22 Gennaio 2020, 22:48:12Commento scritto da capricorno52
Voto: 5.00
Le città volanti è un insieme di quattro racconti  mediamente della dimensione di 130 pagine ciascuno scritti da James Blish  fra il 1953 ed il 1962.
Le idee contenute in  “Le città volanti” classico della Space Opera anni 50’ sono state utilizzate più e più volte dagli autori di SciFi , soprattutto la mobilità di enormi habitat nello spazio e le problematiche legate ai viaggi interstellari , in questo senso “Le città volanti “ puo’ essere considerata una pietra miliare della FS.
Tuttavia leggendo i diversi racconti appaiono i pregi (pochini) e difetti dell’ opera.
Blish è stato uno dei primi a usare quelle idee e a descriverle in dettaglio, il che lo rende , per i tempi uno o degli autori di fantascienza più visionari e sicuramente uno dei piu’ influenti,  ma oggi è abbastanza difficile navigare attraverso il suo stile di scrittura tipico ai tempi delle pubblicazioni  , oggi  invecchiato e stereotipato.
Quindi siamo di fronte a grandi idee ma descritte e realizzate in modo disastroso , il ritmo della narrazione è piatto  , la storia  è frammentata e solo a tratti coinvolgente , anche i personaggi principali di cui seguiamo le azioni nell’ arco di centinaia di anni sono poco caratterizzati ed in genere impermeabili ai sentimenti e ripiegati in   ragionamenti dettati da logiche a volte astruse e spesso criptiche , poco spazio ai personaggi  femminili che attraversano la narrazione come meteore senza lasciare segno.
Cosa apprezzare del libro ? Beh è fantascienza “dura” , con tanto di formule di fisica e chimica per descrivere l’antigravità e le catene biologiche fonte dell’ immortalità, inoltre  largo spazio è dedicato a particolari tecnici che nell’ insieme forniscono una certa coerenza ma peccano in credibilità , di positivo,   ci sono un sacco di spunti anticipatori dei nostri tempi  quali i Padri Fondatori che altro non sono che delle I.A.  ante litteram , o la costruzione del Ponte su Giove guidata da umani in realtà virtuale e tanto altro.
In merito ai singoli racconti certamente il primo “ Ed essi  avranno le stelle” , ambientato sulla Terra ante citta volanti,  è il migliore in termini di stile di scrittura e comprensibilità inoltre è la sede della maggior parte delle idee di Blish  , il secondo ed il terzo  descrivono il viaggi nella galassia della città di New York ed hanno una preponderanza fantastica ed avventurosa,  tuttavia,  sono rappresentati e scritti in modo spezzettato ed a volte criptico con personaggi ed ambientazioni in puro stile anni 50’ invarianti al trascorre dei secoli.
Nel “Il trionfo del tempo” ,  racconto conclusivo, a mio avviso il peggiore, , Blish,  per creare una cornice di collegamento del  nuovo racconto con i precedenti ,  riassume all’ inizio la storia delle città volanti e della terra fino al 3945 d.c. quindi sviluppa un nuovo canovaccio la ove i protagonisti si adoperano per evitare la fine del tempo , catastrofe cosmica  di proporzioni universali,  mischiando elementi di  cosmologia , fisica in base alle conoscenze degli anni ’50 con filosofia e religione  , il risultato è un finale, molto discutibile, ove i personaggi trascendono verso il divino.
 
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