08 Agosto 2013, 10:54:52Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 6.50
Il pregio di questo romanzo, a mio avviso, è quello di mostrare l'alieno in maniera assolutamente originale, riuscendo a parlare anche della solitudine, della condizione di alienato, alieno tra i propri simili.
La parte introspettiva è il punto forte di questo romanzo che riesce ad essere triste ed amaro in un quadro di avventura e mistero; una lettura piacevole e scorrevole.
Bello anche lo sfondo, tipico per romanzi di quel periodo, di una umanità in piena guerra fredda e sospesa sull'orlo del disastro nucleare, dell'annientamento totale.
Peccato che l'ultimo terzo del romanzo le cose cominciano a diventare assolutamente improbabili e forse addirittura improvvisate, davvero ridicola la parte relativa all'arresto/interrogatorio/rilascio e (purtroppo) un po troppo tirata via la parte relativa alla "conversione" (diciamo così...per non spoilerare) del protagonista.
Carino, lettura gradevole e veloce ma assolutamente lontano dal capolavoro ed a mio avviso sopravalutato.
 
07 Gennaio 2013, 13:19:01Commento scritto da nemesis
Voto: 5.00
Sarò impopolare ma credo che il sunto di questo romanzo sia "un alieno arriva sulla terra e finisce alcolizzato".
Il romanzo non mi è piaciuto per nulla, faccio fatica a trovare un filo che leghi l'intera storia, i personaggi o le ambientazioni.
L'unica nota che posso trovare (ma onestamente non sono sufficientemente documentato su questo) è che tutto rispecchi lo stato d'animo, le paure e la condizione dello scrittore.
 
24 Dicembre 2011, 19:22:04Commento scritto da pepponedra
Voto: 8.50
Mamma mia che finale. E non aggiungo altro. Si, avrà qualche difetto, ma gli perdono tutto, anche il fatto che di fantascienza ha ben poco. Ed è un paradosso, perché vi si strovano sia astronavi che alieni. Un libro sulla fragilità e sulla stupidità, sulla natura dell'uomo, che spesso prova a volare per poi ricadere per il peso delle cose. Tra le perle, anche una citazione a 1984, uno dei miei personali libri guida.
 
13 Febbraio 2010, 13:08:37Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Dopo una seconda lettura del romanzo mi sento di dire che si tratta senza ombra di dubbio di un bel libro anche se, a mio avviso, eccessivamente sopravvalutato nel corso degli anni, visto anche l'abnorme e ingiustificato proliferare di ristampe e riedizioni.
Il pregio maggiore del romanzo è, secondo me, quello quello di riuscire a rendere quasi tangibile l'alienità del protagonista, riuscendo a caratterizzarlo in modo praticamente perfetto nella sua condizione di esule, di pària e di reietto, incaricato di una missione delicata il cui esito è appeso ad un filo sottilissimo.
Viceversa mi sono sembrate leggermente fuori luogo, o almeno non sviluppate in modo adeguato, quelle che la quarta di copertina indica come "risonanze evangeliche": l'idea, infatti, di accostare la venuta di Newton sulla Terra alla storia del Cristo pur non essendo priva di una certa suggestione rimane in sospeso per tutto il testo ed appare più una forzatura che non una idea ben chiara e sviluppata nella mente dell'autore.
Altro grosso difetto del libro è quello di presentarci una storia che, soprattutto nelle fasi finali, si fa grossolana e poco credibile: difficile infatti credere che FBI e CIA si accontentino di agire nei confronti di Newton, dei suoi amici e della sua missione, con la "leggerezza" che traspare dal testo, difficile cioè immaginare che l'antheano possa infine cavarsela così quasi a "buon mercato".
Ma forse la vera forza del romanzo è proprio questa: nel riuscire cioè a narrare una storia crudele e delicata allo stesso tempo (per citare di nuovo la quarta di copertina), in cui non c'è un vero e proprio finale ed in cui, in definitiva, tutti risultano perdenti, gli antheani perchè destinati all'estinzione, Newton perchè ha fallito (o voluto fallire) e l'umanità perchè ha perduto la sua occasione di "redimersi" e di scongiurare l'apparentemente inevitabile olocausto atomico.
 
07 Luglio 2005, 13:45:04Commento scritto da squeezo
Voto: 7.50
Malinconico e triste, il personaggio principale non può che suscitare un'inarrestabile empatia. D'altronde chi di noi non ha mai sentito nostalgia di casa?
 
20 Giugno 2005, 10:16:12Commento scritto da Lazarus
Voto: 7.50
Romanzo dolce e malinconico, si legge d'un fiato. E' stato definito un libro FS emanazione della beat generation e mi trova parzialmente d'accordo . Molto bello
 
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