21 Giugno 2018, 14:39:44Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.00
Romanzo assolutamente straordinario fino ad un certo punto.
Il mondo allucinante in cui il protagonista si trova proiettato è degno delle "visioni" dei migliori Dick, Ballard e Brussolo e le sue inconcepibili avventure in un indescrivibile e gigantesco organismo vivente tengono avvinto alla lettura e non danno tregua.
Poi purtroppo ad un certo punto, complici i tagli, le condensazioni e certamente l'esaurimento della vena creativa dell'autore, si cambia del tutto registro: parte lo spiegone scientifico-civil-antro-politico che in meno di 4 pagine condensa secoli di storia dell'universo parallelo, descrive la società con cui i protagonisti si devono confrontare, spiega la presenza dell'organismo della prima parte e ci trasporta in un noioso quadro di lotta civile... ed in pratica distrugge in modo spietato quanto di buono si era visto sino a quel momento.
Solo con "Titano" avevo avuto sensazioni così negative riguardo ad un finale, anche se in questo caso lo spiegone è solo noioso, niente affatto ridicolo come nel caso del romanzo di Varley.
La sufficienza è meritata in pieno ma è un peccato perchè questo libro poteva essere una vera perla.
 
28 Agosto 2016, 16:28:30Commento scritto da astrologo
Voto: 7.00
Romanzo più che buono che si fa leggere di corsa, purtroppo risente dei tagli che andavano di moda all'epoca, fanno mancare interi passaggi logici al tutto.è
 
24 Novembre 2012, 11:41:55Commento scritto da chipmunk
Voto: 6.00
Forse per smentire le insistenti malignità sulla sua scarsa conoscenza delle opere che presenta, il misterioso redattore di quarta copertina riassume in maniera mirabile e sintetica, ma completa, il contenuto di questo romanzo. Non molto quindi da aggiungere sulla trama, che non può dunque riservare alcuna sorpresa, quanto invece sull’ambientazione, mirabile “viaggio allucinante” ante litteram svolto, contrariamente al suo più giustamente celebre epigone, all’interno di un gigantesco corpo alieno invece che all’interno del microcosmo umano. Più che la storia, afflitta da un ridicolo titolo e sostenuta da una risibile base scientifica (per fortuna non più che accennata), è allora proprio l’atmosfera in cui si viene calati (complice la particolarissima, seppur leggermente fuorviante, copertina del volume) la vera e positiva sorpresa del libro: un mondo quasi onirico (non vi si avvertono fame, sete o sonno) da incubo archetipico che ancora oggi non sfigurerebbe tra le possibili scenografie della narrativa horror contemporanea.
 
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