09 Maggio 2015, 01:10:47Commento scritto da Fantobelix
Voto: 8.50
Finalmente si consolida il piacere di leggere questo ciclo con un ottimo bilanciamento tra storia e fantascienza, descrizioni e azioni, nonchè lunghezza ottimale delle sezioni in cui è diviso il libro.
Il contributo femminile e avventuroso di Wanda Tamberly, agli esordi ufficiali nel Cronoservizio, dopo le vicende in cui viene casualmente coinvolta nel volume precedente, è forse il connotato più significativo e affascinante: emotività, istinto, intraprendenza ed una determinazione personale disposta all'insubordinazione pur di non calpestare i propri sentimenti e valori, fanno da contraltare al più calcolato e imperturbabile senso del dovere di Manse Everard, offrendo ancora più avventura e dinamismo.
Le storie hanno il giusto spazio per evolversi, svilupparsi e chiudersi, legandosi l'un l'altra in un continuum più armonico, ma che sa superare quanto ha già offerto, inserendo sempre elementi nuovi che movimentano una trama mai noisoa o puntigliosa del dettaglio storico.
Una degna chiusura di un ciclo che trova il miglior equilibrio per farlo apprezzare.
Vale davvero il viaggio, nel tempo e nella storia!
 
19 Ottobre 2007, 18:35:02Commento scritto da Free Will
Voto: 6.50
Si tratta di un'antologia, composta da racconti, romanzi brevi (Urania Argento 5 - La pattuglia del tempo) e questo romanzo lungo.  In realtà sono sempre le vicende dei "cronodetective", con lo stesso protagonista (Manse Everard), quindi è come se fossero tanti capitoli di un unico "romanzone". Il fatto è che questi capitoli sono stati scritti nell'arco di alcuni decenni della vita dello scrittore, e si capisce bene non solo dalle ambientazioni in epoca "attuale", ma anche nello stile e nel cambiamento di linguaggio: è bizzarro pensare che, trattandosi di vicende sui viaggi nel tempo, è un po' come fare un viaggio nel tempo nella vita dell'autore.
Il tema dei viaggi del tempo è quello più usato (e abusato) nella fantascienza ed è anche il più difficile e pericoloso: è facile cadere nel ridicolo cercando di descrivere i paradossi temporali.
Anderson in qualche modo se la cava, anche se combina anche lui qualche pasticcio.
Però la parte più interessante del romanzo (o antologia se si preferisce) non è tanto l'aspetto fantascientifico, bensì quello storico: veramente sembra di viaggiare nelle varie epoche, incontrare personaggi storici o leggendari, conoscere la vita dei popoli della terra nei secoli passati. Veramente affascinante.
La nota dolente riguarda la traduzione: i capitoli tradotti da Vittorio Curtoni sono a dir poco imbarazzanti. E poi il fatto che tre traduttori si siano alternati, ha creato confusione per alcuni vocabili essenziali, ripetuti in ogni capitolo e tradotti in tre modi diversi.
 
09 Maggio 2006, 18:52:36Commento scritto da marsman60
Voto: 9.00
OTTIMO
 
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