11 Maggio 2017, 17:55:24Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 9.00
Faccio copia-e-incolla dal commento di Max: "lo considero un capolavoro, un grande classico intramontabile che andrebbe letto almeno una volta nella vita." Se poi ci mettete che è il romanzo con cui è iniziata tutta la mia passione per la fantascienza, nell'ormai quasi trentennale estate del 1987, in un pomeriggio d'estate in casa mia al mare da solo...
 
11 Maggio 2017, 17:53:18Commento scritto da raffa
Voto: 8.00
.
 
18 Ottobre 2014, 13:35:12Commento scritto da remotino
Voto: 7.50
Bhe di fantascenza non è che ce ne sia molta.

Il romanzo è stato scritto nel '59 agli inizi della guerra fredda tra le due superpotenze ancora oggi nel 2014 purtroppo viviamo sempre con la mannaia sul collo che qualche pazzo ordini di "schiacciare il bottone".

Il libro è affascinante, molto psicologico e drammatico.....gli ultimi istanti sono molto angosciosi mi aspettavo un finale così.
 
29 Novembre 2013, 22:38:41Commento scritto da maxpullo
Voto: 8.00
Diciamo subito che questo libro soffre della lovecraftiana "sindrome di Dagon": l'espediente del diario risulta efficacissimo per entrare nel vivo della vicenda e per condividere il pathos e la drammaticità della situazione del protagonista, eppure alla fine ci si trova legittimamente a domandarsi cosa si stia leggendo perchè, visto il finale, non si spiega chi o cosa abbia potuto trovare questo diario per leggerlo e diffonderlo, allo stesso modo in cui si rimane spiazzati nel leggere il diario di un protagonista terrorizzato dal mostro che lo insegue e che, prima di gettarsi, si attarda a scrivere "La finestra! la finestra!".
Lovecraft passò quasi tutta la vita a difendere il suo infelice scritto da critici e detrattori ma immagino che Mordecai Roshwald sia stato molto più fortunato perchè mi pare che nessuno abbia mai osservato questa cosa.
Al di là di questa stranezza, tuttavia, il romanzo risulta validissimo anche se poco fantascientifico: angosciante come solo un incubo nucleare può esserlo e tremendo per il modo in cui ci vengono fatte vivere le paure ed i sensi di colpa del protagonista prima e l'inesorabile destino che incombe sui sopravvissuti dopo.
Per alcuni tratti il flusso di coscienza mi ha ricordato il lento scivolare nella follia del protagonista de "Il corridoio nero" di Moorcock e questo, per me, è un bel complimento.
Va dato atto, inoltre, all'autore di non citare mai espressamente le due superpotenze responsabili dell'olocausto nucleare: il suo asettico parlare di "nemici" e "neutrali" ha il merito di rendere il suo scritto praticamente sempreverde e di fargli trascendere gli abusati canoni delle storie scritte nel periodo della "guerra fredda".
L'episodio migliore è, a mio avviso, quello della coppia che decide di risalire in superficie per esplorare le rovine del mondo e riportarle ai loro compagni: il parallelo con le colombe della Bibbia è un colpo di genio davvero superbo.
Tutto sommato lo considero un capolavoro, un grande classico intramontabile che andrebbe letto almeno una volta nella vita.
 
23 Maggio 2013, 22:31:48Commento scritto da brz57
Voto: 7.50

Scrittura asciutta e senza fronzoli in forma di diario, angosciante e claustrofobico quanto basta. Nonostante gli anni regge ancora molto bene.
 
21 Febbraio 2013, 12:46:56Commento scritto da Han Tavers
Voto: 7.50
Bel romanzo pessimistico; scritto bene con una escalation misurata e finale catastrofico. Considerato l'anno in cui è stato scritto, può definirsi un piccolo capolavoro.
 
25 Maggio 2011, 09:35:31Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 8.50
Vecchia lettura... riporto il voto che misi al libro dopo averlo letto.

Ricordo ancora la sensazione da imminente catastrofe, la frustazione di chi non ha via d'uscita.
Opprimente, molto bello.
 
11 Agosto 2008, 11:49:40Commento scritto da gasp63
Voto: 8.00
Claustrofobico e senza speranza
 
12 Novembre 2007, 15:49:10Commento scritto da marsman60
Voto: 7.50
rende bene l'idea a cosa la "bomba atomica" ti faceva pensare e provare nel momento in cui e' stato scritto 1959 oggi siamo talmente abituati all'idea che sono sicuro non proviamo neanche un centesimo del terrore di allora.
forse uno dei primi romanzi in cui il protagonista (lo si capisce abbastanza bene dal modo di pensare e di analizzare i vari problemi sentimentali) e l'ambientazione e'  fatta oltrecortina(anche se l'autore vuole essere vago,privo di riferimenti e impersonale).
 
12 Giugno 2006, 00:06:08Commento scritto da fieramosca
Voto: 8.50
Un romanzo duro, pessimista. Per l'umanità non c'è scampo alla castrofe nucleare.
 
11 Giugno 2006, 14:09:18Commento scritto da cat
Voto: 7.50
vedi 504
 
06 Maggio 2005, 10:26:28Commento scritto da Stormbringer
Voto: 7.50
Angosciante, incalzante anche nella narrazione, un libro che fa riflettere su temi sempre attuali, una volta iniziate certe situazioni non c'è ritorno. Va letto serenamente, allineandosi con lo spirito della trama, altrimenti si rischia la tachicardia.
 
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