11 Febbraio 2014, 20:39:19Commento scritto da Rocheta
Voto: 7.00
Il pianeta del tesoro – Murray Leinster – Interessante space opera che racchiude tutti gli ingredienti principali del genere. Le astronavi che percorrono gli spazi interstellari, un pianeta misterioso che diventa il punto focale di tutta la vicenda, i terribili pirati alla caccia di un tesoro e l’immancabile coraggioso che si oppone alle loro prepotenze. Anche questa volta Murray Leinster è riuscito ad immaginare una storia accattivante, piacevole da leggere e con dei personaggi azzeccati. Voto 6,5     Naufragio – Charles Logan – Romanzo che racconta le difficoltà affrontate dall’unico superstite di un naufragio sulla superficie di un pianeta non del tutto inospitale. Inizio e fine struggenti, ma il resto della vicenda risulta abbastanza monotono, a parte qualche momento di vivacità quando il protagonista colloquia con il computer di bordo. La storia può anche essere interessante ma non è del tutto riuscita anche a causa di alcune ingenuità commesse dall’autore, come nel caso di una zattera a  motore, in dotazione all’astronave, che risulta meno maneggevole dei gommoni che si usano oggigiorno per le vacanze al mare! Voto 6   Il comandante della Far Traveller - Bertram Chlander - Romanzo avvincente e pieno di spunti originali, vivacizzato dai dialoghi, dai pensieri e dagli atteggiamenti dei protagonisti. Gradevoli in particolare i battibecchi tra il comandante, la proprietaria e l’intelligenza artificiale che sovraintende ai comandi dell’astronave. Space opera ironica e divertente di alto livello. Voto 8   Voto dell'intero libro 7 (anche se non è la media esatta delle tre votazioni singole)   
 
02 Settembre 2013, 09:46:34Commento scritto da AgenteD
Voto: 8.00

Molto bella questa antologia di tre romanzi basati sulla similitudine "storie di mare/storie di spazio".
La prima, ("Il pianeta del tesoro", voto 7.5) è un'avventura mozzafiato tra pirati spaziali e un naufragio su un'isola/pianeta sperduto. C'è il solito protagonista "super-eroe" che risolve tutto, ma la lettura è sempre molto piacevole, viene da dire "molto estiva".
Il secondo ("Naufragio", voto 9) è forse uno degli Urania più misconosciuti, peccato perché anche per me è un capolavoro. Mai avrei pensato di riuscire a leggere con lo stesso piacere e con lo stesso ritmo un libro dove non c'è uno, dico un solo dialogo in oltre 200 pagine, visto che la vicenda vede un naufrago/R. Crusoe affrontare da solo in tutto il pianeta le varie difficoltà incontrate. Veramente un libro particolare.
Il terzo ("Il comandante del Far Traveler", voto 8) è un bel romanzo di avventure spaziali, tutto incentrato sui confronti tra il protagonista e una sin troppo efficiente IA della nave e la facoltosa proprietaria di tutt'e due, il tutto condito da un piacevole tono ironico. Assolutamente sorprendente e degno di riflessione il finale.  
 
11 Agosto 2010, 14:35:51Commento scritto da maxpullo
Voto: 8.00
Riprendo i commenti degli URANIA

Il pianeta del tesoro - 7
Non c'è un attimo di sosta in questo movimentatissimo romanzo di Leinster dove la banalità di una trama molto all'acqua di rose non ha il tempo di emergere a causa del ritmo forsennato dell'avventura.
Dal misterioso e sospetto comportamento dell'equipaggio dell'astronave in panne presentata in avvio di romanzo, sino all'avventuroso epilogo della storia sul pianeta abbandonato, passando per il rocambolesco e fortunoso inseguimento nelle profondità dello spazio, l'autore non concede un attimo di tregua e di riflessione nè ai lettori e nè ai suoi protagonisti.
Alla fine ne viene fuori un divertente e gustoso classico della fantascienza d'avventura, in cui basta chiudere gli occhi per immaginare gli spietati pirati spaziali a caccia del tesoro, la damigella in pericolo che deve essere salvata e l'eroe senza macchia e senza paura "alla Jack Vance" che si getta nella mischia per salvarla.
Nonostante il tempo trascorso e l'ingenuità della fantascienza "vecchia maniera" l'ho trovato un buon libro.

