18 Settembre 2015, 12:52:49Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Leggendo questo romanzo si capisce benissimo perchè Campbell abbia condizionato praticamente tutta l'epoca d'oro della fantascienza, divenendone protagonista ed arbitro incontrastato dapprima come autore e poi come editore.
Il romanzo, sebbene prodigiosamente banale e ricco di difetti, si legge tutto d'un fiato e, ancora oggi, è difficile rimanere indifferenti di fronte alle meraviglie che si susseguono a ritmo incredibile per tutta la durata del libro, senza mai annoiare.
La componente "scientifica" ha certamente il sopravvento perchè Campbell, da bravo studioso tutto d'un pezzo, non si tira mai indietro quando ci sia da descrivere il principio fisico (vero o inventato che sia) che si cela dietro una nuova scoperta e la sua subitanea applicazione, ma anche la componente "fantastica" ha la sua rilevanza perchè in meno di 150 pagine, Campbell rivolta le leggi fisiche che conosciamo e fa fare all'umanità un balzo scientifico/tecnologico di milioni di anni.
E proprio in questa eccessiva ricchezza di "mirabilia" che sta - imho - il maggior difetto di questo libro: personaggi caricati e stereotipati che non sbagliano un colpo, scoperte sensazionali fatte lì per lì proprio quando servono, applicazione immediata di principi rivoluzionari nel giro di ore; uno spettacolo pirotecnico, insomma, che non annoia mai ma che neppure prova mai ad essere lontanamente convincente o verosimile.
Se, tuttavia, ci si fa trasportare per mano dal bravo autore e si sospende la propria "credulità", si vivrà una esperienza magnifica in cui tutto è possibile, anche arrivare a scoprire il mistero di Mu, dell'isola di Pasqua, della figura del demonio e della nascita della civiltà umana: rivelazioni buttate lì quasi per caso e per nulla sviluppate (anche se da ognuno di questi spunti poteva benissimo fiorire un nuovo romanzo). A Campbell, d'altra parte, sembra non interessare affatto l'approfondimento dei "rivoli" di trama secondari offerti da questi spunti felici e rimane dritto fisso sul suo obiettivo: continuare a descrivere scoperte al limite dell'impossibile, sistematicamente applicate alla prosecuzione di una immane guerra di sterminio contro un nemico talmente cattivo che ogni tentativo di dialogo non merita nemmeno di esser preso in considerazione.
Personalmente mi ha infastidito pensare che gli "eroi" di questo romanzo avessero come scopo la distruzione sistematica di una civiltà e del suo pianeta, ma Campbell sembra essere andato al di là di ogni considerazione etica semplicemente sulla base dell'equazione: brutto e cattivo = diavolo = da sterminare.
Tutto sommato, difetti e storture a parte, lo definirei un buon romanzo, ricco di "sense of wonder", di azione e di spunti di riflessione interessantissimi sul passato della Terra: certamente una pietra miliare imprescindibile per i lettori e gli appassionati di fantascienza.
 
04 Settembre 2013, 14:20:24Commento scritto da fabri
Voto: 6.00
Space opera godibile ma che risente degli anni la parte scientifica del romanzo è diciamo superdatata
 
15 Luglio 2013, 15:17:49Commento scritto da Rocheta
Voto: 5.00
Il libro, pubblicato per la prima volta verso la metà degli anni trenta, risulta per i miei gusti irrimediabilmente sorpassato. Troppe spiegazioni pseudo scientifiche per avvenimenti strabilianti che si susseguono a ritmo incessante, troppi congegni complicatissimi progettati e realizzati in poco tempo, troppo disinvolti i protagonisti che rischiano la vita affrontando apocalittici scontri spaziali, come se stessero giocando con un video game. Leggere al giorno d'oggi romanzi di questo genere è un'inutile perdita di tempo, anche se Campbell è stato un personaggio fondamentale per l'evoluzione della fantascienza.  
 
11 Giugno 2013, 18:25:56Commento scritto da rocktd
Voto: 7.50
Invenzioni ed azione. Il titolo alla lettera suona "La macchina più potente" perchè l'intero testo è una gara tra due civiltà nemiche che se le suonano attraverso strani e sorprendenti congegni. Avrò la meglio, appunto, chi riuscirà a ideare 'la macchina più potente', in grado di sbaragliare l'avversario.
A condurre il gioco è però Aarn Munro, vero protagonista della storia e vero scienziato pazzo di Giove.
Scritto con leggerezza e con tanto gusto per improbabili marchingegni.
 
16 Maggio 2005, 16:41:19Commento scritto da nemesis
Voto: 7.50
Bel ciclo visto nell'insieme, la più classica delle SPACE OPERAcon colpi di genio e invenzioni incredibili.
 
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