02 Marzo 2013, 10:44:28Commento scritto da chipmunk
Voto: 6.50
La prima antologia di più autori pubblicata su Urania dall’epoca del breve esperimento della rivista nei primi anni cinquanta (la seconda in assoluto, dopo quella di Sheckley pubblicata dieci numeri / due mesi e mezzo prima). Prevedibilmente, si tratta di due racconti abbastanza disomogenei, che come unico punto comune hanno (in modi diversi) l’appartenenza al genere fantascientifico. Impossibile dare un solo giudizio che li comprenda entrambi per cui, seguendo il ben collaudato “metodo maxpullo” J:
META’ LUNA (Project Nursemaid), voto 8.
Un bel racconto nel quale ben si avverte la mano “femminile” dell’autrice, sia per il tema trattato (la maternità) che nello sviluppo dei personaggi. Più che verso lo spazio (esterno) lunare cui fa rifermento il progetto del titolo originale, il racconto proietta il lettore nello spazio (interno) dell’anima e delle strane e delicate alchimie che regolano i rapporti umani.
META’ MARTE (Trespass), voto 6.
Un Matheson sottotono per una storia che appare prevedibile e scontata fin dalle sue prime battute. Pur (quasi) originale come tema, la narrazione di questo tentativo di invasione aliena attraverso un feto umano scorre senza quella (orrorifica) incisività che avevano già consacrato l’autore tra i grandi maestri del racconto breve.
A fattor comune, se alla media algebrica dei singoli racconti si aggiungesse una valutazione complessiva dell’opera come “raccolta antologica”, non si potrebbero – in negativo – non considerare la “forzatura” operata sui titoli (nel tentativo di trovare un comune filo conduttore che avrebbe forse più facilmente essere individuato nel tema della maternità) nonché la scelta di affiancare una short novel (quasi un romanzo) ad un racconto breve che, di conseguenza, finisce per apparire poco più di un’appendice…
 
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