29 Novembre 2015, 00:01:12Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Si parte malissimo: le prime pagine sembrano un noioso testo di storia con la cronaca sterile di una spedizione di conquista che sembra non avere alcuna attinenza con le storie precedenti del ciclo. Forse la traduzione ci ha messo del suo, forse Campbell ha voluto strafare, ma se dovessi basarmi sulle prime sonnolente e pompose pagine questo romanzo verrebbe inesorabilmente bocciato.
Con l'arrivo di Munro le cose cambiano: il supereroe spaccone che inventa e scopre a getto continuo è ormai un personaggio che riesco ad apprezzare e ritrovarlo mi ha dato lo stimolo per gettarmi alle spalle l'incipit e provare a gustarmi questa nuova avventura.
Che il libro si discosti dai due precedenti è subito evidente: inventato l'inventabile, Munro, costretto a seguire il percorso iperbolico di scoperte tracciato dal suo autore, arriva alla fine a creare materia ed energia dal nulla, finendo - finalmente - per rivendicare a tutto tondo il vero ruolo che gli spetta, quello di divinità.
I nemici della Terra - i centauri - sono stavolta abbastanza antropomorfi da riuscire a meritarsi uno straccio di "trattativa" e così, anzichè essere schiacciati a suon di pianetate e raggi stellari come era capitatato ai demoni ed ai lucertidi dei capitoli precedenti, essi ricevono un trattamento che non esiterei a definire "privilegiato".
Per la prima volta dall'inizio della saga, Munro sembra rendersi conto di aver a che fare con esseri intelligenti e decide di risparmiarli, limitandosi a terrorizzarli ed intimidirli con uno spettacolo cosmico indimenticabile: la sua decisione però, lungi dal derivare da profonde riflessioni di carattere etico, appare piuttosto come un puro capriccio, davvero degno di una divinità che, finalmente paga, può permettersi di essere magnanima.
Ma se la trama è scontata, il protagonista è poco credibile e le sue riflessioni etiche non convincono, il libro guadagna tantissimi punti per la parte descrittiva e più propriamente "fanta-scientifica". Perchè Campbell infonde nella sua creatura un vivissimo sense-of-wonder che lascia a bocca aperta: i viaggi inter-universali, la pesca nel cuore fiammeggiante di una stella per estrarre gli elementi necessari alla costruzione di materiali incredibili, la magia dell'atomo infinito e l'immagine dell'energia allo stato puro sono perle memorabili che colpiscono e lasciano un ricordo vividissimo.
Insomma: un libro forse meno godibile dei precedenti, ma che tutto sommato si legge volentieri e che rappresenta la degna conclusione di una trilogia assolutamente unica.
 
04 Settembre 2013, 14:18:15Commento scritto da fabri
Voto: 6.00
Space opera godibile ma che risente degli anni la parte scientifica del romanzo è diciamo superdatata
 
03 Febbraio 2012, 09:30:53Commento scritto da ciccio49
Voto: 5.00
Come gli altri due della serie  troppo troppo tropppppoooo!
 
06 Febbraio 2010, 12:52:18Commento scritto da Leinster57
Voto: 6.00
Un romanzo di tipo classico anni '60 in cui astronavi di argento caricano barili di provviste. Vi sono scienziati dalla mente e dalla forza incredibili, spiegazioni scientifiche astruse incredibili e improbabili, battaglie spaziali con pianeti che vengono fusi e elementi chimici che vengono estratti da buchi neri. 40 anni fa mi era apparso stupendo ma col tempo ha perso un pò del suo fascino
 
16 Maggio 2005, 16:43:27Commento scritto da nemesis
Voto: 7.50
Bel ciclo visto nell'insieme, la più classica delle SPACE OPERAcon colpi di genio e invenzioni incredibili.
 
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