22 Agosto 2016, 23:26:29Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 4.00
L'avevo letto a 13 anni e credo mi fosse piaciuto. 28 anni dopo, riacquistato per caso in edizione Oscar FS, ho detto: "Ma dai, rileggiamocelo e vediamo che effetto fa". Il giudizio non può che essere bifronte. Partiamo dai pro: come nel 90% dei romanzi di Heinlein, lo stile è scorrevolissimo. Di Heinlein credo uno leggerebbe volentieri anche la lista della lavandiera. I pro finiscono qui, purtroppo. Contro n. 1: sfiorerò l'eresia visto che si tratta di un romanzo vincitore del Premio Hugo, ma di fantascienza in questo romanzo ce n'è poca, e quando c'è è inutile. Ci sono pagine intere di descrizione di armi e tattiche del futuro, ma sono superficiali e poco inventive: grossa pecca per un autore ritenuto un "mostro" della sf. Idem per la società del futuro che è poco più che una facciata di cartapesta grazie alla quale rappresentare l'ideologia di Heinlein (vedi dopo). Insomma, questo romanzo si sarebbe retto benissimo anche ambientato ai giorni nostri, e ci sono pochissime differenze tra le astronavi del romanzo e una portaerei degli anni '50. Contro n. 2: la trama è insulsa e schematica al massimo, uguale a quella di qualsiasi altro romanzi militare di formazione, non necessariamente di fantascienza: l'addestramento, la missione, la guerra etc. etc. Ai limiti del ridicolo l'incontro tra i Rico e il padre neo-arruolato, anche lui finito a combattere in fanteria (un affarista cinquantenne che fino ad allora aveva fatto vita d'ufficio?!?!? Ma va...) Le vicende poi sono prive di qualsiasi pathos e il personaggio di Rico non comunica nessuna empatia, almeno per chi come me non legga questo romanzo a 13 anni, oppure non sia cresciuto fermandosi però intellettualmente ai film di Spielberg o ai romanzi della Rowlings. Contro n. 3: e qui siamo alla grandissima nota dolente. Oltre il 50% del romanzo è una specie di barbosissimo e mal camuffato trattato ideologico-sociale su quali (secondo Mr. Heinlein) erano i grossi mali dell'umanità, in particolare quelli americani. E su come risolverli. Il tutto espresso dai soliti tipi-tutti-d'un-pezzo dei suoi romanzi, in questo caso i soliti omaccioni saggi: sergenti cattivoni ma in realtà dal cuore d'oro, ufficiali eroici, camerati coraggiosi, e... professori di filosofia. Cosa? Ma Heinlein non riteneva tutti gli intellettuali degli inutili perditempo? Si, se non fosse che i professori a cui (in pagine e pagine) fa esprimere le sue idee sono in realtà ex-militari... Anche qui siamo ai limiti del ridicolo. Sempre nelle suddette pagine, Heinlein poi riesce a buttare nel cesso indistintamente ogni dottrina psicologica, sociologica, etica che non rientri nel suo estremamente ridotto orizzonte intellettuale, in cui tutto in fondo si può risolvere con una bella scazzottata (dopo, amici più di prima) oppure mettendo in pratica le lezioncine dei Clint Eastwood di cui sopra. Non parliamo poi della soluzione proposta da Heinlein per risolvere quasi tutti i problemi sociali dell'umanità: gli SCULACCIONI!! No, non sto scherzando. E potrei andare avanti ancora a lungo, ma è meglio soprassedere. In poche parole, "Fanteria dello spazio" è una specie di "Mein Kampf" dell'americano medio tutto-d'un-pezzo-del-Mid-West di cui sopra, camuffato da romanzo di fantascienza, tagliato con l'accetta e privo di qualsiasi sottigliezza in quasi tutti i suoi aspetti. L'unico aspetto curato è la straordinaria scorrevolezza stilistica, di un livelli direi ineguagliabile per quasi tutti i romanzieri che conosco. Ma anche qui si tratta di un trucco facile da smascherare con un po' di esperienza di lettura: dialoghi-dialoghi-dialoghi, uso della prima persona, linguaggio semplice-semplice (il romanzo era addirittura nato come JUVENILE!!!), trama veloce, poche descrizioni, psicologie basiche, insomma pochi fronzoli in generale a distrarre il lettore. Il voto è una media tra l'8 della leggibilità e lo zero quasi assoluto del contenuto. Mi meraviglio che Heinlein - scusate il gioco di parole - si sia... meravigliato di fronte al rifiuto secco, da parte del suo editore newyorkese (insomma, bene o male legato a un'America da sempre culturalmente opposta a quella propugnata nel romanzo), nei confronti di questo pasticcio.
 
