04 Settembre 2013, 23:02:58Commento scritto da fabri
Voto: 4.00
niente Leiber per me rimane indigesto, neanche questo romanzo che non è fantascienza è risultato difficile da finire come del resto gli altri che ho letto.
 
15 Gennaio 2010, 07:41:00Commento scritto da maxpullo
Voto: 5.00
Noioso come pochi altri, questo romanzo di Fritz Leiber si ascrive senza dubbio al genere horror esclusivamente per la vacuità della trama che propone e per la confusissima storia di arcane maledizioni e di un mistero che rimane tale anche dopo 235 pagine.
L'atmosfera del libro, basata in massima parte sull'orrore ispirato dalle grandi formicolanti città, è mutuata quasi di sana pianta dalle storie di Lovecraft, principalmente da "Orrore a Red Hook" e "L'incontro notturno", ma non mancano alcune suggestioni riprese integralmente da altri racconti di HPL come ad esempio il senso di velato mistero ispirato da un particolare scorto in lontananza come nel lovecraftiano "L'abitatore del buio". Le uniche note positive dell'intera storia infatti sono dovute alle scene in cui il protagonista esplora con il binocolo la città e si sente in qualche modo "attirato" all'esplorazione dei misteri scorti remotamente, quasi come capita al Robert Blake de "L'abitatore del buio".
I molti riferimenti agli scritti di Lovecraft e ad alcuni suoi amici e contemporanei quali ad esempio Clark Ashton Smith, Montague Rhode James e Dashiell Hammett, contribuiscono in parte a risollevare le sorti di una storia altrimenti inconcludente ed a darne una motivazione ed un senso che altrimenti non avrebbe. L'impressione che ho ricavato dalla lettura è che Fritz Leiber abbia voluto in qualche modo "omaggiare" i grandi autori della narrativa fantastica di inizio secolo, ma che il tentativo sia riuscito solo in parte.
Certamente non tra le cose migliori dell'autore.
 
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