Naufragio - 8,5
In questo struggente e malinconico romanzo di sopravvivenza, assistiamo alla lotta per la sopravvivenza dell'unico superstite di un naufragio spaziale su un pianeta inesplorato; una lotta contro il tempo, contro fattori ambientali sconosciuti e soprattutto contro l'incombente spettro della solitudine e della follia.
L'inevitabile rovina dello sfortunato protagonista non è quasi mai in dubbio: ogni più tenue speranza che riesce ad accendersi viene crudelmente e beffardamente spenta nei modi più inaspettati ed ogni traguardo faticosamente conquistato è destinato ad essere irrimediabilmente spostato prima o poi un poco più lontano.
Ma pur senza dialoghi, senza "effetti speciali" e senza troppe illusioni sull'epilogo, questo romanzo riesce a tenerti incollato alla lettura sino all'ultima pagina: l'epica lotta del protagonista, le sue quotidiane scoperte, la sua voglia di sopravvivere in un mondo assolutamente estraneo anche se non del tutto ostile ti coinvolgono oltre ogni immaginazione e, quasi senza accorgersene, si rimane affascinati, con il fiato sospeso a fare il tifo per lui, sperando che, contro ogni previsione, questo Robinson Crusoe alla fine ce la possa fare.
Inevitabile il confronto con altri romanzi di sopravvivenza come Ragnarok, il ciclo di Tschai o Andrew il disturbatore, ma in questo caso la vera differenza la fa la solitudine: i deportati su Ragnarok sono in tanti, Adam Reith può contare su amici ed alleati e perfino Andrew Garin ha il conforto di un contatto con i monocolori abitanti del pianeta su cui naufraga; Tansis, invece, a parte un computer di bordo, peraltro assai limitato, ha solo se stesso come compagnia e, forse, il suo vero nemico è proprio il non aver nessuno, nè amici, nè nemici.
Per me rimane un capolavoro

Il comandante del Far-Traveler 8
Nonostante si avverta un certo "disagio" nel leggere una vicenda che si inserisce dopo un serie di capitoli mai pubblicati, questo romanzo, che nella saga del comandante Grimes si collocherebbe dopo "Le vie della frontiera" e dopo "I coloni di Morrow", ma senza dubbio prima di "Nuove vie della frontiera", riesce a divertire talmente tanto che mi sento proprio di dargli una ottima valutazione.
In apertura di romanzo apprendiamo che la carriera del Comandante Grimes nel Servizio di Sorveglianza della Federazione è finita: ci mancano i punti di riferimento (forniti dai capitoli precedenti) per poter capire come ciò sia successo, ma possiamo intuire che la cosa sia quasi certamente collegata all'incidente che ha reso inservibile la nave "Vega" e che rende molto impopolare la figura stessa di Grimes, oggetto di astio e di scherno da parte degli abitanti del pianeta Botany Bay, teatro della prima parte della storia.
Ma se all'inizio si fa un po' di fatica ad inquadrare la vicenda, i successivi sviluppi della storia ci fanno dimenticare quasi subito la sua "decontestualizzazione", perchè il fascino dell'astronave d'oro, quello della sua bellissima bisbetica proprietaria e quello della prodigiosa intelligenza artificiale che la governa, ci rapiscono inesorabilmente e non ci consentono di interrompere la lettura prima che l'ultima avventura di Grimes, comandante "de iure" anche se non "de facto", sia terminata.
Assieme a Grimes ed alla sua improbabile compagnia si fa prima tappa su una colonia perduta dove, solo attraverso una imbarazzante quanto geniale disavventura del capitano, si riuscirà a chiarire il mistero che si cela dietro la rivoltante degenerazione degli ultimi superstiti e successivamente ci si troverà di nuovo su Morrowia, giusto in tempo per sventare un nuovo "colpo" dell'eterno nemico Drongo Kane.
Le disavventure di Grimes avranno, infine, termine nello spazio profondo, ma solo dopo aver preso contatto con uno straordinario e pericolosissimo manufatto alieno che darà alla vicenda un epilogo toccante e drammatico allo stesso tempo.
Insomma: una serie scoppiettante di disavventure, trovate esilaranti, situazioni spesso grottesche e dialoghi al fulmicontone, rendono questo libro molto più divertente e gradevole di quanto non sia nelle attese e confermano l'ottima fattura di questa saga, aumentando il rammarico per i capitoli mancanti. Ottimo
 
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