03 Gennaio 2014, 20:03:09Commento scritto da Dart Fener
Voto: 7.00
Discreto romanzo che si legge con facilità, ma che non reputo un capolavoro. Il romanzo di Haldeman a mio avviso è di un altro livello. Guerra eterna batte Fanteria dello spazio 3 a 0.
 
14 Luglio 2013, 15:49:43Commento scritto da Rocheta
Voto: 8.00
Il romanzo è basato sull'esaltazione del militarismo e del cameratismo in una società futura, in cui solo chi ha fatto il servizio militare volontario può esercitare il diritto di voto. Ottima la descrizione dell'addestramento estremo a cui vengono sottoposti i fanti spaziali e delle fasi del loro impiego in combattimento. Nella vicenda sono presenti stereotipi ed esagerazioni  che Heinlein  poteva forse evitare, ma in ogni caso questo resta un libro fondamentale nel panorama fantascientifico, che un appassionato non può fare a meno di leggere.
 
04 Luglio 2013, 10:11:41Commento scritto da brz57
Voto: 10.00

Esagerato, militarista, razzista ma.....capolavoro!!! La military sf puo' piacere o no in ogni caso giu' il cappello davanti a questa pietra miliare di una fantascienza che sapeva creare storie indimenticabili. Forse il miglioe RAH in assoluto.
 
26 Settembre 2012, 07:50:37Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Ho aperto questo libro con scarse aspettative: la military SF non mi attirava e continua a non attirarmi per cui mi attendevo una lettura più o meno deludente.
Mi sbagliavo.
Fino a metà libro il romanzo è assolutamente perfetto: ricco di idee e spunti interessanti sui processi educativi e sulla morale civile e militare; interessantissimo il modo in cui Heinlein riesce a far sembrare logico e giustificabile il modo quasi inumano in cui vengono addestrati i cadetti descrivendolo attraverso gli occhi di Rico e la sua crescita personale e professionale.
Potremmo dire che sino a metà libro sia quasi una sorta di "Ufficiale e gentiluomo" della SF con tanti motivi di fascino e idee convincienti; poi però, nella seconda metà, si passa alla descrizione delle azioni della guerra contro i ragni e, almeno nel mio caso, nella lettura è subentrata la noia, quella che ti fa saltare le righe e che ti fa guardare con ansia il numero di pagine rimanenti.
E' un mio limite, ma proprio non riesco ad appassionarmi alle battaglie ed alle descrizioni di azioni militari: di questa seconda parte salvo solo la descrizione delle tute che è assolutamente superba.
Ho cercato avidamente nel testo spunti di razzismo, fascismo e maschilismo senza trovarne nemmeno l'ombra: o non ci sono oppure io non li ho saputi cogliere.
Tutto sommato lo definirei un buon libro e questa frase, detta da uno come me che non apprezza in modo particolare la SF miltaresca, significa che vale davvero la pena leggerlo.
 
26 Ottobre 2011, 16:49:44Commento scritto da PabloE
Voto: 8.50

Prima cosa: non è un romanzo sulla guerra come lo è Guerra eterna; il titolo è abbastanza chiaro in tal senso: è un romanzo sull'esercito e sulla vita militare in generale e la guerra è solo uno dei momenti militari.

Secondo punto: non è fascistoide, ci sono diverse divergenze dall'ideologia fascista, anzi presenta alcuni comportamenti dell'esercito e alcune caratteristiche della società che potrebbero far inorridire alcuni militaristi convinti (il valore che RAH dà alla società, all'uguaglianza mi sembra più che altro socialista).

Terzo: se un romanzo fa riflettere senza imporre le proprie convinzioni (non c'è imposizione da parte di Heinlein, non è che la società è così, la morale è così e basta; tutto ha una spiegazione) è in ogni caso un romanzo positivo, sia che presenti idee avverse alle proprie sia che le sostenga. In questo caso le idee sociali, filosofiche e politiche presentate da RAH sono in gran parte contrarie a quello che è il mio pensiero, ma dalla lettura ne sono uscito ancor più convinto e sapete perchè? Perchè questo libro mi ha fatto riflettere e mi ha fatto giungere alla conclusione che ciò che penso è giusto. Lo so potrebbe sembrare un ragionamento illogico, ma è così: la lotta interna che ho sostenuto con un maestro della parola come RAH (niente di paragonabile ad Haldeman da questo punto di vista) ha rafforzato le mie convinzioni.

Heinlein se ne frega di quella che sarà la tecnologia futura, a lui interessa la società, l'etica, la morale e affronta questi temi in maniera molto variegata: utilizzando il professor Dubois per esplicare i concetti di più difficile comprensione, con il punto di vista di Juan Rico e attraverso la sua crescita "morale", con alcuni episodi militari ecc.

