:39:47Commento scritto da slan
Voto: 9.00
Breve, Intenso, Agghiaggiante... Da leggere ASSOLUTAMENTE!
 
22 Novembre 2009, 18:55:25Commento scritto da marcolino
Voto: 9.00
Capolavoro. La dimostrazione pratica che si può parlare di argomenti tabù come il sesso tra consanguinei anche senza trascendere.
Poca fantascienza, ma è un classico
 
16 Ottobre 2009, 12:35:26Commento scritto da vinmar
Voto: 7.50
Libro veramente bello. Scritto bene e che colpisce nel segno. Uno di quei libri che una volta letto lascia il ricordo di se. Un romanzo del filone catastrofico tra i più belli ed amari. Fortemente consigliato.
 
14 Settembre 2009, 12:33:02Commento scritto da maxpullo
Voto: 8.00
Ward Moore riecheggia e rielabora in modo originale la storia biblica di Lot in chiave sicuramente più psicologica che fantascientifica ma ha il merito di consegnarci una perla di romanzo praticamente perfetto, una vera fucilata che in pochissime pagine distrugge ogni tipo di umano sentire e ci presenta un lato della natura umana che, probabilmente, non ci fa piacere conoscere, ma che ugualmente non può essere ignorato.
La moglie di questo moderno Lot non si tramuta in una statua di sale per avere assistito alla distruzione di una Sodoma post-atomica, ma possiamo bene immaginare che la sua espressione non sia troppo diversa da quella di una statua di sale nello sconvolgente finale della prima parte di questa storia; la figlia di questo moderno Lot, spietata protagonista della seconda parte, non ha bisogno di ubriacare il padre per giacere con lui, perchè non ce n'è davvero bisogno, ma il suo disumano e imprevedibile tradimento finale non sarà meno spettacolare e crudele del peccato delle sue controparti bibliche.
In meno di 100 pagine si impara che al peggio non c'è mai fine e che, in fondo, quando si lascia libero sfogo all'istinto di sopravvivenza, l'egoismo, la lascivia e la perversione sono in agguato e che la sottile patina di vernice delle umane convenzioni può sgretolarsi sotto il vento della follia.
Quasi certamente il più breve romanzo della collana, ma anche quello più allucinante nella sua lucida spietata disumanità. Un libro che potrà non piacere per l'argomento trattato, ma che merita un elogio per il modo in cui lo tratta. Un libro su cui meditare.
 
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