18 Settembre 2011, 11:20:29Commento scritto da remotino
Voto: 7.50
Il volume si legge discretamente, è un po' prolisso e ripetitivo, ma probabilmente è voluto proprio per il fatto che i "nostri " amici indigeni" sono in una civiltà pre-civile senza scrittura ma come sempre narrazioni passate dagli anziani dei villaggi ai giovani. Una società matriarcale ma mi pare di capire dal finale che vuole evolversi evendo l'esempio dei Terrestri che arrivano sul loro pianeta per scoprire un eventuale pianeta di interesse. Le avventure o vicessitudini delle due protagoniste terrestre e indigina è praticamente il succo del libro.

Consigliato.
 
24 Gennaio 2009, 12:09:51Commento scritto da Free Will
Voto: 7.50
Questo romanzone, tutto al femminile, è lungo, lento e prolisso; tuttavia si legge bene perché ha moltissimi punti di interesse.
L'aspetto fantascientifico di base è il meno interessante; si tratta del solito pianeta a parecchi anni luce di distanza, la spedizione terrestre in esplorazione, gli alieni umanoidi, le strane forme di vita di terra, acqua e aria: nulla di veramente originale.
Ciò che più attrae sono altri aspetti:
1) La semantica
E' interessante come i terrestri imparano il linguaggio degli alieni, che è tutt'altro che banale anche se essi sono ancora ad uno stadio cosiddetto "precivile"; il fatto che i terrestri parlino l'inglese (secondo la consueta visione "anglocentrica" degli autori americani) non rende molto bene certe finezze, a causa della traduzione italiana; ad esempio la parola "play", viene illustrata in tutti i suoi sinonimi inglesi, che sono ben diversi da quelli della parola "gioco" nella traduzione italiana. E' veramente curioso e simpatico l'uso delle sfumature dei colori che fa l'autrice nelle descrizioni dei paesaggi e delle cose, tipo: " l'erba verde, verdolina, azzurra, grigia", oppure "l'acqua azzurra, turchese, blu, indaco", e via di questo passo. Molto interessanti sono le espressioni non verbali degli alieni, che vengono acquisite anche dai terrestri:  non c'è alcuna frase di dialogo verbale che non venga completata o integrata da "fece il gesto di...(per esempio dell'assenso, dell'incertezza, del dubbio, dell'irritazione, ecc.), in pratica un gesto per ogni pensiero o astrazione; questo ci porta a meditare sul fatto che il linguaggio del corpo è fondamentale per tutti gli animali ed è stato un po' messo da parte nel corso dell'evoluzione dell'uomo, a vantaggio del linguaggio verbale.  E' curioso il fatto che  in ogni pezzo di dialogo qualche personaggio usi l'interiezione "Aiya!", un po' come dire "cazzo!". Spesso vengono inserite poesie (aliene e terrestri) che spezzano un po' il ritmo, ma arricchiscono il linguaggio letterario. Molto interessanti sono le reazioni degli alieni al sorriso dei terrestri, che rimandano al significato ancestrale di tale esprressione, ossia "mostrare i denti", nel senso aggressivo dei termini, per far vedere agli altri la propria forza e capacità di difesa.
2) Il punto di vista femminile
La società aliena è costituita da comunità (villaggi), abitati esclusivamente da donne e bambini; quando i maschi raggiungono la maturità sessuale, si allontanano per andare a vivere isolati nelle foreste; ad ogni primavera le donne vanno in calore (la "smania") e si dirigono verso i boschi per accoppiarsi con il primo uomo che incontrano: di fatto gli uomini hanno solo la funzione di strumenti di riproduzione; più che un punto di vista femminile, questo è ultra-femminista; per fortuna che c'è qualche ribelle, di entrambi i sessi, che non accetta questo stato delle cose, anche se viene trattato male dalla comunità.
Alcune descrizioni dell'ambiente e dei gesti corporei sono tipicamente femminili; l'autrice si sofferma perfino a descrivere il fastidio delle mestruazioni.
3) La politica
Rimane piuttosto sullo sfondo, però è chiaro che sulla Terra sono successi sconvolgimenti globali, forse catastrofi, forse una guerra nucleare, in ogni caso le nazioni, le civiltà hanno subito ridimensionamenti e mutazioni radicali. La bizzaria è che alla fine sembra sia nato una sorta di governo planetario di tipo "comunistoide", in cui appaiono evidenti le contraddizioni e l'immobilismo derivanti da eccessi di "democrazia" costituiti da qualcosa che potremmo definire "comitati".
4) Religioni e credenze popolari
Gli alieni hanno in ogni villaggio uno scaiamano (anzi una sciamana) che richiama divinità e spiriti di vario tipo; tutti credono a qualche spirito benigno o maligno.
I terrestri sono tutti atei; al massimo esercitano qualche forma di meditazione orientale.
Forse l'autrice vuole fare intendere che le religioni ed il misticismo sono tipiche delle popolazioni primitive e non di quelle più evolute, o forse si vuole legare tale aspetto alla politica e quindi ai riferimenti al marxismo che sembra prevalere fra i terrestri.
 
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