28 Dicembre 2011, 17:48:13Commento scritto da ciccio49
Voto: 6.00
La valigetta nera - 7
Mai chiesto piaceri a nessuno - 6,5
La nave-squalo - 7
Gigantantropus - 5
L'albero della gratitudine - 5
L'ospite è sacro - 5
L'interesse della scienza - 6,5
 
12 Dicembre 2009, 15:05:44Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.00
Pur essendo nelle intenzioni una antologia a tema, questa raccolta mi è apparsa un po' disomogena rispetto alle altre apparse nella collana: il tema dello "scherzare con il fuoco" presentato nell'introduzione è, infatti, il motivo dominante di gran parte dei racconti, ma non proprio di tutti ed in alcuni casi appare un po' forzato.
I racconti sono comunque tutti gradevoli, pur senza essere nulla di speciale e, personalmente ho apprezzato maggiormente quelli di Lyon Sprague De Camp, più lineari e meno confusi di quelli di Cyril Michael Korbluth e pervasi da una sottile vena di umorismo che li rende assai più godibili.
Il primo ad aprire il "vaso di Pandora" dei guai è un dottore ubriacone, protagonista de "La valigetta nera", il quale recupera prestigio, capacità e soprattutto amor proprio, grazie ad una fortunata coincidenza che gli pone tra le mani una miracolosa valigetta con medicine ed attrezzi chirurgici provenienti dal futuro. Ma come si vedrà, le buone intenzioni spesso non bastano e, anche se il cattivo sarà comunque punito, il macabro finale ci ricorda che a volte non si dovrebbe giocare con quello che non si conosce.
"Ho mai chiesto piaceri a nessuno", racconto ispiratore della copertina di Thole, è invece un breve e confuso excursus nel mondo del soprannaturale e della magia nera, il cui unico pregio è la relativa brevità.
Il terzo racconto "La nave-squalo", pur non avendo nulla in relazione con il tema dell'antologia, avrebbe tutte le carte in regola per esserne la storia migliore, ma una improvvisa e inopportuna digressione che fa perdere il filo del discorso ed un confuso finale rovinano la splendida atmosfera e rendono mediocre quella che poteva essere una bella storia sull'umanità del futuro, divisa tra quelli che rimangono sulla terraferma e quelli che invece salpano per il mare per poter sopravvivere in un mondo sovrappopolato. Un vero peccato.
Il quarto racconto, "Gigantantropus", ci narra la simpatica e grottesca disavventura di un gigantesco antenato dell'uomo scorrettamente ingaggiato in una squadra di rugby. La storia ha il pregio di essere breve e assai originale.
Ne "L'albero della gratitudine", firmato da De Camp ritorna il tema predominante del "giocare con il fuoco" che qui è rappresentato da alcuni vegetali venusiani incautamente piantati dai protagonisti nel proprio giardino. L'originalità del tema, la sottile vena di umorismo e la perfezione dei tempi fanno si che questo racconto sia senza dubbio il migliore dell'antologia, davvero carino.
Una sottile vena di umorismo ritorna anche nel racconto "L'ospite è sacro"; difficilmente accostabile al tema dell'antologia, ma comunque originale godibile, il racconto è la storia di una impresa terrestre che ha il compito di accogliere e far sentire a proprio agio degli ospiti extraterrestri. Le peripezie e le situazioni grottesche derivanti dalle incomprensioni e dai diversi usi e costumi appaiono forse un po' forzati, ma il racconto scorre e diverte in ogni caso sino al simpatico finale.
L'ultimo racconto "L'interesse della scienza" è molto crudo: in poche pagine ci dimostra come, a volte, gli arrivisti ed i prepotenti non sempre abbiano la meglio e che quando sono in ballo storia, tradizioni, cultura e valori che trascendono la nostra comprensione, insistere nel voler perseguire il proprio tornaconto può essere fatale.
Una antologia con racconti tutti pienamente sufficienti.

La valigetta nera - 6,5
Mai chiesto piaceri a nessuno - 5
La nave-squalo - 5,5
Gigantantropus - 6
L'albero della gratitudine - 7
L'ospite è sacro - 6,5
L'interesse della scienza - 6,5
 
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