Un romanzo comunque di difficile interpretazione anche per una certa divergenza che ho riscontrato rispetto al presente con questo esercito ideale, quasi utopico al confronto di quello che è oggi: un buon 90% si arruola per avere un posto di lavoro e uno stipendio sicuri, non certo per la società.

I punti deboli sono da ricercare nella trama non eccellente, nel protagonista che in una circostanza (che non rivelo per non spoilerare) si comporta in modo davvero surreale e non umano, ad un cambiamento di un personaggio in quel caso troppo manovrato da Heinlein per i suoi scopi e nella troppo netta distinzione Uomo=bene Aracnide=male.
 
02 Ottobre 2009, 23:31:12Commento scritto da Faresme
Voto: 9.00
Mi associo a quello che hanno scritto gli altri. Effettivamente dopo aver letto tutto di un fiato il romanzo, ti viene voglia di andare, dopo aver riflettuto,  a cercare il primo luogo di reclutamento e di partire.....
 
12 Luglio 2006, 19:24:29Commento scritto da npano
Voto: 8.50
Un grande affresco della vita militare nella fanteria dello spazio.
Il quando non conta, Heinlein con poche ipotesi di fondo costruisce una storia ed una ambientazione molto coinvolgenti e logici.
Quando finisci di leggere il romanzo ti stupisci che al telegiornale non parlino di come sta andando la guerra con i ragni.
Il romanzo sembra una finestra su di un mondo plausibile che sembra continuare prima e oltre il romanzo.
Assolutamente da leggere.
 
16 Maggio 2006, 16:09:41Commento scritto da francibass
Voto: 9.50
Un grande romanzo di un grandissimo autore. Dal titolo, con un minimo di riflessione, si può già intuire tutto quello che all'interno ci aspetta: una dettagliata cronaca della vita di un soldato nella sua carriera insieme a un regolamento militare utile a districarsi tra le funzioni operative e i gradi, il tutto cementato da un saggio di filosofia marziale. In effetti il titolo è "Fanteria dello spazio" e non "Guerre spaziali" o simili. Ma la lettura è piacevole nonostante i dettagli gerarchici, la descrizione dei turni di lavoro addestrativi, degli ordini strategici e della filosofia militare che viene continuamente messa in bocca a vecchi ufficiali in sedia a rotelle. L'escamotage dell'autore è di iniziare con un bellissimo capitolo di piena azione, dove vediamo subito il protagonista Johnnie Rico in assetto da battaglia e le caratteristiche della tuta potenziata, quasi un secondo protagonista. Questo primo capitolo ci catapulta immediatamente nella lettura di tutto quello che segue e ci mette nello stato d'animo di sorbirci tutto quello che una società militaristica ha da dire: parole pesanti, che al contrario di molti altri romanzi distopici non chiudono ingenuamente il resto del mondo fuori dalla porta, ma conservano una ragionevolezza anche nella nostra realtà. Sono convincenti forse come quelle del rieducatore di Orwell in 1984. E allora capisco le accuse di fascismo dell'epoca. Nonostante si parli di un romanzo scritto per i giovani gli argomenti sono profondi ma le grandi capacità dell'autore lo rendono perfettamente leggibile e le infinite discussioni su suoi temi hanno finito per renderlo memorabile nonostante tutte le accuse.
 
08 Dicembre 2005, 11:59:44Commento scritto da freesmo
Voto: 10.00
Un voto d'amore, ma non solo! Un vivido affresco stampato nella memoria,  non offuscato da versioni cinematografiche o commenti impietosi di una certa parte. Le grandi astronavi da battaglia, comandate esclusivamente da donne, le "capitane", l'attesa nei siluri di lancio con nelle orecchie l'inno della propria unità da combattimento, le denominazioni dei reparti che sottolineavano lo spirito di corpo, l'affannoso cercarsi su un campo da battaglia sterminato consentito solo dalle meraviglie tecnologiche delle tute, che anticipavano i moderni sistemi d'arma dei reparti più specializzati (tranne i balzi giganteschi!), la temuta frase in cuffia: "Lardo che frigge!", che anticipava lo scontro "fisico", personaggi dai caratteri ritrovati molto più tardi nel sergente Chavez di Tom Clancy... Che roba, a 14 anni!! Ma anche dopo. Anche ora.
Pensandoci bene, è rimasto un grande esempio di letteratura in generale, per non parlare della nostra, di quella di fantascienza!
 
12 Maggio 2005, 15:39:08Commento scritto da marsman60
Voto: 9.50
quasi perfetto
 
22 Aprile 2005, 09:27:37Commento scritto da Stormbringer
Voto: 8.50
Stupendo romanzo di un grandissimo autore,  un mondo umano, finalmente unito nelle avversità, combatte con onore alieni grossi e malvagi, fondamentale opera da cui hanno ricavato anche un bel film, imperdibile.
 
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